Sappiamo cosa ha mangiato la mummia Otzi, si riesce a conoscere il DNA di persone decedute da secoli, ma di cosa sono morti i pesci a Rosignano non si vuole si sappia: non sappiamo né cosa li ha uccisi, né di chi è la colpa.

E’ un fatto grave che ci deve far riflettere su chi ha in mano la nostra salute, cosa nascondono e quali interessi fanno?  Così facendo non tutelano di certo la nostra salute o i pescatori professionisti e tutto l’indotto e neppure chi vive di turismo che è una fonte importante per i lavoratori stagionali (seppur malpagati e super sfruttati). ASL, ARPAT, amministrazione comunale non stanno tutelando i cittadini, tra cui ci sono anche moltissimi bambini che abbiamo il dovere di far vivere in un territorio sano e con un futuro pieno di prospettive. Anche gli operai Solvay e indotto devono rompere con il ricatto del posto di lavoro, se qualcosa non va devono denunciarlo, tra l’altro anche loro vivono in questo territorio!

Quello dei pesci è un esempio, ma non l’unico: l’alluvione a Livorno ha ucciso persone e messo in ginocchio diverse famiglie. La raffineria è completamente allagata con seri problemi di inquinamento e posti di lavoro a rischio, aleggiano voci che metteranno in cassa integrazione una parte dell’indotto. Cosa diremo a quella bambina che ha perso il fratellino i genitori e il nonno: che è stato il destino o la fatalità, quando invece sappiamo che è dovuto all’incuria del territorio, agli abusi edilizi, ad una voluta mancanza di conoscenza del territorio?

La classe dirigente non ha proposte positive per le masse popolari, non è in grado di creare posti di lavoro utili e dignitosi e risolvere così i problemi della sanità, del territorio, dell’inquinamento; è buona invece a trovare soluzioni per salvare le banche, valorizzare il capitale delle multinazionali, fare profitti per pochi e a questo fine sacrifica il pianeta (che viene devastato, sfruttato, inquinato) e tutti gli esseri viventi che lo popolano.

In questa situazione di estrema emergenza abbiamo bisogno di un governo di emergenza, un governo che viene dal basso fatto da lavoratori, casalinghe, studenti, pensionati che si organizzano in comitati popolari e operai per far fronte ai principali bisogni (lavoro, casa, salute, cura del territorio), diventando nuove autorità pubbliche, centri autorevoli che rispondono agli interessi delle masse popolari.

La delega, l’indifferenza, la demoralizzazione e la rassegnazione che “ormai il mondo va così e così andrà” è un parassita che ci distrugge, non ci fa crescere, dobbiamo invece diventare vigili delle parti progressiste della Costituzione e applicarle.

Non è vero che non possiamo farlo e ce lo dimostrano coloro che a Livorno si sono autorganizzati per liberare la città dal fango. Così come non è vero che il lavoro non c’è: lo vediamo negli ospedali dove manca personale, nelle scuole dove mancano gli insegnanti, nella cura dei territori dove mancano gli operai, ecc Non è vero che i soldi non ci sono, ma piuttosto vengono usati per arricchire speculatori, corrotti, criminali ecc.

Per porre fine al marasma in cui siamo immersi serve affluire numerosi nelle organizzazioni popolari e operaie, serve la costruzione di un governo di emergenza popolare che si proponga di applicare le parti progressiste della Costituzione.

Dipende da noi!

 

Gianluca Marinai della Sezione Ilio Barontini di Cecina del PCARC

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