Il prossimo 13 novembre si terrà presso il MISE il tavolo per discutere il futuro della Sanac, strappato a inizio ottobre grazie alla lotta degli operai fatta di irruzioni in Comune e presidi, scioperi e blocchi stradali ; è una battaglia cruciale per un territorio come il nostro, devastato da decenni di politiche lacrime e sangue che ne hanno fatto un cimitero di capannoni: Dalmine, Rational, Eaton… l’elenco è lungo e non va più allungato!

Per questi motivi promuoviamo, dalle 16 alle 18, un presidio ai cancelli della fabbrica a cui chiamiamo a partecipare gli operai delle altre fabbriche “superstiti” e in primo luogo del Pignone, i cassintegrati, i precari e i disoccupati, gli studenti, i commercianti: tutti saranno colpiti pesantemente da questa ennesima chiusura e tutti possono portare solidarietà come è stato fatto nei mesi scorsi.

La lotta della Sanac è tutt’altro che persa perché in tutto il paese ci sono migliaia di alleati, a partire dai colleghi delle fabbriche di Vado Ligure, Gattinara e Assemini; ci sono gli operai ex ILVA, che si stanno muovendo per impedire la chiusura degli stabilimenti e lo smantellamento del settore della siderurgia, che è irrinunciabile per qualunque paese che si voglia definire industrializzato. E ci sono anche i sindacati e le istituzioni, che quotidianamente affermano di essere al loro fianco pronti a occupare la fabbrica insieme a loro e a sostenerli in ogni iniziativa di lotta: è il momento di metterli alla prova!

Questi sono i passaggi per costruire una assemblea pubblica cittadina da tenersi il 14 novembre, in cui verranno riportati i risultati del tavolo al MISE in modo da decidere tutti insieme il calendario di lotta da mettere in campo. Sono decisioni che in primo luogo riguardano ovviamente gli operai Sanac, i protagonisti principali, ma per le ricadute che può avere su Massa e il territorio una eventuale chiusura, per la forza che si può sprigionare insieme alle altre organizzazioni e singoli del territorio, è decisivo che siano prese e sostenute collettivamente.

LA SANAC NON SI TOCCA! CHE A CASA CI VADANO MITTAL E I PADRONI!

UNIRE CLASSE OPERAIA E MASSE POPOLARI CONTRO LE SERRATE, COME NEL BIENNIO ROSSO!

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