Raccogliamo e rilanciamo la tragica notizia della morte di Gianluca Menichino, operaio dell’AST di Terni deceduto dopo sei mesi di agonia a seguito di un grave incidente del 10 luglio. Quella mattina Gianluca (35 anni) stava operando lungo linea Lac2 del reparto Pix1, intento a movimentare in uscita – attraverso uno strumento che portava al collo – alcuni rotoli di acciaio quando uno di questi – un coil del peso di circa 20 tonnellate – lo aveva colpito, schiacciandolo contro una passerella su cui l’operaio si trovava in quel momento. Su questo incidente è stata subito aperta un’inchiesta della magistratura, che ora dovrà essere cambiata in omicidio colposo nei confronti dell’azienda.

Quello accaduto a Terni non è un fatto isolato o un tragico incidente, è la conseguenza della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista (oggi nel nostro paese tramite il governo Gentiloni-Renzi-Bergoglio) conduce contro la classe operaia e le masse popolari. Il motivo di questa guerra è l’ostinata volontà di ricercare maggiore profitto nel peggioramento delle condizioni lavorative degli operai. Sono sempre più gli operai e i lavoratori che muoiono sul posto di lavoro stremati e strozzati da ritmi intollerabili, da condizioni di lavoro sempre peggiori e da un attacco sempre più duro alla loro dignità.

Proprio poche settimane fa, l’agenzia stampa del Partito dei CARC, aveva diffuso una lettera di denuncia di un lavoratore USB di Nettuno, il quale denunciava le condizioni di lavoro che nel suo ospedale avevano portato alla morte di una OSS di 66 anni, spolpata da un turno di lavoro massacrante. Ebbene a tutti questi lavoratori, ai loro colleghi, parenti e amici inviamo la nostra solidarietà, solidarietà che per noi vuol dire fornire strumenti per vendicare i propri cari contro i loro assassini, contro i mandanti di quelle morti: i padroni, i gruppi imperialisti e i loro servi.

Il vero nemico degli operai, dei lavoratori e di chi si mobilita contro l’ingiustizia è il capitalismo e la guerra che questo muove contro le masse popolari. L’unica strada che gli operai e le masse popolari hanno per farla finita con il capitalismo è costruire il socialismo. Gli operai e i lavoratori che alimentano la resistenza contro i padroni, quelli che hanno la bandiera rossa nel cuore, quelli che non sono rassegnati, quelli che remano contro la corrente del senso comune delle “libertà di mercato” e dei “legittimi interessi dei padroni” possono e devono contribuire alla costruzione della rivoluzione socialista. Noi ci rivolgiamo principalmente a loro. I padroni non hanno riguardi e sempre meno ne avranno. Noi abbiamo da perdere solo le catene e abbiamo un mondo da conquistare. Usiamo ogni lotta di resistenza, ogni battaglia e ogni mobilitazione per costruire un nuovo sistema economico e sociale, organizzato e gestito dai lavoratori.

Occuparsi dell’azienda e uscire dall’azienda è il primo passo nel processo di costruzione dal basso del nuovo potere e per far valere ciò che è legittimo per gli interessi delle masse popolari, anche se per le autorità e le istituzioni della classe dominante è illegale. Lo dobbiamo ai nostri compagni di lotta, di lavoro o di scuola. Lo dobbiamo a chi non c’è più, a chi questo sistema ce lo ha portato via. Lo dobbiamo al futuro più giusto e dignitoso che l’umanità deve conquistarsi. Lo dobbiamo a noi stessi e alle catene che dobbiamo rompere.

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Tratto da http://www.umbriaon.it

Ast, morto l’operaio Gianluca Menichino: dopo sei mesi di agonia si è spento il 35enne rimasto vittima di un grave incidente lo scorso 10 luglio nel reparto Lac2-Pix1

È morto dopo sei mesi di agonia Gianluca Menichino, l’operaio 35enne ternano rimasto gravemente ferito lo scorso 10 luglio presso il reparto Lac2-Pix1 delle acciaierie di Terni. Dopo il primo ricovero all’ospedale Santa Maria di Terni e il successivo presso l’istituto di riabilitazione ‘Santo Stefano’ di Foligno, lo sfortunato ragazzo era stato condotto presso l’ospedale di Branca (Gubbio – Gualdo Tadino). Le sue condizioni, sempre molto gravi, erano ulteriormente peggiorate negli ultimi giorni, fino al decesso avvenuto martedì mattina.

