Il 12 gennaio 2018 il tribunale di Massa Carrara condannò il compagno Marco Lenzoni, infermiere, a 2 mesi di carcere e 150 euro di multa per “corteo non preavvisato”.

La condanna si riferisce a quando, al termine del presidio che si stava svolgendo sotto il Comune di Massa contro l’approvazione del Jobs Act, secondo l’accusa Marco incitò operai, lavoratori, studenti e precari a spostarsi di qualche metro per dirigersi verso la sede del PD, Partito al Governo e responsabile della definitiva cancellazione dei diritti dei lavoratori.

 

Si è trattato di una condanna politica! per due motivi: il primo è la totale mancanza di prove ed il secondo è che dal dopoguerra in poi la giurisprudenza ha fatto valere il principio secondo cui è principale il diritto di espressione e di dissenzo rispetto a norme repressive sancite nel codice fascista.

Eppure, né il PM né il Giudice, che hanno creduto ciecamente alle sole parole della Digos, non hanno avuto problemi a rispolverare e ad applicare il codice fascista Rocco tutt’oggi in vigore nel regolare l’ordine pubblico nel nostro paese che, tradotto, significa: tentare di reprimere ad ogni costo le masse popolari del nostro paese che si mobilitano a difesa dei diritti e delle conquiste ottenute grazie a chi ha lottato prima di noi, pagando anche con la vita, e che da 40 anni sono sotto attacco per mano della classe dei padroni e dei loro governi!

Ma nonostante questi tentativi e nonostante la condanna del tribunale di Massa, il processo di Marco e la legge sul Jobs Act hanno rappresentato, e rappresenteranno, una grande occasione per lo sviluppo della solidarietà proletaria, per la  mobilitazione, l’organizzazione e il coordinamento dei lavoratori dentro e fuori i luoghi di lavoro contro “la precarietà causata anche dal Jobs Act” come riportato pure nell’attuale programma di Governo!

Durante il processo di primo grado, ad esprimere soldarietà a Marco ci sono stati Sindacati del territorio e non, forze politiche, collettivi e organismi popolari che si battono quotidianamente per la difesa e il miglioramento dei beni pubblici, e ci sono stati soprattutto decine e decine di operai e di lavoratori che nelle più svariete forme hanno espresso la loro vicinanza al compagno, perché una cosa è certa: il Jobs Act, nel fare carta straccia di innumerevoli articoli della nostra Costituzione, ha portato durissimi attacchi ai diritti dei lavoratori, indistintamente. Sì, perché al di là di quale sia il colore politico di ciascuno di essi, piuttosto che il Partito o il Movimento per cui hanno votato, le conseguenze sono tangibili, indifferentemente, da ognuno di loro.

Non è una questione di idee. Prima di tutto è una questione di classe, la classe a cui si appartiene, e il Jobs Act non è un tocca sana per i lavoratori, per nessun lavoratore!, bensì per i padroni e i loro interessi!

Per questo motivo tutti gli operai e tutti i lavoratori devono unirsi organizzandosi e coordinandosi tra aziende private e pubbliche del territorio e prendere in mano le sorti dei loro posti di lavoro, e via via del paese intero!

Sono gli immigrati che portano via il lavoro o sono i padroni italiani e stranieri (se sono padroni conta poco da dove vengono!) che spolpano il nostro territorio per mero profitto? Come hanno fatto alla Bekaert di Figline Val d’Arno,  solo per citare il caso più recente? La Lega, che è al governo anche della nostra città, sbraita: “prima agli italiani!”: ma quali italiani?! I lavoratori o i padroni di Confindustria, i paladini di leggi come il Jobs Act, che si scagliano contro il reddito di cittadinanza perché “780 euro sono troppi” e scoraggia le persone ad accettare lavori a 600 euro (infatti il problema è questo: gli stipendi da fame!). Ecco qual è l’aspetto che devono far valere gli operai e i lavoratori che hanno votato Lega. Questa è l’azione di incalzo che devono fare sui loro eletti!

Così come gli elettori del M5S devono incalzare i loro eletti per l’abolizione (nei fatti e non a parole!) del Jobs Act! 

E a proposito di M5S, invitiamo il movimento, a partire da quello del territorio con i suoi eletti, a solidarizzare (politicamente ed economicamente) con Marco per dimostrare nei fatti la loro contrarietà a una legge ingiusta come il Jobs Act e la loro volontà di combattere le ingiustizie.

Facciamo appello alla mobilitazione operaia e di tutti quelli che hanno a cuore il diritto al lavoro a essere presenti lunedì 25 marzo presso la corte d’appello di Genova, per chiedere l’annullamento della vergognosa condanna fascista, per ribadire che nessuna legge o giudice potrà portare il nostro paese indietro nel tempo e dal progresso sociale sancito anche nella nostra Costituzione troppo spesso violata ed elusa ma che dobbiamo far valere nella pratica, dobbiamo applicarla anche se questo richiede  la violazione di leggi ingiuste perchè è legittimo (anche se illegale) tutto quello che è conforme agli interessi delle masse popolari!

Il nostro paese non ha bisogno di TAV, piattaforme petrolifere, carri armati, F35 e altre opere inutili!  

Il nostro paese ha bisogno di diritti certi per tutti i lavoratori. La vera grande opera da realizzare è quella del lavoro utile e dignitoso per le masse popolari!

Ecco perché lottare contro questa sentenza significa difendere il diritto al lavoro e applicare la nostra Costituzione!

Che il 25 marzo 2019 diventi un giorno di mobilitazione per sostenere un compagno di lotta e di classe.

La solidarietà è un’arma e bisogna usarla!!!!

I modi le forme per esprimere solidarietà a Marco possono essere tantissimi:

-partecipare all’udienza che si svolgerà lunedì 25 marzo a Genova. Chi fosse interessato a partecipare può contattare Elena al 328.0477930;

-inviare foto con cartelli in cui riportate la vostra solidarietà a Marco al profilo fb “Aldo Salvetti (CARC Massa);

-inviare prese di posizione e comunicati, sempre al profilo fb “Aldo Salvetti (CARC Massa);

-fare una sottoscrizione alla Poste Pay intestata a Elena Tartarini n. xxx per sostenere le spese processuali

Soldiarietà a Marco!

Solidarità a tutti i lavoratori e le lavoratrici colpiti/e dal Jobs Act!

Organizzarsi e mobilitarsi per portare il governo M5S-Lega ad andare fino in fondo alle promesse elettorali!  

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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