Il mondo dei padroni è in fiamme!

Non servono pompieri. Servono giovani che guardano avanti, capaci e disposti a ricostruire una civiltà nuova sulle sue macerie

Tutto il mondo è scosso da un’ondata di rivolte e ribellioni: dall’Ecuador al Cile, alla Bolivia, dalla Francia con i Gilet Gialli alla Catalogna.
Milioni di persone scendono in piazza contro il sistema di sfruttamento, oppressione e devastazione ambientale del capitalismo, aggravato dalla sua crisi generale ormai entrata nella fase acuta e terminale.
La classe dominante non riesce più a mantenere sottomesse le masse popolari e a governare la società con le forme, i modi e i mezzi con cui lo aveva fatto anche solo fino ad alcuni anni fa.

Così come agli inizi del ‘900 viviamo una situazione di marasma generale: l’intera società è pronta e ha bisogno di un epocale salto in avanti nella sua evoluzione, ma i rapporti economici e sociali dominanti la impediscono.
Non solo: gli attuali rapporti economici e sociali (la proprietà privata dei mezzi di produzione) sono alla base di tutte le disfunzioni della società, di tutte le ingiustizie, di tutti i freni e gli ostacoli affinché le conoscenze e le tecnolgie esistenti siano pienamente impiegate e ulteriormente sviluppate ai fini del benessere del genere umano.
Non solo: gli attuali rapporti economici e sociali alimentano la concorrenza fra gruppi di potere economico e politico, nazionali e internazionali: guerre economiche e guerre commerciali sono il preludio alla guerra guerreggiata che già è in corso, per interposta persona o con la copertura di “guerre umanitarie”, in ogni angolo del mondo.
Così come agli inizi del ‘900, nonostante le mille differenze, l’umanità ha di fronte due sole vie possibili: o la rivoluzione socialista impedisce la guerra o la guerra genera la rivoluzione socialista.

Nel 1917 la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre in Russia dava il via all’enorme movimento che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità: ha dimostrato a milioni di persone in tutto il mondo, in lotta contro la miseria e le distruzioni della prima guerra mondiale, che un altro mondo era possibile, che la rivoluzione socialista era possibile, che il proletariato poteva prendere il potere e avviarsi verso il superamento della divisione della società in classi, poteva avanzare verso il comunismo.
“Fare come in Russia” divenne la parola d’ordine che animò i tentativi rivoluzionari che si susseguirono in tutto il mondo nel Biennio Rosso (in Italia come in tutti gli altri paesi europei e negli USA). Nel 1919 fu costituita l’Internazionale Comunista che diede impulso alla formazione di partiti comunisti e allo sviluppo della rivoluzione socialista anche nei paesi oppressi e nelle ex colonie (dall’Africa alla Cina, dal Vietnam a Cuba), che diresse vittoriosamente la Resistenza al nazifascismo (fu l’Armata Rossa sovietica a liberare i campi di concentramento).

I giovani sono stati protagonisti delle pagine gloriose e decisive della storia della lotta di classe e del movimento comunista, anche del nostro paese.
Dalla costituzione del Partito Comunista d’Italia agli anni della Resistenza, dal movimento del 1968 al 1977.
Al di là delle promesse che la classe doninante ha fatto e non ha mantenuto (emancipazione individuale attraverso lo studio e la “meritocrazia”), l’esperienza ha dimostrato che solo partecipando alla lotta di classe i giovani delle masse popolari possono liberarsi dalla loro situazione di oppressione, alimentare la loro sete di conquista, scoprire gli strumenti con cui conoscere, combattere e vincere il vecchio mondo in via di disfacimento.
Oggi, che la classe doninante non fa più nemmeno promesse, ma incita ad affermarsi sulla pelle e sulle spalle degli altri, rivolgiamo agli studenti l’appello a raccogliere il testimone della gloriosa esperienza della lotta di classe e a prendere posto per portarla a compimento, per portarla alla vittoria!

“Operai e studenti uniti nella lotta”
Era uno slogan degli anni ‘70, quando in effetti quella unità ha dato impulso e slancio a una fase di mobilitazione rivoluzionaria nel nostro paese. Anche oggi occorre creare in ogni scuola e università
– organismi che si occupano delle problematiche (edifici fatiscenti, presidi sceriffi, didattica asservita agli interessi delle imprese, ecc.) e si organizzano per risolverle anche in modo indipendente dalle istituzionii;
– organismi studenteschi che si coordinano con organismi di operai e i lavoratori e organismi popolari territoriali per formare la rete del nuovo potere che mette mano agli effetti peggiori della crisi.

Da quando il mondo è diviso in classi, la lotta di classe è il motore che muove il mondo. Da quando il movimento operaio incontrò la scienza elaborata da Marx ed Engels, la lotta per la conquista del potere e per l’instaurazione del socialismo è la sintesi superiore della lotta di classe in ogni angolo del mondo.

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