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[Italia] Abbattere il capitalismo per affrontare la crisi ambientale: prospettive e sviluppi dal Friday for Future

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Giugno 4, 2019
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Dai risultati delle ultime elezioni europee è emerso che in diversi paesi aumentano i voti ai partiti verdi-ecologisti (i verdi tedeschi diventano il secondo partito) a dimostrazione della ricerca esistente anche tra le forze della sinistra borghese di una diversa gestione (non capitalista basata sul profitto e lo sfruttamento senza regole di uomini e ambiente) delle risorse e del pianeta. L’esito del voto va in continuità con le centinaia di mobilitazioni per la tutela dell’ambiente e della salute che si stanno sviluppando in tutta Europa e nel mondo.

Il cambiamento del clima, l’impoverimento dei terreni, il consumo del suolo, l’inquinamento del mare e dell’aria sono diventate tra le più gravi emergenze che l’umanità si trova ad affrontare e producono dissesto dei territori, migrazioni di massa, nuove e mortali malattie, mettendo a rischio la salute e più in generale la stessa esistenza della specie umana.

La causa di tutto questo è la crisi generale del sistema capitalista. Questo perché la crisi ambientale e le conseguenze sulla salute sono un effetto del capitalismo e si acuiscono tanto più la crisi del capitalismo avanza. Il capitalismo è quel sistema economico e sociale che si fonda sul profitto di un capitalista sulle spalle di lavoratori, operai e delle masse popolari, per questo se una grande opera è dannosa per l’ambiente e l’uomo, come ad esempio il TAV o la TAP, ma porta profitto, la si farà comunque; se i costi per applicare le moderne tecnologie in grado di ridurre le emissioni inquinanti di un’acciaieria riducono i profitti dei suoi padroni, non si applicheranno; se smaltire i rifiuti in maniera ecocompatibile fa guadagnare meno che bruciarli o sotterrarli in discariche abusive non verrà fatto e così via.

A chi guarda le grandi manifestazioni contro gli effetti della crisi ambientale che sta mettendo a repentaglio la stessa esistenza del genere umano sulla terra, diciamo che i milioni di persone, in gran parte giovani, che manifestano hanno ragione. Le manifestazioni, le assemblee, le iniziative per difendere l’ambiente dimostrano che nonostante i mille modi con cui la classe dominante provi a distorcere la realtà, essa non riesce più a nascondere nè gli effetti del suo dominio sulla società, nè le sue responsabilità. Un numero crescente di persone, a vari livelli di consapevolezza e coscienza, ha chiaro che la società non può continuare a svilupparsi come ha fatto fino ad oggi, c’è bisogno di un cambiamento profondo, c’è bisogno di una rivoluzione.

Il profitto e lo sfruttamento, propri del sistema capitalista, sono anche la causa per cui da circa 40 anni a questa parte, per il progressivo smantellamento dei diritti conquistati dalle masse popolari, la sanità pubblica nel nostro paese ha accusato un grosso colpo. Basti pensare alla mancata applicazione dell’art. 32 della Costituzione, legge con cui è stato introdotto gettava le basi per garantire un sistema interamente finanziato dalla fiscalità generale e che garantisse pari livello di assistenza sanitaria per tutti, mettendo al centro l’educazione sanitaria e la prevenzione della salute delle masse popolari.

Il processo di morte lenta degli ospedali si muove su tre fronti: a) rendere il servizio pubblico impresentabile, farlo funzionare male, con poco personale a portare la croce, strutture fatiscenti e un servizio pessimo per gli utenti che ne giustifichi la chiusura o l’affidamento dei servizi alle cliniche convenzionate; b) apertura di grandi aziende ospedaliere mediante il depotenziamento e poi la chiusura dei presidi territoriali; c) sostegno, incentivo e proliferazione di agenzie interinali, chiamate alla bisogna, che forniscano personale tappabuchi, sottopagato e senza diritti per alimentare la guerra tra poveri e per privatizzare di fatto una quota di forza lavoro impiegata nelle strutture da utilizzare come personale di riserva.

A chi manifesta diciamo che protestare e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza ambientale è giusto. Ma gli interlocutori a cui si rivolgono per cambiare le cose non sono disponibili ad ascoltare o fanno finta di ascoltare. Nonostante esistano già molte leggi per la tutela dell’ambiente nel nostro paese, esse sono sistematicamente violate o eluse. Nonostante ciclicamente vengano ratificati accordi internazionali fra stati e paesi, essi sono sistematicamente violati e disattesi. La classe dominante pretende di avere piena libertà e completa impunità rispetto al saccheggio delle risorse, alla devastazione ambientale, all’inquinamento di cui è prima e principale responsabile, mentre contemporaneamente scarica le sue responsabilità sulle masse popolari, accusandole di egoismo e di insensibilità nei mille individuali “comportamenti irresponsabili e incivili”. La verità è che non può esserci nessuna efficace educazione ambientale e nessun comportamento individuale virtuoso in un sistema che sfrutta e spolpa tutto (ambiente, persone, diritti, leggi, ecc.) in nome del profitto. La verità è che per invertire il corso delle cose c’è bisogno di un cambiamento profondo, una rivoluzione: c’è bisogno della rivoluzione socialista. Questo il dibattito e il tema di cui abbiamo ragionato il 23 maggio durante le manifestazioni del Friday for Future, alleghiamo, in particolare, le interviste agli attivisti e manifestanti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione a Napoli.

Oggi tanti sono i comitati che negli ospedali e nei quartieri si sono formati per la tutela del diritto alla salute e per l’ambiente. Prendere in mano la direzione degli ospedali e dei territori, oltre alle aziende, alle fabbriche e alle scuole, significa riuscire a farle funzionare secondo le esigenze popolari, significa imparare a dirigere dal basso il paese, significa alimentare la costruzione di un nuovo modello di società.

La soluzione generale al marasma in cui ci troviamo è abbattere il sistema capitalista. La natura stessa di questo sistema è inconciliabile sia con la tutela dell’ambiente e della salute che con il dare alle masse popolari la possibilità di sprigionare tutta la propria capacità intellettuale, creatività e forza per fermare la crisi in corso e prendersi cura in mille forme del futuro del pianeta e dell’umanità. L’unico sistema sociale che permette alle masse popolari di fare questo è uno solo, il socialismo.

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