682 Visite

Il 15 ottobre del 2011 vide scendere in piazza migliaia di persone in una stagione di lotta che ha visto una dispiegata mobilitazione contro l’allora governo Berlusconi e gli attacchi ai diritti e alle conquiste delle masse popolari di cui si faceva promotore per conto della Comunità Internazionale. Quella manifestazione fu caratterizzata da fortissimi attacchi repressivi che hanno visto imputati numerosi compagni per devastazione e saccheggio e addirittura per  tentato omicidio. Solidarizzare con i compagni imputati ancora sotto processo, che stanno scontando pene o che le hanno scontate,  è importante per combattere la paura della repressione e rinsaldare i legami di classe. La solidarietà è un arma da usare contro i padroni, uno strumento da diffondere tra la classe operaia e le masse popolari per organizzarle.

Solidarietà a Mauro Gentile e a tutti gli imputati nei processi che riguardano il 15 ottobre 2011!

Utilizziamo le iniziative di solidarietà per rilanciare un tema che i risvolti del caso Cucchi hanno rimesso al centro del dibattito pubblico e che bisogna sfruttare al massimo: andare fino in fondo nella battaglia contro gli abusi di polizia e per l’introduzione di un effettivo reato di tortura e per il codice identificativo sulle divise, per rispondere alle misure più restrittive del decreto sicurezza di Salvini!

***

Il 15 ottobre 2011 non è finita!! Organizzarsi e organizzare la solidarietà

Sono trascorsi sette anni dalla giornata ribelle del 15 ottobre 2011 a Roma e di quella giornata ricordiamo la resistenza di piazza, le azioni contro i luoghi simbolo della crisi, i tentativi di omicidio delle forze dell’ordine, la bellezza sana e genuina di quella parte del corteo che non ha chinato la testa e girato le spalle dall’altra parte.

C’è chi, come me, la maggior parte di questi anni li ha passati agli arresti o subendo altre restrizioni.

C’è chi, come me, sta affrontando il processo con l’accusa di devastazione e saccheggio per quella giornata.

Per chi ha subito e continua a subire la repressione, quella giornata non è un ricordo ma è viva tutt’ora perché non è finita.

La repressione non si è fermata, non è andata in vacanza col caldo di agosto o negli altri periodi dell’anno dove si festeggia e si dimentica. La repressione e stata sempre presente e persistente per isolare chi colpito e arginare la solidarietà di chi restava al suo fianco. La solidarietà è cessata, non perché i repressori sono più forti, ma perché il tempo fa cadere tutto nel dimenticatoio ed è diventata una consuetudine vedere compagni e compagne processati e lasciati soli, soprattutto chi non milita in strutture e movimenti politici organizzati. Non c’è una solidarietà di serie A e una di serie B, c’è la SOLIDARIETA.

Nei tempi moderni è più facile ricordare una camionetta in fiamme che un compagno che marcisce agli arresti. Il 15 ottobre non usare i social per diffondere una foto, aderisci alla campagna di solidarietà per gli imputati del 15 ottobre lanciata dall’assemblea del Campetto Occupato di Giulianova. Organizzati e fai parlare di solidarietà i muri della tua città, convoca un presidio per allargare a tutti e tutte la solidarietà, organizza un benefit (cena, concerto o altro) per sostenere le esigenze degli imputati.

Alcuni compagni e compagne di Roma hanno attivato una cassa di solidarietà a sostegno di noi imputati, “La Lima”. Questa cassa non è un semplice salvadanaio che sostiene le difficoltà economiche di chi subisce un processo, ma un mezzo per ricostruire e riorganizzare la solidarietà attorno a tutti gli imputati. Sosteniamola tutti e tutte. Nessun compagno va lasciato, nessun processo va messo nel dimenticatoio, oggi più che mai c’è la forte necessità di costruire un grande movimento solidale a sostegno di quanti subiscono la repressione e di quanti lottano per le strade ogni giorno.

Lunedì 15 ottobre 2018 non stare a guardare, agisci.

Mauro Gentile imputato 15 ottobre

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata