Il 27 aprile 1937 muore nelle carceri fasciste Antonio Gramsci, segretario del primo PCI e unico dirigente comunista che si cimentò nell’opera di “tradurre il marxismo in italiano”, ossia di usare il marxismo per analizzare il nostro paese e individuare la via per fare dell’Italia un paese socialista. Il carcere fascista gli impedì di guidare il PCI a raggiungere questo obiettivo. Ma le sue analisi e le sue elaborazioni sono per noi una miniera da cui attingiamo alla luce del marxismo-leninismo-maoismo.

Nei suoi Quaderni del carcere (1929-1935) e nei suoi scritti del periodo 1923-1926, il periodo in cui su mandato dell’Internazionale Comunista, si dedicò a trasformare in un partito bolscevico, cioè in un partito basato sul marxismo-leninismo, il partito che l’ala estremista del PSI guidata da Bordiga aveva fondato a Livorno nel 1921.

Il PSI era il partito della II Internazionale, con un largo seguito nel proletariato e nelle masse popolari italiane, ma esso aveva accompagnato impotente il proletariato e le masse popolari nei sussulti di ribellione della Grande Guerra (1915-1918) e del Biennio Rosso (1919-1920) e infine aveva lasciato via libera al fascismo. L’ala estremista del PSI guidata da Bordiga era quella a cui Lenin aveva dedicato espressamente una parte del suo scritto del 1920, L’“estremismo”, malattia infantile del comunismo.

Gli scritti di Gramsci sono universalmente noti tra gli intellettuali di sinistra nel mondo intero, ma sono anche largamente travisati da riformisti, attendisti e disfattisti e da universitari chiacchieroni e perdigiorno di tutti i continenti. Proponiamo, in questa importante data, ai lettori dell’Agenzia Stampa del Partito dei CARC, la lettura del supplemento al n. 61 de La Voce Gramsci e la crisi generale del capitalismo pubblicato dal (n)PCI. A seguire riportiamo invece l’Avviso ai naviganti 48 del (n)PCI, molto utile non solo perché approfondisce alcuni aspetti della vita e del pensiero di Antonio Gramsci, ma anche perché indica una serie di materiali utili a tutti coloro i quali vorranno approfondirne lo studio e la conoscenza.

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Avviso ai naviganti 48

17 ottobre 2014

Antonio Gramsci, maestro della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti

In appendice a questo Avviso ai naviganti trovate le istruzioni per scaricare gratuitamente e visionare il filmato

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario

Presentazione

Libera dai “lacci e laccioli” che l’impetuosa prima ondata della rivoluzione proletaria le aveva imposto e costretta dalla nuova crisi generale del capitalismo, la borghesia imperialista ha nuovamente impresso all’umanità un corso disastroso di miseria, abbrutimento, guerra con in più, rispetto al passato, la devastazione e l’inquinamento del pianeta.

Solo con l’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti cambieremo questo corso delle cose.

Come fare la rivoluzione socialista è il problema decisivo oggi all’ordine del giorno. I comunisti e tutte le persone avanzate e responsabili devono dare risposta a questo problema nella teoria e nella pratica.

Nel secolo scorso i partiti comunisti nati nell’ambito della prima Internazionale Comunista (1919-1943), sulla scia della Rivoluzione d’Ottobre 1917 hanno condotto nei paesi imperialisti lotte prolungate ed eroiche

– per la difesa e l’ampliamento dei diritti delle masse popolari nell’ambito della democrazia borghese,

– per il miglioramento delle condizioni materiali e spirituali delle masse popolari,

– contro il nazifascismo, fino alla sua sconfitta nel 1945.

Ma hanno lottato alla cieca, senza una strategia per conquistare il potere e instaurare il socialismo. I risultati lo confermano. La borghesia imperialista e il clero hanno pienamente ripreso il comando e i partiti comunisti dei principali paesi imperialisti si sono trasformati e poi sgretolati fino quasi a dissolversi; a partire dalla fine degli anni ’70 le masse popolari stanno perdendo in tutti i paesi imperialisti quello che avevano conquistato.

Gli uomini hanno bisogno di instaurare il socialismo e sono in grado di farlo. L’instaurazione del socialismo non cade però dal cielo, non è una fatalità, non è il risultato spontaneo dell’evoluzione storica. Ma allo stesso titolo è vero che la non instaurazione del socialismo non è né una fatalità né un caso: è la conseguenza del fatto che quelli che volevano instaurarlo non avevano una strategia giusta o mancavano del tutto di strategia, lottavano alla cieca.

Ora la borghesia imperialista e in particolare la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti stanno eliminando le conquiste strappate dalle masse popolari nella prima parte del secolo scorso, durante la prima ondata della rivoluzione proletaria che la Rivoluzione d’Ottobre in Russia aveva sollevato nel mondo intero. Oggi fare la rivoluzione socialista è il principale compito per tutta l’umanità, è il compito che decide del nostro avvenire.

