Rilanciamo il comunicato rapido n. 12 del Nuovo Partito Comunista Italiano

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A seguito della batosta presa alle elezioni europee dello scorso 26 maggio, nel M5S il dibattito si è acceso. Finalmente la sudditanza alla Lega e alle sue politiche in continuità con quelle delle Larghe Intese (ammortizzatori sociali, quando va bene, invece di posti di lavoro, decreto sicurezza, legittima difesa, repressione e “porti chiusi”) viene messa in discussione in modo aperto e da un’ampia parte degli attivisti del movimento. Diffusa è la consapevolezza che “se continuiamo su questa strada il M5S non ha futuro”.

Alle elezioni europee il M5S ha infatti pagato 1. le promesse non mantenute (ILVA, NO TAP, NO MUOS, Alitalia, Ponte di Genova-Benetton, ecc.), 2. i tentennamenti (NO TAV, ecc.), 3. il consenso alle politiche reazionarie della Lega, 4. il cedimento alla Commissione Europea, alla BCE e alla NATO.

L’illusione di poter mediare tra borghesia e masse popolari (tra interessi antagonisti, incompatibili) e fare “politiche condivise da tutti per il bene del paese” e l’illusione di poter cambiare le cose a colpi di leggi e decreti, senza la mobilitazione delle masse popolari, hanno portato il M5S al carro della Lega. Tra l’illuso e lo scaltro, vince lo scaltro, che usa l’illuso. Come il gatto e la volpe con Pinocchio.

Il M5S se proseguirà su questa strada, di cedimento in cedimento, perderà del tutto credibilità e seguito tra le masse popolari e finirà come l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Se il M5S prosegue su questa strada non può che essere fagocitato dalla Lega.

La partita però non è chiusa. Il M5S è la maggiore forza di governo, ma non usa la sua forza perché teme che la Lega rompa, mentre in realtà è la Lega che non può fare a meno del M5S. Inoltre la maggioranza degli elettori ha confermato il sostegno al governo M5S-Lega e questo è il principale dato di cui tener conto: la crisi delle Larghe Intese prosegue, le masse popolari sono contro le Larghe Intese!

Il M5S non deve perdersi in chiacchiere inutili su “cambiare o no il leader?”, “costruire o no il direttorio?”, “usare o no la piattaforma Rousseau?”, ecc. La linea non è neanche quella di ritirarsi in disparte e attendere che “i fatti mi diano ragione, che confermino l’inconsistenza di Di Maio e i suoi”, come fanno alcuni parlamentari (ad esempio Nugnes) anziché attivarsi per rafforzare, sostenere e alimentare la mobilitazione della masse popolari.

I parlamentari, gli attivisti e gli elettori del M5S che hanno a cuore il futuro del movimento e vogliono cambiare il paese, devono giocarsi il tutto per tutto: devono legarsi alle masse popolari che lottano nel nostro paese, sostenere le loro rivendicazioni, alimentare la loro mobilitazione, usare i grandi mezzi a loro disposizione per estenderla e rafforzarla, sfidare le minacce della Lega e delle Larghe Intese, tenere testa ad esse, combattere dentro e soprattutto fuori il Parlamento, non cedere alla minaccia di elezioni anticipate! Se il M5S gioca d’attacco, la Lega è costretta ad inseguirlo per non perdere seguito.

Questo è l’orientamento che noi comunisti dobbiamo portare ai meet-up, attivisti ed elettori del M5S, per volgere a favore della lotta per il Governo di Blocco Popolare il dibattito che si è aperto nel M5S a seguito della batosta elettorale.

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