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Giornata di lotta del 14.09.2011: impediamo al PM Minisci di condurre un nuovo processo politico!

Compagno P by Compagno P
Marzo 24, 2014
in Sezione di Roma
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Partito dei Comitati d’Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (P-CARC)
Federazione Lazio –  [email protected] – 3338448606
Via Calpurnio Fiamma 136, Roma

Dopo le condanne in 2°grado per i fatti del 15 ottobre 2011 impediamo al PM Minisci di condurre un nuovo processo politico contro i partecipanti alla giornata di lotta del 14 settembre 2011!22.03.2014Prosegue la persecuzione politica ai danni dei partecipanti alla giornata di lotta del 15 ottobre 2011 e intanto il Tribunale di Roma darà inizio il prossimo 9 aprile ad un nuovo processo politico contro le organizzazioni e i movimenti che negli ultimi anni hanno promosso e animato le mobilitazioni contro i governi della classe dominante e le loro misure di “lacrime e sangue” per le masse popolari. Si tratta del processo a 6 compagni del movimento romano, tra cui il nostro compagno Andrea De Marchis, accusati di “resistenza aggravata a pubblico ufficiale” e “lancio di oggetti pericolosi” per aver preso parte alla manifestazione sotto Montecitorio del 14 settembre 2011 in cui migliaia di persone assediarono Montecitorio in risposta all’appello alla mobilitazione promossa dai sindacati di base contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi (una delle tante numerose manovre finanziarie con cui negli ultimi anni è stato saccheggiato il nostro paese a solo vantaggio dell’alta finanza e della speculazione). Quel giorno l’assedio fu praticato e la collera popolare contro l’allora governo della banda Berlusconi si impadronì di piazza Montecitorio fin quando i lacrimogeni e le cariche della polizia non dispersero la manifestazione.Nei giorni successivi a quella manifestazione ministri e forze dell’ordine spalleggiati dai media aprirono “la caccia ai responsabili” ed alcuni mesi dopo giunsero i primi avvisi di garanzia firmati del PM Minisci che da li in avanti acquisirà ulteriore notorietà per il ruolo di vero e proprio inquisitore assunto nel processo politico ai partecipanti all’ importante giornata di lotta del 15 ottobre 2011. “Grazie” alle indagini dello stesso PM Minisci e della Procura Antiterrorismo  (che più o meno in parallelo si dedicavano a preparare le “prove” con cui incarcerare i compagni dell’Azione Antifascista Teramo indagati nell’inchiesta per i fatti del 15 ottobre ) non sono mancate restrizioni e intimidazioni ai danni dei compagni inquisiti per la partecipazione alla manifestazione del 14 settembre 2011, alcuni dei quali addirittura costretti per più di un anno all’obbligo di firma giornaliero. Con un’accozzaglia di prove fotografiche mal composte a dimostrare il “lancio di oggetti pericolosi” e una decina di presunti referti medici fotocopia a dimostrare la “resistenza aggravata a pubblico ufficiale” si vogliono processare e condannare 6 militanti per colpire l’agibilità politica di tutti: secondo del PM Minisci e l’Antiterrorismo, piazza Montecitorio e zone limitrofe (i palazzi del potere di lor signori) devono essere zone off-limits ai movimenti e alle lotte sociali, specialmente quando queste non scendono in piazza ben composte per  depositare petizioni o invocare trattative bensì per chiedere la cacciata delle caste di criminali che si succedono al governo del paese. Questo è il vero reato di cui sono inculpati, essere parte di quel vasto movimento di indignazione e protesta che lotta per spodestare questa manica di parassiti e criminali.Che l’inchiesta fosse campata in aria lo dimostra anche il fatto che lo stesso Giudice per le Indagine Preliminari cestinò la richiesta di  misure cautelari avanzata dal PM Minisci nei confronti di alcuni dei sei imputati nel procedimento. Malgrado ciò il Giudice per l’Udienza Preliminare avallò la richiesta di rinvio a giudizio e così il 9 aprile avrà inizio un nuovo processo politico a esponenti dei movimenti e  delle lotte sociali.Dove si voglia andare a parare con questo processo è abbastanza facile da capire e il marchio del PM Minisci e dell’Antiterrorismo di Roma è una garanzia: usare i processi ai partecipanti delle mobilitazioni degli ultimi anni e a quelle recenti per impartire lezioni e condanne “esemplari” e per restringere l’agibilità politica delle organizzazioni e dei movimenti conflittuali sparsi da un capo all’altro del paese. Il processo nelle intenzione del PM  e degli organi repressivi deve servire (come le condanne su fatti del 15 Ottobre 2011) per intimidire e scoraggiare quanti si organizzano e lottano contro i responsabili dell’attuale disastro economico e sociale. Stessi manovratori e stessi obiettivi che sorreggono processi come quello contro i partecipanti alla manifestazione del 15 ottobre 2011 a loro volta legati ai manovratori diversi ma con gli stessi obiettivi di altri processi come quello al movimento NO TAV, alle lotte nella logistica, ai movimenti dei disoccupati e per il diritto alla casa. Un filo conduttore che porta dritto all’eliminazione dei residui diritti democratici conquistati dalla gloriosa e vittoriosa Resistenza antifascista in poi.Se il Tribunale di Roma si renderà ancora una volta complice della violazione dei diritti di organizzazione e manifestazione sanciti dalla Costituzione e fornirà, mediante questo nuovo processo, un’altra opportunità al PM Minisci per tessere la sua tela e sfoggiare il suo zelo di persecutore e repressore dei movimenti sociali dipende da noi, da tutte le organizzazioni e i movimenti che nel nostro paese promuovono la protesta e la lotta contro i governi della classe dominante e l’attacco alle conquiste di benessere e civiltà.  “Si parte e si torna insieme” non è una parola d’ordine valida soltanto per la Valsusa e dintorni dove il movimento NO TAV assume e promuove la difesa politica e la solidarietà nei confronti di ogni singolo militante NO TAV perseguitato dal regime di occupazione militare vigente. “Si parte e si torna insieme” è la parola d’ordine che devono assumere tutte le organizzazioni, i movimenti, i promotori delle mobilitazioni che si svolgono nel paese. Dunque è l’obbligo politico di chi come il sindacalismo di base (anzitutto l’USB e i COBAS) ha organizzato e promosso le mobilitazioni del 14 settembre 2011 e poi del 15 ottobre 2011 e che oggi deve prendere posizione, sostenere ed essere parte in causa nella costruzione della mobilitazione per mandare all’aria questi processi politici.Il P-CARC chiama alla solidarietà e alla mobilitazione contro il processo ai militanti rei di aver preso parte alla giornata di lotta del 14 settembre 2011. Lanciamo l’appello a:
-aderire e partecipare al presidio che stiamo organizzando per il 9 aprile, a partire dalle h. 9 c/o Piazzale Clodio contro il processo ai compagni accusati di  “resistenza aggravata a pubblico ufficiale” e “lancio di oggetti pericolosi” per aver preso parte alla manifestazione sotto Montecitorio del 14 settembre 2011
-partecipare in massa alle udienze del processo per i fatti del 15 ottobre la cui prossima udienza avrà svolgimento il giorno 3 aprile al Tribunale di Roma c/o Piazzale ClodioLa solidarietà è un arma, usiamola!
Costruiamo un fronte unito contro la repressione!
La repressione non fermerà le lotte!

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