Venerdì 12 aprile si è tenuto presso il Centro Giovani di Piombino (LI) un’iniziativa di grande importanza politica e allo stesso tempo una conferma pratica del movimento oggettivo della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese, che favorisce le condizioni per l’instaurazione del proprio governo di emergenza: il Governo di Blocco Popolare.

Gli operai organizzati nel Camping CIG hanno presentato pubblicamente un documento in cui propongono di utilizzare i soldi degli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione ma anche il reddito di cittadinanza e la NASPI, per avviare Lavori di Pubblica Necessità (LPN) e impiegarvi i lavoratori a cui sono destinati. E’ un documento aperto a proposte, integrazioni e anche critiche (che non sono mancate) in cui sono indicate le opzioni con cui realizzare concretamente queste misure attraverso la creazione di agenzie pubbliche, il potenziamento di quelle esistenti, sgravi fiscali per aziende capitaliste che assumono: tutto subordinato al controllo operaio e popolare, esercitato da un comitato che ne rende conto pubblicamente a scadenza fissa. Il video dell’intera assemblea si trova alla pagina FB del Camping CIG.

La loro proposta, che farà da base a un Piano straordinario per il Lavoro di tutta la Val di Cornia, mira a:

  • Aumentare l’occupazione, non solo a vantaggio dei cassintegrati e dei futuri esuberi, ma anche dei disoccupati e dei giovani in cerca di prima occupazione;

  • Ridurre il costo a carico della Pubblica Amministrazione per ciascun intervento;

  • Aumentare le occasioni di lavoro per le piccole e medie imprese locali;

  • Migliorare la sicurezza e la salubrità del territorio, contribuendo concretamente alla diversificazione economica.

Il documento sui LPN apre a una prospettiva nuova sotto diversi aspetti. Il primo riguarda la concezione stessa degli ammortizzatori sociali, che non devono essere più uno strumento concepito come un elemosina scaduto il quale ognuno si arrangia, o peggio ancora di promozione del parassitismo. Sappiamo bene che queste misure sono un tampone, sempre più esiguo e ridotto con l’incedere della crisi con cui la classe dominante cerca di mitigare gli effetti peggiori del processo di deindustrializzazione che i padroni di ogni nazionalità portano avanti nel nostro paese: altro che privilegi, altro che prima gli italiani! Dalle acciaierie di Piombino ci sono passati padroni di tutto il globo, spolpando il secondo stabilimento siderurgico del paese per lasciarsi alle spalle veleni e disoccupazione e, appunto, ammortizzatori sociali pagati dagli stessi lavoratori e dalla collettività: un concetto ribadito più volte.

Un altro aspetto importante riguarda la stessa organizzazione operaia del Camping CIG, che rilancia la lotta per il lavoro utile e dignitoso e si pone da nuova autorità pubblica che individua i lavori che servono e incalza l’amministrazione pubblica per realizzarli; non “lavoretti” come i Lavori Socialmente Utili, ma interventi strutturali valorizzando le tante competenze: bonifiche del SIN che aspettano da venti anni, infrastrutture stradali e del porto, potenziamento di servizi pubblici come l’acquedotto e i trasporti locali, messa in sicurezza delle strutture pubbliche come scuole e ospedali. Questi sono alcuni di quelli indicati nel testo e che potranno essere potenziati attraverso il confronto e la mobilitazione del resto delle masse popolari della città, a partire dai mille e passa licenziati dell’indotto che sono stati le prime vittime della crisi del polo siderurgico.

Sono intervenuti dietro invito, in vista delle elezioni che si terranno anche a Piombino, i candidati sindaci del M5S, del PRC, della lista civica Spirito Libero e hanno mandato il loro contributo il sindaco uscente del PD e la candidata, assenti per “altri impegni”: una conferma del ruolo sociale e politico che questa organizzazione operaia ha costruito negli anni e con cui tutti devono fare i conti. Tutti i politici intervenuti hanno riconosciuto il valore politico della proposta del Camping, ma allo stesso tempo hanno puntato il dito sulle tante difficoltà che incontreranno per realizzarle nell’attuale quadro normativo nazionale ed europeo e sulla contraddizione con i lavoratori delle imprese private e con quelli senza neanche gli ammortizzatori sociali, il tutto con l’evidente intento di smontarla o di sottrarsi a responsabilità attuali e future: il buon vecchio “abbiamo le mani legate”.

Il nostro contributo come P.CARC, in aggiunta alla risposta precisa fornita dai relatori in particolare sulla contraddizione con le imprese private, si riallacciava alla rottura che promuove questa proposta; va messo in campo ogni azione, intervento e mobilitazione che è legittima per le masse popolari anche se viola le prassi e le leggi vigenti, come fa la classe dominante con filotti di deroghe quando ne ha bisogno. Infatti le leggi si possono cambiare, o se ne possono fare di nuove come dimostra quella sul Reddito di Cittadinanza e la parziale abolizione del Jobs Act strappata dagli operai Bekaert; questo è un ulteriore incalzo per il governo del cambiamento e il candidato del M5S Pasquinelli si è messo a disposizione per fornire relazioni e contatti con le Commissioni Lavoro di Camera e Senato in questo senso. Un primo passo a cui dare seguito e non solo come promessa per la imminenti elezioni.

