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RINNOVO DEL CCNL DEI METALMECCANICI

La RSU della GKN di Firenze a tutti gli operai
“- le mobilitazioni per il Contratto Nazionale devono legarsi a quelle per la difesa dei posti di lavoro, con la richiesta di blocco dei licenziamenti. Altrimenti la lotta per l’aumento salariale sarà minata dalla paura di perdere il posto di lavoro;
– la lotta per il CCNL 2019 deve essere legata all’obiettivo di far rientrare FCA nel contratto nazionale metalmeccanici. Il più grosso gruppo industriale del paese non può continuare a sperimentare forme contrattuali peggiorative separate;
– bisogna uscire dalla sindrome del governo amico;
– bisogna smettere di vedere i tavoli di trattativa, siano essi la controparte o istituzionali, come il fine o il fulcro della nostra azione. La mobilitazione deve dettare i tempi della trattativa, non viceversa;
– pensare a degli scioperi che sappiano essere articolati, efficaci, organizzati dal basso attraverso il coinvolgimento delle RSU, magari riunite in coordinamenti territoriali”.

La battaglia per il rinnovo del CCNL è legata alla lotta per rimettere in sesto il paese.
Ilva, ex Fiat, Alitalia, Whirlpool, i 160 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico: i capitalisti italiani e stranieri stanno distruggendo l’apparato produttivo del nostro paese. Neanche le aziende che ancora “tirano” sono al sicuro, bando a ogni illusione: i padroni guadagnano di più speculando che facendo produrre, i padroni delocalizzano in paesi dove i salari sono più bassi e le leggi a protezione delle condizioni di lavoro e dell’ambiente sono più permissive! Venezia in questi giorni è il risultato delle grandi opere in cui i capitalisti si lanciano: pochi posti di lavoro insicuri, precari, malpagati in cambio della devastazione del territorio e del danno per la popolazione! In mano ai capitalisti o gestiti alla maniera dei capitalisti, i ponti e le strade crollano, le scuole, gli ospedali e gli altri servizi vanno in malora. Per aprire i paesi oppressi ai loro affari e togliere di mezzo i governi che ostacolano i loro traffici, moltiplicano gli armamenti e le missioni di guerra.

La battaglia per il rinnovo del CCNL è legata alla lotta per costituire un governo che faccia funzionare l’apparato produttivo.
Il governo M5S-PD non è in grado di fermare questo sfacelo, come non lo era il governo M5S-Lega. Non perché è impossibile farlo. Ma perché è sottomesso alla UE, alla BCE e alla NATO, al sistema finanziario internazionale che lega ogni governo borghese con la trappola del Debito Pubblico, ai capitalisti che speculano, delocalizzano, inquinano e devastano l’ambiente con grandi opere inutili. Questa sottomissione è il muro contro cui va a sbattere ogni promessa di cambiamento! Un eventuale governo Lega-Fratelli d’Italia, Forza Italia farebbe anche peggio: Salvini fa il sovranista quando si tratta di perseguitare gli immigrati poveri, ma cala le braghe di fronte ad ArcelorMittal!
Occorre un governo che vuole far funzionare l’intero settore produttivo del paese, che impone a ogni grande e media azienda operante sul territorio italiano di sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico i propri piani industriali, che nazionalizza le aziende in crisi, riorganizza il resto dell’apparato produttivo e da lì avanza.

Da dove iniziare?
Organizzarsi in ogni azienda, creare organismi di operai che anticipano o ostacolano le mosse del padrone, si collegano con gli organismi di altre aziende e della zona per mobilitare le masse a far fronte ai problemi, si coordinano su scala nazionale fino a costituire un loro governo d’emergenza. Non importa in quanti si è all’inizio in una fabbrica. Non importa quante sono le fabbriche in cui si inizia. Altri seguiranno, perché ogni attacco dei padroni dimostrerà che chi ha iniziato ha ragione. Il Partito dei CARC sostiene e organizza ogni operaio che si mette su questa strada, che decide di prendere in mano il proprio futuro.

Gli operai metalmeccanici sono ancora la parte più organizzata degli operai.
Quando si muovono trascinano alla lotta il resto delle masse popolari e costringono anche le istituzioni a darsi da fare: questo insegnano gli operai della Whirlpool di Napoli.
I Consigli di Fabbrica dell’Autunno Caldo sono stati la spina dorsale della mobilitazione popolare con cui abbiamo strappato CCNL, 150 ore, scuola e sanità pubbliche, case popolari e tutte le altre conquiste di civiltà e benessere. Abbiamo capito però che non basta mettere dei “paletti” allo sfruttamento dei padroni: alla lunga profitti dei padroni e condizioni di vita dignitose per le masse non stanno assieme. Quindi bisogna andare fino in fondo. Non sono i padroni a essere forti, sono i lavoratori che devono organizzarsi per far valere la loro forza: i padroni senza lavoratori non possono niente, i lavoratori organizzati senza padroni possono tutto e meglio.
Le organizzazioni di operai sono la premessa, la base per difendere il posto di lavoro e i diritti, per costituire un governo di emergenza che rimedi da subito almeno agli effetti peggiori della crisi, per instaurare il socialismo: 1. governo in mano alle masse popolari organizzate, 2. gestione pubblica delle attività economiche pianificata per soddisfare i bisogni della popolazione e per le relazioni con gli altri paesi, 3. partecipazione di tutti i membri delle masse popolari alle attività politiche, culturali, sportive.

In tutto il mondo cresce la protesta e la rivolta delle masse popolari contro i regimi imposti dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti: dalla Bolivia al Libano, dal Cile all’Iraq, dalla Palestina alla Francia.Il primo paese che spezzerà le catene dell’UE, della BCE, del FMI e della NATO aprirà la via anche alle masse popolari degli altri paesi e si gioverà della loro solidarietà.

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