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[Milano] Il nostro compagno Luciano Pasetti è stato reintegrato sul posto di lavoro! Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso; chi osa lottare può vincere!

Teresa Noce by Teresa Noce
Dicembre 28, 2018
in Federazione Lombardia, Federazione Lombardia
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Il 24 dicembre è arrivata la sentenza di primo grado del processo che Luciano Pasetti aveva intentato contro Carrefour a seguito del suo licenziamento politico: il Tribunale del lavoro di Milano condanna Carrefour al reintegro immediato sul posto di lavoro poiché i fatti contestati a Luciano avrebbero giustificato, al massimo, una sanzione amministrativa. Il reintegro è disposto nella medesima filiale in cui il compagno lavorava al momento del licenziamento (in via Famagosta, a Milano) e alle medesime condizioni, il Tribunale riconosce al compagno un risarcimento per gli stipendi non corrisposti ingiustamente ed elimina ogni pretesa “recidiva” contestata dall’azienda nel tentativo di giustificare il licenziamento illegittimo.

  • Leggi l’intervista a Luciano

Il principale insegnamento di questa battaglia è che chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso, chi osa lottare può vincere!

Fin dal giorno successivo alla lettera di licenziamento, il 9 aprile 2018, con la parola d’ordine “non più un passo indietro”, abbiamo promosso la mobilitazione per denunciare il carattere politico e discriminatorio del licenziamento e per respingerlo, per contrastare l’ennesimo arbitrio padronale che oltre a colpire direttamente un compagno, delegato sindacale di lungo corso, aveva il valore di monito per tutti gli altri lavoratori. Fin dal 9 aprile abbiamo dovuto contrastare con la pratica le tesi disfattiste di chi affermava “il caso è già perso in partenza” e quelle attendiste di chi affermava “state buoni, se promuovete la mobilitazione il giudice del lavoro sarà indisposto”. Abbiamo promosso presidi, blocco delle merci, banchetti, raccolte firme, la presa di posizione di esponenti istituzionali e abbiamo toccato con mano, ancora una volta, che per ogni lavoratore la più potente arma a disposizione è la solidarietà di altri lavoratori e delle masse popolari.

Abbiamo vinto in Tribunale non solo e non soprattutto grazie ai cavilli di una legge fatta a posta per affermare gli interessi dei padroni (abolizione dell’articolo 18, Jobs Act, legge Fornero), ma soprattutto grazie alla mobilitazione e alla solidarietà di centinaia e migliaia di elementi delle masse popolari che si sono schierati, ci hanno messo la faccia, hanno fatto valere quello che è legittimo, anche se va contro gli interessi della classe dominante.

Così è stata ribaltata una sentenza che per gli “addetti ai lavori” era già scritta.

La sentenza del 24 dicembre può e deve essere di stimolo, esempio, sprone per alimentare l’organizzazione dei lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata (GdO), un settore in larga parte abbandonato dai sindacati di regime (che sono i principali sostenitori e complici dello smantellamento dei diritti e delle conquiste) e spesso ingabbiato dalla linea attendista e disfattista dei sindacati di base. Senza in alcun modo “essere in concorrenza” con le organizzazioni sindacali, il P.CARC si fa promotore della creazione di organizzazioni operaie nella GdO, organizzazioni che nascono per occuparsi dei problemi e delle contraddizioni che i lavoratori incontrano sul posto di lavoro e che imparano a “uscire” dai posti di lavoro per collegarsi agli organismi territoriali, a quelli esistenti in altre aziende private o pubbliche, a quelli studenteschi, a chi si mobilita per affermare gli interessi delle masse popolari in ogni campo.

Adesso si apre una nuova fase della mobilitazione, quella per l’attuazione della sentenza. Troppe volte abbiamo assistito a sentenze di reintegro che sono state palesemente violate dalle aziende condannate (è successo alla FCA, ma più recentemente è successo proprio nella GdO a Milano, nel caso di Luca Marchi e Mauro Frasson all’IKEA). Per questo motivo lanciamo l’appello ai solidali, ai compagni, ai lavoratori e alle lavoratrici a tenere alta la vigilanza e a prepararsi alla mobilitazione nel caso in cui a Carrefour venga in mente di forzare la mano: se non sarà la direzione aziendale ad aprire le porte della filiale di via Famagosta, allora saranno le masse popolari, con una mobilitazione di “obbedienza civile”, a far rispettare la sentenza.

Ringraziamo i tanti compagni e le tante compagne che, a Milano, in Lombardia e in varie parti d’Italia, hanno preso parte alla campagna per il reintegro di Luciano: da chi ha partecipato ai presidi a chi ha messo una firma di solidarietà, da chi ha fatto una sottoscrizione economica a chi ha partecipato alla campagna fotografica. In particolare un ringraziamento va al PRC di Barona e ai compagni del Comitato Abitanti Barona che hanno costantemente sostenuto la battaglia.

Facciamo appello ai lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata, agli operai avanzati di ogni azienda capitalista, ai lavoratori avanzati in ogni azienda e istituzione pubblica a costituire organizzazioni operaie e popolari nelle loro aziende, filiali, reparti per prevenire le mosse dei padroni e prendere le misure necessarie contro le leggi infami che smantellano i diritti e le tutele, contro chiusure e delocalizzazioni, contro l’aumento dei carichi di lavoro e la crescente insicurezza. Sono le organizzazioni operaie e popolari, azienda per azienda, filiale per filiale, zona per zona e quartiere per quartiere che possono – e devono – promuovere la mobilitazione per resistere agli effetti della crisi e affermare gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari; è l’iniziativa delle organizzazioni operaie e popolari che può imporre ai vertici della Repubblica Pontificia il loro governo di emergenza, il Governo di Blocco Popolare.

La Segreteria Federale Lombardia-Piemonte del P.CARC vi invita a partecipare al congresso federale che si svolgerà il 12 gennaio alle h 16:30 c/o la Casa del Popolo di via Padova (via Padova, 179 – Milano), un’occasione di confronto e dibattito sulla situazione politica, ma soprattutto sulle esperienze di costruzione di organizzazioni operaie e popolari [leggi i documenti congressuali – leggi la risoluzione sul lavoro per la costruzione di organizzazioni operaie e popolari].

Non sono i padroni a essere forti, sono i lavoratori che devono imparare a far valere la loro forza.

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