L’incidente La mattina dello scorso 10 luglio Gianluca Menichino stava operando lungo linea Lac2 del reparto Pix1, intento a movimentare in uscita – attraverso uno strumento che portava al collo – alcuni rotoli di acciaio quando uno di questi – un coil del peso di circa 20 tonnellate – lo aveva colpito, schiacciandolo contro una passerella su cui l’operaio si trovava in quel momento.

L’indagine In seguito all’accaduto la procura di Terni – pm Tullio Cicoria – aveva aperto un fascicolo sulla base dei riscontri della squadra Volante di Terni, della polizia Scientifica e della Usl Umbria 2, indagando nove persone per ‘lesioni personali colpose’. Un’ipotesi di reato che dovrà, purtroppo, essere modificata ora in ‘omicidio colposo’. Probabile che l’autorità giudiziaria disponga l’autopsia sulla salma dell’operaio 35enne, per poi restituirla ai familiari per il successivo rito funebre.

A Natale Durante la messa dello scorso Natale, celebrata il 17 dicembre presso il Tubificio di Terni, l’ad di ThyssenKrupp Ast – Massimiliano Burelli – aveva rivolto un sentito pensiero a Gianluca Menichino ed ai suoi familiari. La tragedia dell’operaio ternano riporta alla mente quella di Leonardo Ippoliti, il 28enne di Porchiano del Monte (Amelia) morto nel giugno del 2010 dopo un grave incidente lungo la stessa linea dell’impianto.

Il prefetto Il prefetto di Terni, Paolo De Biagi, esprime «il proprio cordoglio per la scomparsa di Gianluca Menichino» e manifesta «la propria vicinanza e partecipazione al dolore dei familiari, amici e colleghi di Gianluca, nonché all’intera comunità locale, duramente colpita dal grave lutto».

L’azienda «Acciai Speciali Terni – si legge nella nota diffusa dall’azienda di viale Brin – si stringe alla famiglia e agli amici del collega Gianluca Menichino che, dopo una lunga battaglia durata sei mesi, si è spento questa mattina all’ospedale di Gubbio. Dal giorno dell’incidente, lo scorso 10 luglio, la vita di Gianluca è rimasta appesa a un filo: il ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni durò quasi tre mesi, poi il trasferimento nel reparto specializzato di Foligno. L’azienda – afferma Ast – continuerà ad essere vicina alla famiglia e rinnova il suo impegno affinché simili incidenti non si ripetano mai più, nella consapevolezza che la sicurezza e la salute di ogni dipendente siano i beni più preziosi da tutelare».

Rsu Ast Anche le rappresentanze sindacali unitarie dell’azienda hanno diffuso un comunicato di vicinanza e cordoglio: «Abbiamo appreso che dopo sei mesi di sofferenze, a seguito del grave infortunio avvenuto il 10 luglio 2017, è venuto a mancare il nostro amico e collega di lavoro Gianluca Menichino. Come Rsu di Ast riteniamo che in questo momento ogni parola sia superflua e di conseguenza, a nome di tutti i lavoratori di Ast, esprimiamo la più sincera vicinanza e condoglianze alla famiglia di Gianluca. Siamo a riservarci un’iniziativa da effettuare in corrispondenza del giorno del funerale».

