Abbiamo intervistato alcuni membri dell’associazione “Amici di Vittorio”, che a Piombino e dintorni si occupa di sensibilizzare sulla questione dell’ambiente e nello specifico sulla pulizia e il riciclaggio dei rifiuti, con particolare attenzione alle spiagge; negli ultimi mesi hanno promosso giornate, molto partecipate, di pulizia collettiva a Rimigliano e al Quagliodromo.

Nel giro di pochi mesi, da gruppo facebook si è appunto costituita in associazione che ad oggi conta oltre 130 iscritti; questo si deve all’opera instancabile e all’esempio di Vittorio, un ragazzo che si definisce “pulitore del mondo” e che con la sua pratica mostra la necessità di posti di lavoro utili, dignitosi ed ecocompatibili a Piombino e non solo: il 4 gennaio 2020 sono arrivati fino alla spiaggia della Feniglia di Orbetello, ripulita insieme a centinaia di altri volontari e al cantante Piero Pelù: un buon esempio di artisti al servizio del popolo!

Quanto ci hanno raccontato conferma la voglia di protagonismo delle masse popolari, della loro volontà di prendersi cura dei territori in prima persona anche in modo creativo, confermano che di lavoro da fare ce n’è a volontà e al volontariato si può unire una risposta alla disoccupazione: che cento associazioni simili nascano, che diventino organizzazioni popolari perno di amministrazioni locali che mettono al centro la partecipazione popolare, la tutela di salute e ambiente, il Lavoro utile e dignitoso concretamente!

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Allora, raccontate ai lettori dell’Agenzia Stampa Staffetta Rossa come è nata e in cosa consiste la vostra associazione.

Noi siamo nati come “gruppo del fare” perché noi facciamo in prima persona, ci abbiamo messo da subito la faccia e non aspettiamo che le cose vengano fatte da altri; abbiamo una interlocuzione anche con l’amministrazione (ovviamente) ma ci teniamo a dire che siamo un’associazione apartitica, “trasversale”, nel senso che ciò che facciamo riguarda tutti e dunque accogliamo tutti: ci rapportiamo con istituzioni di ogni tipo a prescindere dall’eventuale appartenenza politica. Al momento, a poco più di tre mesi dalla costituzione dell’associazione, siamo praticamente esplosi anche perché Vittorio è molto conosciuto in città per il lavoro che compie, praticamente da quando era all’asilo: è la sua missione!

Qual è il vostro rapporto con Piombino?

Vittorio è stato adottato, l’abbandono alla nascita è stata una specie di rifiuto ma la collettività lo ha accolto e “reimmesso” nella società. Scherzosamente si autodefinisce un “riciclato” e quindi lui si adopera perché i rifiuti siano a loro volta recuperati per avere una nuova vita e non essere più un problema di inquinamento. Purtroppo il suo esempio non è eccessivamente seguito e ci sembra di essere sempre in pochi a portare avanti le attività, ma credo che la responsabilità stia nella società che non educa, fin da piccoli, in questo senso: l’educazione dovrebbe partire fin dall’asilo. Infatti uno degli obiettivi è andare qui e nelle scuole a portare informazioni ai più giovani sul tema dei rifiuti e del riciclaggio, del rispetto dell’ambiente.

Avete dei tecnici ed esperti che vi sostengono in queste attività?

In questo momento no, ma la mole di lavoro portata avanti da Vittorio ha molto sensibilizzato la cittadinanza tanto che ha ottenuto anche una onorificenza dal Comune, che si è detto disponibile ad ascoltare eventuali proposte. Ci sono molti che comunque danno il proprio contributo a livello personale, anche personaggi diciamo “pubblici” che ci sostengono sul profilo tecnico ma evitano di apparire e a noi va bene perché importante è prioritario l’impegno e non la medaglietta.

Che rapporti avete con le altre (numerose) associazioni del territorio, ad esempio il Comitato Salute Pubblica?
Questo è un limite che riscontriamo perché al momento i rapporti sono pochi, pensa che abbiamo fatto una iniziativa lo stesso giorno nel solito posto – al Centro Giovani – senza saperlo e questo ci ha fatto riflettere sul fatto che andiamo un po’ per binari separati. Però pensiamo anche che quello non sia il nostro campo, che sia più “politico” mentre noi ci occupiamo al momento di altre questioni; in prospettiva non è detto che non troveremo dei punti in comune.

Quali altre iniziative fate, oltre alla pulizia delle spiagge?

Stiamo lavorando alla costruzione di box (ovviamente di materiali riciclati) per farne delle librerie da mettere nei negozi del paese in cui portare libri e rifiuti da avviare al riciclaggio, stiamo lavorando a delle presentazioni pubbliche della nostra attività nelle scuole; ci stanno chiamando per le pulizie anche di altre spiagge fuori Piombino. Facciamo segnalazioni dei rifiuti ingombranti (anche a costo di sembrare un po’ noiosi!) perché il costo del recupero poi ricade sulla collettività e invece se smaltito correttamente si risparmia tempo e denaro che può essere investito in altro, si evita che materiali pericolosi come l’amianto siano dispersi.

Poi abbiamo diffuso volantini di informazione sui conferimenti in sei lingue, a favore dei turisti e degli immigrati che vivono in paese e prossimamente vogliamo fare un musical al Metropolitan (il teatro cittadino, ndr) sull’argomento.

Con la vostra attività dimostrate che c’è una quantità di lavoro da fare, che possono diventare posti retribuiti a prescindere dal volontariato (che rimane encomiabile): cosa ne pensate, vista l’utilità dello stesso come forma di lotta alla disoccupazione?

Quanto facciamo secondo noi deve rimanere una “missione” e non un lavoro, altrimenti perde una parte importante di spinta e inoltre in questo modo bypassiamo la parte politica evitando di affidarsi al solito miracolo che poi non avviene, non si compie. Siamo noi che dobbiamo occuparci dei problemi e partiamo dal basso portando concretamente la necessità di cambiare. E’ necessario un nuovo modo di trattare i rifiuti perché quello attuale è sempre meno sostenibile.

Quando facciamo queste iniziative cerchiamo di tastare il terreno e abbiamo trovato tanti giovani che, una volta organizzati e mobilitati, si danno da fare e quindi si ottengono buoni risultati a partire dalla loro sensibilizzazione. Siamo partiti da questo ma bisogna essere concreti e mostrare con i fatti quanto è possibile fare. Ci vuole tanto tempo e pazienza ed è una battaglia che deve essere recepita da tutti.

Conoscete la rete Rifiuti Zero? Pensate che potete “unire le forze” collegando le rispettive esperienze, visto che i territori dove viene praticata questa filosofia arrivano anche al 90% di raccolta differenziata?

Non la conosciamo bene ma se arrivano a percentuali simili sono assolutamente da incontrare, sicuramente se il nostro messaggio (il nostro esempio) arriva alle istituzioni possiamo anche spingerle a prendere in considerazione queste pratiche. Siamo volentieri a disposizione per un incontro.

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