Nel secolo scorso Antonio Gramsci è stato l’unico tra i dirigenti comunisti dei paesi imperialisti che ha raccolto l’esortazione fatta da Lenin ai partiti comunisti dei paesi imperialisti nella relazione al IV Congresso dell’Internazionale Comunista (13 novembre 1922 – Cinque anni di rivoluzione russa e le prospettive della rivoluzione mondiale) a studiare la strategia della rivoluzione socialista nei rispettivi paesi. Chiuso nelle carceri fasciste dal 1926 fino all’imminenza della morte nel 1937, Gramsci ha fissato nei Quaderni del carcere preziose riflessioni sulle condizioni, le forme e i risultati della lotta di classe in Italia e più in generale nei paesi imperialisti. In particolare

– ha mostrato che stante la natura della rivoluzione socialista la sua strategia doveva essere la guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata, che egli per sfuggire alla censura fascista chiama guerra di posizione,

– ha illustrato la natura del partito comunista nei paesi imperialisti (che per la stessa ragione chiama il Principe moderno) e il ruolo che deve assolvere.

L’opera di Antonio Gramsci è preziosa per chi vuole imparare dall’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria per fare la rivoluzione. A questo uso dell’opera di Gramsci si oppongono due ostacoli: ignorarla e travisarla.

Quelli che la travisano presentano e studiano Antonio Gramsci come un grande e originale intellettuale vittima dei fascisti, comunista ma antistalinista se non anche antisovietico. Nel filmato che presentiamo sono gli avversari di questo secondo genere che hanno la parola. Sono sette professori universitari, italiani e francesi, che hanno studiato gli scritti di Gramsci, ma non si occupano essi stessi della materia di cui Gramsci tratta nei suoi scritti: la rivoluzione socialista nei paesi imperialisti. Sono come professori che espongono le idee di un illustre chimico, ma a loro volta non conoscono nulla della chimica, anzi sostengono che non esiste né può esistere una scienza della trasformazione della materia quale invece è la chimica. Gramsci tratta dell’attività con cui gli uomini fanno la loro storia: il marxismo infatti è la scienza di questa attività. I marxisti sostengono che è possibile conoscere scientificamente questa attività ed elaborare una scienza con cui gli uomini da ora in poi possono guidarsi nel fare la loro storia. I professori che parlano in questo filmato presentano invece Gramsci come cultore della dottrina di una misteriosa materia che loro chiamano Prassi. Essi trattano la sua opera alla stregua di una generica opera di filosofia e di storia. Confrontano le idee di Gramsci con le idee di altri filosofi e storici, anziché confrontare le idee di Gramsci con la pratica della rivoluzione socialista in Italia, negli altri paesi europei, negli USA. Trattano di idee anziché trattare della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti di cui tratta Gramsci. Quindi non sono loro che possono mostrarci cosa c’è di prezioso per noi nell’opera di Gramsci.

Tuttavia riteniamo che questo filmato sia utile per destare la curiosità e l’interesse di quelli che ignorano l’opera di Gramsci. Per questo lo diffondiamo in mancanza di meglio.

Ci auguriamo che i comunisti e altri italiani di buona volontà siano spronati a studiare le opere di Gramsci e ne traggano insegnamenti per affrontare con successo il nostro compito del momento: la rivoluzione socialista in Italia.

Il filmato Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario è diviso in sei parti.

Potete scaricare gratuitamente le sei parti ai seguenti links:

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (01)

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (02)

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (03)

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (04)

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (05)

Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario (06)

(per registrare il filmato sul vostro computer fate click su “Download” dalla pagina che vi si presenta)

Per visionare i filmati, vi consigliamo di usare VLC media player. Lo trovate sul sito https://www.videolan.org/, è un programma gratuito (Open Source) adatto a Windows, Linux e Apple.

Gli scritti di Gramsci (1891-1937) sono disponibili, oltre che in edizioni cartacee (per lo più delle Edizioni Einaudi o degli Editori Riuniti) sui seguenti siti

Antologia gramsciana (scritti scelti via via proposti ai frequentatori del sito del nuovo PCI)

http://www.nuovopci.it/classic/gramsci/gramsci.htm

Scritti politici (vasta antologia di scritti 1910-1926 curata da Paolo Spriano)

http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.php

Scritti giornalistici scelti (1916-1926)

http://www.antoniogramsci.com/ag_scrittipolit_indice.htm

La città futura (1917)

http://www.antoniogramsci.com/cittafutura.htm

La costruzione del partito (1923-1926)

http://www.antoniogramsci.com/preparaz.htm

Le Tesi di Lione (gennaio 1926)

http://www.bibliotecamarxista.org/autori/Antonio_Gramsci.htm

A.G., Tesi politiche

A.G., Tesi sindacali

Quaderni del carcere

http://www.nilalienum.com/Gramsci/0_QC%20Integrale%20con%20note.html

Lettere dal carcere

http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.php

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