Alla Sevel di Atessa (Chieti), stabilimento del gruppo FCA, è morto un altro operaio, addetto alle manutenzioni dipendente di una ditta esterna anch’essa appartenente al gruppo FCA. Inizia così il 2020 delle automotive in Italia: l’omicidio di un lavoratore di 29 anni. Verso la fine dello scorso anno, il mese di ottobre ‘19 ha squarciato il velo del “favoloso mondo FCA” descritto dalle dirigenze delle aziende ex FIAT e di quei sindacati che gli reggono il gioco. L’1 ottobre ’19 alla FCA di Cassino (Frosinone, Lazio), reparto manutenzioni, è morto Fabrizio Greco, schiacciato tra due presse. Il 26 ottobre ’19 sempre alla SEVEL di Atessa ,è morta Antonietta Cadoni, a causa di un malore mentre era a lavoro sulle linee dello stabilimento numero 1 per produttività e danni fisici arrecati agli operai. Il 29 ottobre ’19 alla MOPAR di None (Torino, Piemonte) è morto un altro operaio, anch’egli colto da malore mentre era in produzione. Alle morti, aggiungiamo le malattie croniche dei lavoratori sottoposti a ritmi incessanti e tempistiche completamente sature. Eppure “lavorare in sicurezza al primo posto” recita, sulla carta, il primo dei dieci principi del World Class Manufacturing con cui la dirigenza delle aziende del gruppo Agnelli-Elkann cerca di indottrinare ad un’organizzazione del lavoro che è il contrario di lavorare in sicurezza. Ma dietro la patina dorata che viene descritta nei corsi di formazione si cela tutta un’altra realtà: una realtà fatta di delocalizzazione delle produzioni, di accumulo di cassa integrazione e soprattutto di intenso sfruttamento della forza lavoro, costi quel che costi, anche a prezzo della salute degli operai e della loro stessa vita. Negli stabilimenti ex FIAT la sicurezza è al primo posto dei diritti negati agli operai! Non un quattrino viene investito in assunzioni e nel miglioramento degli standard di sicurezza degli stabilimenti.

Di fronte all’ennesimo omicidio padronale, non bisogna rassegnarsi. Non è “così che va il mondo”, all’omicidio di lavoratori, agli infortuni e alle malattie croniche indotte dai ritmi e dall’ambiente di lavoro imposti dai padroni bisogna rispondere con l’organizzazione: che i sindacalisti in FCA e nelle aziende di proprietà degli Agnelli/Elkann chiamino allo sciopero! Che gli operai facciano pressione sui sindacalisti e sugli RSU di stabilimento affinchè vengano promossi scioperi locali, iniziative, mobilitazioni! Che i comitati popolari e gli organismi sensibili al tema della sicurezza sul lavoro si muovano per non far cadere la cosa nel dimenticatoio ma la usino per mostrare la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori, per sostenere le battaglie di quegli operai che si organizzano in azienda per migliori condizioni di lavoro!

Non più un operaio nelle fauci dei padroni: organizzarsi e mobiliarsi per la garanzia di un lavoro sicuro e dignitoso!

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Atessa. Infortunio nello stabilimento Sevel: morto lavoratore di 29 anni

La vittima, del Frusinate, è rimasta schiacciata da un elevatore. Inutili i soccorsi

(fonte Abbruzzolive.it) Redazione 03-01-2020 

Incidente mortale, nella tarda matinata di oggi, nello stabilimento Sevel di Atessa (Ch).

L’infortunio si è verificato, intorno alle 13, nel settore Lastratura, alla Ute (Unità tecnologica elementare) 1. Il posto è stato immediatamente transennato e sgomberato. 

Cristian P.,  di 29 anni, di Pignataro Interamna (Frosinone), è rimasto schiacciato da un elevatore in ferro che movimenta le fiancate sinistre del furgone Ducato, mentre stava effettuando interventi di manutenzione straordinaria. Stava sostituendo alcuni tiranti dell’elevatore che gli è franato sopra, uccidendolo.

Le sue condizioni sono apparse subito drammatiche. Sul posto l’elicottero del 118 da Pescara, che non è servito a prestare soccorso: i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Indagini dei carabinieri di Atessa.

La fabbrica del Ducato in questo periodo, dal 31 dicembre al 6 gennaio, è chiusa per le festività di Natale. All’opera ci sono soltanto gli addetti alle pulizie e i tecnici del montaggio e ampliamento di nuovi impianti, oltre ai giovani con contratto week-end che realizzano pezzi per il Messico. In ogni caso tutte le attività, dopo la tragedia, sono state sospese. L’area è stata posto sotto sequestro. 

“Si apre malissimo l’anno…”, commenta in un tweet Marco Bentivogli, segretario generale nazionale Fim-Cisl, che spiega brevemente l’accaduto, sottolineando che si tratta di un dipendente dell’impresa Comau, con sede a Torino e facente parte del Gruppo Fca. Comau è un’azienda integrata con 20 società controllate che sviluppa e realizza processi di automazione, soluzioni e servizi di produzione ed è specializzata in robot di saldatura e in macchine per magazzini automatizzati.

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