L’avanzare della fase terminale della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale genera contrasti economici, politici e militari. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti per farvi fronte sovverte e colpisce su scala crescente ogni Stato che non si piega alla sua volontà e che non apre le frontiere alle sue scorrerie e sopraffazioni, ai suoi traffici e affari. Anche lo stato italiano è presente in vari scenari bellici e partecipa alle “guerre umanitarie”, ma al contempo è chiaramente sottomesso agli imperialisti USA e l’appartenenza alla NATO ne è una delle forme più evidenti: il nostro paese è occupato da circa 90 basi militari americane, oltre a tutte la basi italiane che sono anche basi NATO a disposizione degli USA.

Tra queste, la base militare di Camp Darby rappresenta il più grande arsenale USA all’estero. Il progetto di ampliamento e potenziamento della base prevede il taglio di circa mille alberi del Parco Regionale di San Rossore, la realizzazione di una via ferroviaria e il rinnovamento del canale dei Navicelli per rendere ancora più agevole il trasporto di munizioni, armi e carri armati dall’interno e dall’esterno della base americana; inoltre, se i lavori giungeranno al termine, il vicino Porto di Livorno diventerà il più grande polo di stoccaggio e smistamento del materiale bellico di tutta Europa. Siamo di fronte alla militarizzazione di un intero territorio da parte di una potenza straniera che, oltre a violare apertamente l’Articolo 11 della Costituzione, compromette la sicurezza e la salute delle masse popolari (ad esempio, la ferrovia adibita al passaggio di materiale bellico, come armi ed esplosivi, passa solo a pochi metri dalle abitazioni!).

Qualche settimana fa il CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) di Genova, è sceso in lotta per bloccare gli imbarchi di materiale bellico su una nave saudita. Con la loro mobilitazione hanno costretto allo schieramento anche la FILT-CGIL, che ha indetto lo sciopero e partecipato al presidio per il blocco dei rifornimenti alla nave. “Porti aperti o chiusi” è questione che interessa la classe operaia che nei porti ci lavora: per chi sono aperti questi porti oggi e per chi invece dovrebbero essere chiusi? Per chi alimenta il traffico di armi internazionale, la guerra di aggressione ad altri paesi, o per chi subisce gli effetti della guerra imperialista e delle scorrerie dei gruppi imperialisti nel mondo?

Circa un mese fa anche la CGIL di Livorno ha preso posizione schierandosi contro il potenziamento bellico della base di Camp Darby a favore della tutela della salute e della sicurezza civile dei cittadini e ha chiesto chiarezza sul progetto

dell’ampliamento alle amministrazioni di Pisa e Livorno. E’ stato un passo importante a cui dare seguito nella pratica chiamando ogni lavoratore a partecipare alla camminata di controllo popolare organizzata dalla Rete civica livornese contro la normalità della guerra che si tiene il 2 giugno.

Allo stesso modo, invitiamo a partecipare tutti i lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti e il resto delle masse popolari che hanno a cuore le sorti del proprio territorio; chiamiamo anche le forze e gli organismi politici ad aderire all’iniziativa, a prendere posizione contro l’ampliamento della base e a mettere al centro gli interessi della popolazione e poi agire di conseguenza.

Il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari è lo strumento di pressione sulle amministrazioni necessario per far attuare, o imporre direttamente, le misure che servono. Attraverso questo processo saranno le stesse masse popolari organizzate a costruire dal basso un governo locale di emergenza (e a livello nazionale un Governo di Blocco Popolare) che faccia realmente gli interessi delle masse popolari. Solo un governo simile potrà rompere le catene dell’UE e della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, statunitensi e sionisti e darà un aiuto a tutte le classi sfruttate e a tutti i paesi oppressi. Questo sarà un primo e importantissimo passo in avanti verso il socialismo, orizzonte strategico e unico ambito possibile per uscire dal marasma della crisi e dai suoi effetti disastrosi!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

22-23 giugno Arci Circolo Le Panche – il Campino Via Giulio Caccini 13/A Firenze

 

fip 28/05/2019

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