Riportiamo qui di seguito il comunicato dell’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” che il 7 febbraio, all’indomani dell’ufficializzazione dell’analisi costi e benefici sul TAV promossa dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Toninelli, dimostra bene quali sono le reali grandi opere necessarie al Paese: mettere in sicurezza il nostro territorio e sviluppare i collegamenti locali. Infatti, sono ancora vivide nella memoria collettiva, solo per citarne alcune, la strage ferroviaria di Pioltello (il 25 gennaio ‘18) e il crollo del Ponte Morandi a Genova (il 14 agosto ‘18), fatti aggravati dal fatto che questi morti sono ancora senza giustizia. Non solo, ma lo stato in cui versano le arterie periferiche del Paese è da incubo, soprattutto nel Sud, rappresentando più una costante che un’eccezione, come ben dimostra il comunicato dell’Associazione: la Strada Statale jonica 106 è strutturalmente vecchia (è tale e quale al periodo fascista!) e miete centinaia di vittime e migliaia di feriti ogni anno!

Questa esperienza deve insegnarci che le masse popolari non devono stare a guardare ma prendere posizione ed entrare nelle contraddizioni che il governo e la fase attuale esprimono: i soldi risparmiati dal TAV (così come TAP e simili opere) devono essere investiti per l’ammodernamento, la creazione e la messa in sicurezza delle infrastrutture e vie di comunicazione. Non è sufficiente sperare nella dichiarazione del singolo ministro o attestarsi alle promesse di qualche Partito. Bisogna mettere in campo una giusta mobilitazione, sviluppare un’organizzazione che si leghi alle altre lotte del territorio per costringere “con le buone o le cattive” questo governo ad affrontare qui e ora la fatiscenza delle strutture del Paese, sfruttando anche il fatto che Salvini non solo agita la parola d’ordine “Prima gli italiani” ma è pure stato eletto in Calabria!

Di quali italiani bisogna occuparsi prima? Dei Riva a Taranto, degli amministratori delegati delle cooperative che lavorano nei cantieri del TAV, dei padroni della filiera casearia sarda oppure delle masse popolari e lavoratrici? Con il voto del 4 marzo ‘18 una nuova situazione politica si è aperte una breccia nel sistema politico delle Larghe Intese che non si può richiudere perché è frutto della resistenza spontanea delle masse popolari che inevitabilmente rispondono al procedere e all’aggravarsi della crisi del capitalismo.

Lo stato di abbandono e l’incuria in cui versano le infrastrutture mostrano a che punto sia arrivato il disinteresse della classe dominante rispetto al presente e al futuro del nostro Paese! Il fatto che in una strada statale, dal ‘96 ad oggi, si registrino oltre 700 morti, è ulteriore conferma della guerra di sterminio non dichiarata promossa contro le masse popolari dalla classe dominante, una guerra fatta di morti sul lavoro, degrado ambientale e sociale, privatizzazione della sanità pubblica e mala gestione dei territori. In questo senso, mettere mano al dissesto idro geologico (la maggior parte del territorio nazionale) o garantire reale sicurezza sulle strade è qualcosa di non più rinviabile: mille le situazioni simili da un capo all’altro del Paese, dalle frane che isolano interi paesi nel Verbania-Cusio-Ossola alle condizioni a cui sono relegati i terremotati in diverse regioni. Che la presa di posizione dell’Associazione calabrese sia replicata e che si sviluppi un ampio coordinamento fino ad inchiodare il governo M5S – Lega alle sue responsabilità e promesse!

Si tratta di battaglie utili perché permettono di alimentare la mobilitazione per un lavoro utile e dignitoso per tutti dato che mettere in sicurezza l’intero territorio italiano richiede lo sviluppo di una vasta occupazione a partire dalla realizzazione delle vere grandi opere necessarie! Non aspettare, partire già oggi ad organizzare lavoratori, precari, disoccupati per prendere in mano i “lavori che servono” in ogni territorio, arrivando così a gestire direttamente, come vere e proprie autorità pubbliche, i nostri luoghi di vita e di lavoro.

Questo il primo passo che può condurci alla soluzione più complessiva per la risoluzione di altri problemi immediati e per per migliori condizioni di vita, un Governo di Emergenza che metta al centro gli interessi delle masse popolari e poi l’instaurazione del socialismo, per farla finita con chi specula sulle nostre vite.

 

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L’Associazione condivide la scelta coraggiosa del Ministro Toninelli: servono opere utili al Paese

NO ALLA TAV E SI ALLA NUOVA E MODERNA STRADA STATALE CALABRIA

L’ASSOCIAZIONE AVANZA LA PROPOSTA: INVESTIRE PARTE DELLE RISORSE IN CALABRIA PER L’AMMODERNAMENTO DELLA FAMIGERATA “STRADA DELLA MORTE”

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nella giornata di oggi ha inviato formalmente un documento al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Sen. Danilo Toninelli e per conoscenza al Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella, al Ministro dello Sviluppo Economico On. Dep. Luigi Di Maio ed al Vice Presidente del Consiglio On. Sen. Matteo Salvini (quest’ultimo eletto in Calabria).

Nel documento l’Associazione – a seguito di uno studio del Comitato Scientifico e del Centro Analisi e Ricerca – riporta le ragioni per le quali la realizzazione della TAV non è conveniente evidenziandone le principali: la relazione dell’Opera determinerebbe un disavanzo di 7 miliardi di euro per il Paese; meno traffico su gomma significa riduzione dei pedaggi autostradali e quindi minori entrate per quanto riguarda le accise sui carburanti, soprattutto il gasolio per i Tir per il Paese; infine è stata rilevata l’eccessiva sproporzione del costo della TAV rispetto alle altre infrastrutture in cantiere nel paese che peraltro risulta ingiustificato.

Per tutte queste ragioni l’Associazione ha dichiarato di condividere le posizioni del Ministro alle Infrastrutture ed ai Trasporti Toninelli che ritiene inutile dover realizzare la TAV e che, invece, ritiene che il nostro Paese ha altre urgenze che meritano di essere affrontate e risolte con più urgenza.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha proposto di utilizzare parte delle risorse che l’Italia risparmierebbe con la mancata realizzazione della TAV per la realizzazione dell’ammodernamento della Strada Statale Calabria, una strada lunga che percorre l’intera costa di una regione, la Calabria, dove non c’è un problema di messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti ma, addirittura, esiste il problema delle infrastrutture che non ci sono mai state!

L’Associazione, quindi, propone di utilizzare parte delle risorse destinate alla TAV per ammodernare la famigerata e tristemente nota “strada della morte”. Si tratta di un’arteria rimasta ancora oggi nello stato in cui versava all’epoca fascista e che, dal 1996 fino ad oggi, ha determinato oltre 9.500 sinistri, oltre 24.500 feriti ed oltre 700 vittime. Una autentica “strage di stato” dovuta ad una strada che già da diversi decenni è inadatta a supportare gli attuali volumi di traffico.

L’Associazione, infine, ha espresso fiducia nel buon senso delle Forze Politiche oggi al Governo e nella ferma volontà di considerare più urgente la realizzazione di infrastrutture laddove queste non esistono, ovvero sui di costa jonica calabrese, piuttosto che nell’inutile realizzazione di Opere, Progetti ed infrastrutture che non consentiranno al nostro Paese di poter ottenere alcuna utilità.

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale” – 7 Febbraio 2019

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