Il P. CARC sottoscrive l’appello in solidarietà a Luca Toscano e Sara Caudiero del Si Cobas. Con l’arrivo del “Foglio di via da Prato” ai rappresentanti territoriali del Si Cobas si estende l’applicazione di misure repressive al sindacalismo e alla libertà di manifestare e di scioperare. Misure repressive che in nome di una pretesa “pericolosità sociale” vanno a colpire sempre più a ampio raggio: come la città di Prato (come la vicina Firenze e tutto il Paese) ha sperimentato in occasione del 25 aprile e delle dimostrazioni antifasciste.
Ieri la Questura di Prato ha mandato agenti a sgomberare i lavoratori della Tintoria Fada di Prato che chiedono l’applicazione del CCNL e condizioni di lavoro salubri e dignitose, lavoratori che denunciavano una situazione di illegalità e caporalato. La Polizia ha fermato questi lavoratori e ne ha mandati cinque all’ospedale, alcuni in stato di incoscienza, uno con un braccio rotto. Questa è la realtà che si nasconde dietro il paravento della “lotta all’immigrazione” e del razzismo di stato portato avanti dalla Lega in piena continuità con le politiche dei governi delle Larghe intese, da Monti al PD: la repressione della classe operaia, dei poveri in generale e delle masse popolari tutte.
Nell’aderire all’appello, nel rilanciarlo affinché tutte le forze e i singoli lo diffondano capillarmente, affermiamo con chiarezza che il movimento operaio e comunista deve unire quello che la borghesia imperialista vuole dividere e contrapporre! Ci auspichiamo che questo appello diventi strumento per costruire convergenza dal basso, unità d’azione e solidarietà di classe fra gli operai e i lavoratori iscritti a qualunque sigla sindacale e anche fra i non iscritti ad alcun sindacato. L’accanimento repressivo contro il SI COBAS è la punta avanzata della repressione padronale contro tutti i lavoratori, è il tentativo dispiegato di scoraggiare o punire l’organizzazione e la mobilitazione della classe operaia tutta.
Facciamo appello, dunque, alle organizzazioni operaie e sindacali del territorio, ai lavoratori di Panorama, a quelli della GKN, passando per gli insegnanti, al coordinamento antifascista e alle associazioni che portano avanti pratiche di mutualismo sul territorio, ai sinceri democratici, ai partiti, alle organizzazioni politiche perché sottoscrivano l’appello e perché utilizzino tutti gli strumenti che hanno a disposizione per far sì che il Foglio di via venga annullato e per avviare una campagna per la depenalizzazione totale del reato di “blocco stradale” per ragioni sociali o sindacali, per sancire il divieto dell’utilizzo dei reparti-celere in occasione di agitazioni sindacali all’esterno dei luoghi di lavoro e per il numero identificativo per gli agenti.
Il P. CARC lancia fin da subito un’iniziativa a Prato sul Decreto Sicurezza, contro la repressione e per l’applicazione delle parti progressiste della Costituzione e invita tutte le realtà che già da ora si stanno mobilitando per portare la loro solidarietà ai lavoratori e ai sindacalisti colpiti dalla repressione a contribuire alla costruzione di questa iniziativa.
La lotta sindacale e dei lavoratori contro il sistema di sfruttamento e in difesa della propria dignità e per l’applicazione dei diritti costituzionali non può essere considerata illegale e quindi illegittima!

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