Abbiamo proposto al Camping di cominciare a coinvolgere le masse popolari del territorio, così come i colleghi in CIG, i disoccupati e i precari, nell’individuazione in dettaglio dei lavori necessari attraverso banchetti in cui si propongono e si individuano i lavori che servono a Piombino e alla Val di Cornia. Con questo metodo si promuove un processo realmente democratico e condiviso, si sviluppa il protagonismo delle masse popolari che “prendono la parola” per dire cosa va nei loro interessi e non in quelli degli speculatori di ogni risma che intendono fare di Piombino un polo dei rifiuti a livello nazionale: la discarica di Colmata che si erge per trenta metri alle porte del paese ne è testimonianza e smaschera le posizioni del PD, imbellettate nelle due lettere inviate all’assemblea: questi sono gli interessi che hanno tutelato fino ad oggi!

Le contraddizioni con gli altri lavoratori, la guerra tra poveri promossa più o meno coscientemente, si superano coinvolgendoli attivamente in questa battaglia campale facendoceli alleati, insieme alle decine di migliaia di disoccupati di Massa, Livorno, Firenze, Pontedera (erano presenti operai Piaggio per cui gli ammortizzatori sociali sono la normalità) e del resto della Toscana. Per questo abbiamo invitato i membri del CIG, e ci siamo messi a disposizione per sostenerli nel farlo, a portare da subito la loro esperienza in altre situazioni di crisi simili, a partire da quelle dove altri gruppi di operai hanno dato solidarietà in occasione del presidio al MISE del febbraio scorso: FCA di Cassino, Alitalia di Roma, Bekaert di Figline Valdarno, Sanac di Massa. Tutte situazioni produttive falcidiate dalla cassa integrazione, dai licenziamenti e dai contratti di solidarietà, avviate sulla strada della morte lenta dai rispettivi padroni (Stato compreso) e dai sindacati complici – grandi assenti della serata tutti i sindacati confederali- e dove sono presenti nuclei di operai a cui il Camping CIG può dare un contributo importante condividendo il contenuto di questa battaglia, con cui coordinarsi per avviare la riscossa operaia e popolare di cui c’è urgente bisogno, per costruire altre organizzazioni operaie nelle aziende capitaliste e organizzazioni popolari in quelle pubbliche esistenti e in quelle da costituire. Ha ragione il compagno dell’area della CGIL Ilsindacatoèunaltracosa che nessuno si salva da solo e che è necessario fare fronte comune contro la crisi; abbiamo aggiunto che la soluzione è politica e che la classe operaia deve far valere la propria forza imponendo un proprio governo di emergenza che faccia avanzare verso il socialismo: la soluzione definitiva alla crisi economica, ambientale, politica e morale che attanaglia Piombino, la Val di Cornia, l’intero paese.

I relatori alla presidenza non hanno nascosto che il percorso è difficile e complicato e stenderanno un piano in cui definire concretamente i prossimi passi da fare; le difficoltà stanno anche nel fatto che è un lavoro nuovo e sperimentale e per questo si deve “osare sperimentare per rinascere”, usando i loro stessi termini; è inoltre necessario porre la questione a livello nazionale, in quanto il settore della siderurgia ha implicazioni di tale livello e il governo M5S-Lega verrà chiamato direttamente in causa.

Raccogliamo l’invito e l’esortazione di Paolo Francini, fondatore del Camping, a “volare alto” e lottare per andare oltre la miseria da spartirsi con gli ammortizzatori sociali puntando al governo del paese e delle città, in cui imporre amministrazioni locali di emergenza che anche a Piombino possono prendere provvedimenti ad hoc per cominciare a metter mano alla situazione grave in cui si trovano. Un governo che avrà la sua incrollabile base nelle organizzazioni operaie come il CIG e le altre che essi stessi contribuiranno a far nascere mettendo al centro dell’agenda politica la parola d’ordine del lavoro utile e dignitoso per tutti, un Governo di Blocco Popolare che affretterà il cammino per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

Il P.CARC sosterrà il Camping CIG nella lotta per individuare e imporre i Lavori di Pubblica Utilità a Piombino e nel paese e invita gli operai, gli studenti e i disoccupati, le donne e gli immigrati a mettersi alla scuola del Partito per mettersi con scienza e coscienza, con teta e cuore, in questo processo e confluire nel fiume della rivoluzione socialista.

Per la Segreteria Federale Toscana

Fabio G.

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