Solidarietà con i comunisti italiani presi di mira dalla polizia politica In ogni paese imperialista e allineato all’imperialismo si stanno diffondendo misure volte a mettere a tacere e criminalizzare le voci antisioniste, antifasciste e pacifiste più efficaci. Scrittori proletari Domenica 26 aprile 2026 Email LinkedIn Facebook Twitter Reddit Telegram Iscriviti al nostro canale Reati elencati nel mandato di perquisizione: promozione, costituzione, organizzazione, direzione o finanziamento di un’associazione finalizzata a commettere atti di violenza a fini terroristici e sovversivi, ispirandosi ai metodi delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse (con l’aggravante di aver indotto un minore a commettere un reato). Le seguenti informazioni ci sono state inviate da compagni del partito comunista italiano Carc. Constatiamo che, in ogni paese imperialista e allineato all’imperialismo, si stanno intensificando le manovre volte a mettere a tacere e criminalizzare le voci antisioniste, antifasciste e pacifiste più efficaci, man mano che la spinta verso la guerra accelera e le economie e le società vengono trasformate in un regime bellico. Il CARC è attivo nell’organizzazione dei movimenti anti-NATO e antisionisti italiani, compreso il sostegno ai lavoratori portuali italiani che si rifiutano di movimentare armi destinate a Israele o all’Ucraina. Dopo decenni di propaganda anticomunista e di riscrittura della storia (soprattutto per quanto riguarda la vittoria sovietica e comunista sul fascismo nella Seconda Guerra Mondiale), stiamo assistendo a passi che portano alla messa al bando totale delle organizzazioni comuniste in ogni Stato occidentale presumibilmente “democratico”, con l’utilizzo come arma del reato d’odio (detto anche reato di pensiero) e della legislazione “antiterrorismo”, l’epurazione degli attivisti pacifisti dalle istituzioni statali (ad esempio, il tentativo di epurare gli antisionisti attivi dal servizio sanitario britannico), la criminalizzazione dell’azione diretta e della disobbedienza civile, l’abolizione del processo con giuria, ecc. La nostra unica risposta a tutto ciò deve essere quella di impegnarci maggiormente per costruire movimenti autenticamente socialisti nei cuori dell’imperialismo e di unire saldamente questi movimenti all’asse globale della resistenza antimperialista! ***** All’alba del 21 aprile, su ordine del vice procuratore Maurizio De Marco, la polizia politica italiana ha perquisito le case di sei compagni: cinque a Napoli e uno a Firenze. Tra di loro figuravano tre membri del comitato esecutivo nazionale del partito CARC (Paolo Babini, Igor Papaleo e Marco Coppola), attivisti delle sezioni locali della Federazione Campania e un giovane simpatizzante minorenne. Il mandato di perquisizione elencava i reati contestati: promozione, costituzione, organizzazione, direzione o finanziamento di un’associazione finalizzata al compimento di atti di violenza a fini terroristici e sovversivi, rifacendosi ai metodi delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse (con l’aggravante di aver indotto un minore a commettere un reato); condanna di atti di terrorismo con espliciti riferimenti alle operazioni delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse. Al termine delle perquisizioni, secondo le frammentarie informazioni che siamo riusciti a raccogliere, alcuni compagni sono stati condotti in questura per il consueto tentativo di interrogatorio senza avvocato e le altre tipiche forme di intimidazione che la polizia politica riserva ai militanti più giovani per spaventarli. Compagni napoletani si sono radunati davanti alla questura di Via Medina, così come altri compagni a Firenze. Con questa prima dichiarazione, oltre a diffondere la notizia delle perquisizioni, denunciamo il tentativo di colpire il partito CARC con un assetto giudiziario palesemente provocatorio che unisce i vecchi strumenti dei magistrati sanguinari e anticomunisti (“terrorismo”) alle moderne perversioni repressive come i “crimini d’opinione” e la propaganda terroristica sui social media. Facciamo appello alle organizzazioni e ai partiti del movimento comunista italiano, alle organizzazioni operaie e popolari, ai movimenti e ai social network affinché prendano posizione pubblicamente contro questa sporca manovra. Con le accuse di “terrorismo” contro il partito CARC, le autorità giudiziarie stanno estendendo il loro attacco contro l’intero fronte delle masse popolari e la lotta contro il governo Meloni. Quanto più questo tentativo fallirà, tanto più si svilupperà e si rafforzerà la lotta contro il governo Meloni, il sistema italiano delle grandi coalizioni e le autorità giudiziarie.