«Sia fatta chiarezza» Così il primo cittadino di Terni, Leopoldo Di Girolamo, appresa la notizia della scomparsa dell’operaio: «Con immenso dolore ho appreso del decesso di Gianluca Menichino, il giovane operaio che a luglio scorso è rimasto vittima di un incidente all’interno dell’Ast. Purtroppo i sei mesi di sofferenza e speranza non sono approdati all’esito che tutta la città avrebbe voluto, quello della ripresa di un giovane dedito al lavoro e alla famiglia, amato da tanti amici. Dopo l’incidente di questa estate ho avuto modo di conoscere i genitori di Gianluca Menichino, apprezzando la loro forza, il loro coraggio, la grande dignità nell’affrontare una vicenda così dolorosa e inaspettata. Mi auguro che presto venga fatta chiarezza su quanto accaduto. A nome dell’intera città mi stringo alla famiglia rappresentando il dolore della comunità ternana per un infortunio sul lavoro rilevatosi purtroppo mortale».

Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl Le segreterie territoriali dei sindacati «in questa tragica giornata si uniscono al dolore dei famigliari di Gianluca Menichino sapendo che ogni parola è superflua a colmare il vuoto che lascia il collega e amico Gianluca. Oggi più che mai dovrebbe essere il silenzio a farne da padrone ma purtroppo questo è il triste epilogo di situazioni che ad oggi rimangono ancora irrisolte rispetto alle nostre preoccupazioni più volte espresse riferite ai temi del lavoro. Siamo al paradosso che il tutto si ristringe in soli annunci da parte aziendale che non sono consequenziali sulle cose da fare e risolvere, fino al punto che le comunicazioni e le informazioni sono limitate per mezzo di organi di stampa. Nel corso del 2017 abbiamo più volte sollecitato di affrontare temi come organici, ritmi di lavoro, protocollo sicurezza ed altro e a distanza di un anno sono rimasti irrisolti, nella maggior parte dei casi addirittura inascoltati. Confronto, discussioni e possibili soluzioni condivise con disponibilità in impegni da parte aziendale, forse non avrebbero evitato il tragico epilogo di oggi, ma sicuramente è questa la via che ci mette nelle condizioni di migliorare la qualità del lavoro al fine di evitare possibili e eventuali futuri incidenti».

Cgil Appresa la notizia, la Cgil dell’Umbria e di Terni ha diffuso un comunicato: «Gianluca non ce l’ha fatta. Si è battuto a lungo, ha lottato per la vita in tutti questi mesi, ma alla fine si è spento a soli 35 anni diventando l’ennesima ingiustificabile vittima del lavoro. Per noi che il lavoro proviamo a rappresentarlo e a difenderlo, la morte di Gianluca oltre ad essere una tragedia sul piano umano è una sconfitta sul piano politico. Perché le morti sul lavoro, non ci stancheremo mai di dirlo, sono un fenomeno che può e deve essere cancellato. Non sono frutto di casualità o del fato, non sono ‘un costo necessario da pagare’, sono intollerabili e drammatici effetti di un sistema che va cambiato, rimettendo davvero al centro il valore del lavoro e della persona umana. Ai familiari di Gianluca, ai suoi amici e ai compagni di lavoro va il nostro più sentito cordoglio».

Rossi Così il senatore Gianluca Rossi (Pd): «Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del giovane operaio di Ast, dopo sei mesi di speranza e sofferenza, in seguito all’incidente avvenuto nel reparto Pix1, all’impianto Lac2. Il mio primo pensiero va alla sua famiglia, alle persone che volevano bene a Gianluca e a tutti coloro che hanno perso ingiustamente la vita nei luoghi di lavoro. Auspico che quanto prima l’esito dell’incidente probatorio possa fornire delucidazioni in merito alla dinamica dell’infortunio e rinnovo un appello alla dirigenza, alle organizzazioni sindacali, a tutti gli enti preposti, affinchè la sicurezza sul lavoro rimanga il primo sforzo cogente. Alcuni progressi sono stati fatti in tal senso, ma di fronte a queste drammatiche perdite risulta inevitabile chiedere uno sforzo maggiore e condiviso, perchè nessun altro possa morire così, lasciando ai suoi affetti e a tutta la città una ferita incolmabile».

La Regione La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli esprimono «cordoglio e vicinanza a familiari e colleghi» dopo aver appreso «con dolore» della morte di Gianluca Menichino. «Ci stringiamo ai familiari – affermano – rinnovando il nostro impegno a mettere in atto un’azione ancora più forte e diffusa per la sicurezza nei luoghi di lavoro».

