ORGANIZZARSI E COORDINARSI CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA

GOVERNO DI BLOCCO POOLARE PER IL SOCIALISMO

L’avanzare della fase terminale della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale genera contrasti economici, politici e militari. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti per farvi fronte sovverte e colpisce su scala crescente ogni Stato che non si piega alla sua volontà e che non apre le frontiere alle sue scorrerie ai suoi traffici, ai suoi affari e alle sue sopraffazioni (aprire miniere, installare piantagioni, “ripulire” la terra dalle popolazioni che ci abitano, delocalizzarvi aziende, imporre opere pubbliche e altre operazioni speculative, vendere armi, ecc.): ne sono esempio le guerre scatenate in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, a cui si aggiungono le guerre politiche e commerciali contro Cuba, Venezuela, Corea del Nord, Federazione Russa, Cina e Brasile.

Anche lo stato italiano è presente in vari scenari bellici e partecipa alle “guerre umanitarie”, ma al contempo è chiaramente sottomesso agli imperialisti USA e l’appartenenza alla NATO ne è una delle forme più evidenti: il nostro paese è occupato da circa 90 basi militari americane, oltre a tutte la basi italiane che sono anche basi NATO a disposizione degli USA. La sottomissione storica del nostro paese agli interessi degli imperialisti USA e il mandato su carta bianca concesso a questi per militarizzare il paese, utilizzarlo come porta d’accesso e base logistica per le operazioni sporche promosse in Europa, Africa e Medio Oriente, renderlo base dei peggiori esperimenti di armi chimiche, della produzione di guerra, non è di certo qualcosa che si elimina con la buona concessione delle classi dominanti. Uscire dalla NATO è una parola d’ordine strettamente legata alla presa del potere politico da parte della classe operaia e delle masse popolari, alla rivoluzione socialista in Italia.

Sostenere il NO alla guerra imperialista è necessario, ma non è più sufficiente, da solo non basta ad invertire la rotta. Questo NO, unito alla solidarietà e al sostegno dei popoli in lotta in tutto il mondo, alla solidarietà e al sostegno ai paesi e agli Stati che lottano contro la Comunità Internazionale, sono elementi importanti della lotta di classe, ma vanno uniti a un “PER” che metta al centro la costruzione di un nuovo ordinamento economico e sociale, il socialismo. Alla guerra imperialista bisogna opporre un piano per fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Da questo punto di vista la prima ondata della rivoluzione proletaria del secolo scorso ci ha lasciato un grande insegnamento: o la rivoluzione socialista precede e sventa la guerra imperialista o la guerra imperialista alimenterà ulteriormente la costruzione della rivoluzione socialista. Legare strettamente la lotta alla guerra imperialista alla lotta per il socialismo è anche la forma più alta e più efficace di sostegno e solidarietà con i paesi e i popoli che lottano contro l’imperialismo: il primo paese che romperà le catene della Comunità Internazionale, mostrerà la strada e aprirà la via anche alle masse popolari degli altri paesi.

A far avanzare la rivoluzione socialista sono chiamati i comunisti, gli operai e le masse popolari che vivono in Italia.

Nel nostro paese il miglior modo per avanzare nella rivoluzione socialista in corso è la costruzione di un governo d’emergenza che attui da subito le parti progressiste della Costituzione, e che, quindi, si rifiuti di sostenere e appoggiare le operazioni di guerra NATO e USA. Un governo che ponga alla base della sua forza la miriade di organizzazioni operaie e popolari già esistenti e nelle altre che dobbiamo promuovere, organizzare e coordinare nelle aziende e nei territori.

Solo un governo simile potrà rompere con l’asservimento dell’Italia verso la Comunità Internazionale degli imperialisti USA, UE e sionisti, tagliare le spese militari e attuare nella pratica l’art. 11 della Costituzione.

Per avanzare in questa direzione dobbiamo partire dai territori. Livorno è coinvolta nelle prossime elezioni amministrative: i futuri amministratori già in campagna elettorale devono essere chiamati a dimostrare quanto sono disponibili ad attivarsi per chiudere il porto all’accesso delle navi cariche di armi … altroché chiudere i porti a popoli affamati da guerre, carestie e miseria!

Si tratta di riprendere in mano la bandiera della sovranità nazionale contro l’UE, contro le altre istituzioni del sistema imperialista mondiale (FMI, Banca Mondiale, ecc.) e contro il suo braccio armato (NATO).

Chiamiamo i lavoratori italiani a lottare contro i gruppi imperialisti in nome della lotta contro il degrado materiale, intellettuale e morale e contro la distruzione dell’apparato produttivo che essi impongono in Italia.

Siamo internazionalisti, nel senso in cui lo è sempre stato il movimento comunista: appoggiando con tutte le nostre forze le lotte dei lavoratori di tutti gli altri paesi per la propria emancipazione e mirando a stabilire relazioni di solidarietà e collaborazione con le masse popolari di tutti i paesi. Rompendo le catene dell’UE e della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, statunitensi e sionisti l’Italia darà un aiuto a tutte le classi sfruttate e a tutti i paesi oppressi. Solo masse popolari sovrane nel proprio paese sono in grado di stabilire un rapporto di collaborazione e di solidarietà con le masse popolari di altri paesi!

Per tutto ciò sosteniamo le iniziative che si terranno a Livorno il 6 aprile:

  • l’assemblea per un coordinamento nazionale delle aree con comuni problematiche connesse alla presenza e alle attività belliche delle basi USA e NATO e un osservatorio della presenza statunitense in Italia

  • il corteo che sfilerà per la città lanciando lo slogan FUORI L’ITALIA DALLA NATO! FUORI LA NATO DALL’ITALIA! FINE DI TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE

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