VICINANZA E SOILIDARIETA’ AI COMPAGNI DEI CARC
Una decina di giorni or sono sei compagni dei Carc di Napoli e Firenze sono stati sottoposti a perquisizioni nelle loro abitazioni e trascinati in questura per interrogatori. Le incredibili accuse formulate dalle Procure sono quelle di reati associativi con finalità di terrorismo/sovversione dell’ordine democratico e apologia di terrorismo (art.li 270 bis e 110-414 del c.p.). Il ridicolo impianto accusatorio formulato sul nulla ha colpito questi compagni attivisti costantemente presenti nelle lotte sociali e nelle iniziative di denuncia e mobilitazione contro le politiche guerrafondaie e di dominio messe in atto dal nostro governo in uno con le altre potenze occidentali in particolare negli ultimi anni con sensibile accelerazione, nella fase attuale dell’imperialismo.
Da decenni oramai persiste il ricorso, sempre più frequente, del potere giudiziario dello Stato all’attribuzione di reati associativi a proletari e attivisti nelle fattispecie di associazione a delinquere (es. le non lontane condanne del cosiddetto “Processo Bros”) o associazione sovversiva (come le recenti condanne ad attivisti della diaspora palestinese in Italia ad Anan Yaesh e Ahmad Salem) ed ora ai compagni dei Carc.
Tutte le correnti della magistratura e i diversi governi che si sono succeduti stanno seguendo questa tendenza in quanto si tratta di difendere il potere costituito e la sua “legalità”.
E’ evidente il tentativo di sterilizzare ogni malessere sociale, denunce, solidarietà, iniziative contro politiche dominanti sia sul piano interno che esterno, prima che si trasformino in pratiche di rivendicazione e/o azioni collettive. Ciò a tutela del potere borghese e del sistema capitalistico
Una legislazione sempre più autoritaria sul piano interno, di cui i ddl sicurezza del governo Meloni sono una attuale evidenza, si accompagna a un crescente interventismo militare verso paesi e popoli che si rifiutano di sottostare ai diktat e al dominio oppressivo esercitato dalla grande finanza e dal capitale occidentale.
Crediamo sia necessario denunciare la natura prettamente classista della crescente stretta repressiva indirizzata prevalentemente contro l’intero proletariato e contro tutti coloro che intendano ribellarsi alle sempre più intollerabili conseguenze del dominio capitalistico con il suo carattere disumano e mortifero pur di difendere profitti e privilegi della classe dominante.
Come movimento Banchi Nuovi auspichiamo che l’unità di azione di tutte le componenti sociali in lotta e tutti gli attivisti anticapitalisti contro la crescente repressione, costituisca una costante non occasionale delle iniziative e mobilitazioni di lotta.
Esprimiamo ancora la nostra più convinta solidarietà ai compagni dei Carc.
MOVIMENTO DI LOTTA BANCHI NUOVI