Rifondazione Il segretario ternano di Rifondazione Comunista, Lorenzo Carletti, esprime «a nome di tutta la comunità politica del Prc, la più sincera vicinanza alla famiglia di Gianluca Menichino, giovane operaio Ast rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro e che oggi, dopo settimane di dura lotta, è mancato».

Forza Italia Così il capogruppo di FI in consiglio comunale, Francesco Maria Ferranti: «Esprimo a nome del gruppo consiliare di Forza Italia le più sentite condoglianze alla famiglia di Gianluca, l’operaio che nel luglio scorso rimase gravemente ferito in un incidente sul lavoro all’interno delle acciaierie ternane. Un pensiero anche ai tanti operai che lavorano nelle nostre industrie e spesso in condizioni di rischio. Un richiamo da parte nostra a tutte le istituzioni affinché si rafforzino le politiche e le iniziative utili a favorire la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle normative in tal senso».

Lega Nord «Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Gianluca Menichino, l’operaio Ast morto questa mattina in seguito al tragico incidente capitato circa sei mesi fa». A parlare è il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, Emanuele FIorini: «È una vicenda che mi ha toccato profondamente, essendo stato io stesso operaio all’interno dello stabilimento ternano ed avendo lavorato fianco a fianco con Gianluca nella stessa squadra e nella stessa linea. Da consigliere regionale, da collega e da amico, oltre ad esprimere il mio cordoglio, voglio auspicare che giornate come questa non si ripetano più e che il diritto al lavoro vada di pari passo con il diritto alla sicurezza. Auspico interventi mirati da parte dell’azienda per garantire la salvaguardia del personale impiegato ed assicuro il mio impegno affinché ciò avvenga».

M5S Umbria «Tutto il MoVimento 5 Stelle – si legge nellanota diffusa dal capogruppo in Regione, Andrea Liberati – è vicino ai familiari di Gianluca Menichino, martire del lavoro. La sua prematura scomparsa scuote profondamente i cuori, urlando alle coscienze di chi poteva e doveva agire: invece finora, sul caso, solo silenzi imbarazzati e tante parole di circostanza per non disturbare una ThyssenKrupp già prossima al disimpegno. L’unità che si determina in circostanze così tragiche non sia lo strumento per continuare come se nulla fosse, dimenticando e offendendo ancora una volta non soltanto un giovane che non è più tornato a casa, abbandonando non soltanto una famiglia già straziata, ma trascurando ancora e sempre i tanti colleghi di Gianluca e i cittadini tutti, svuotati dall’ennesima morte senza senso, sacrificata sul sordido altare del profitto».

Il PD Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Terni «si unisce al dolore per la perdita di Gianluca Menichino, un’altra vittima innocente, un altro evento che segna profondamente la nostra comunità. Siamo vicini alla sua famiglia con senso di impotenza che ci consegna però più forza per chiedere maggiori controlli, maggiore attenzione, maggiore investimento per tutto ciò che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla profonda tristezza si unisce l’esigenza di pretendere che questi infortuni non avvengano più».

La preghiera Il vescovo Giuseppe Giuseppe, insieme all’intera Diocesi di Terni, Narni e Amelia, è vicino alla famiglia Menichino, che piange la scomparsa del caro Gianluca. «La morte prematura – si legge in una nota – di un giovane lavoratore, mentre compie il suo dovere e a causa di esso, getta nella costernazione i suoi cari, gli amici e l’intera comunità civile. Disperazione e rabbia possono solo aumentare la sofferenza. Invitiamo quanti hanno responsabilità ad adoperarsi perché si faccia quanto è umanamente possibile perché non si ripetano tali morti assurde. Inoltre tutti, in tale circostanza, riflettano sulla preziosità della vita e sul senso della morte. Uniti nella preghiera affidiamo al Signore il caro Gianluca perché finalmente riposi in pace, e chiediamo che Gesù, crocifisso e risolto, insieme a Maria Addolorata, donino conforto e consolazione a tutti i familiari e a quanti piangono per questa morte».

 

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