Ai Carc e ai suoi militanti mi lega un rapporto politico ventennale. Da inizio anni 2000 ho partecipato a iniziative, dibattiti, riunioni, sessioni di studio, con loro mi candidai poco più che ventenne nel 2006 con una lista che non aveva l’ obiettivo di “vincere” le elezioni ma di parlare alle persone.
È stata una palestra politica importante pur non essendone mai stato iscritto. Una palestra che le decine e decine di pseudopoliticanti candidati in pectore e star dei social dovrebbe fare nella vita.
Sicuramente avrete letto dell’ indagine che ha colpito alcuni militanti dei Carc, e ne parlo oggi non a caso.
Perché anche oggi come sempre nelle piazze e nelle strade di Fuorigrotta e Bagnoli erano presenti. Erano al mio fianco e al fianco di migliaia di persone che quotidianamente lottano per il diritto all’ abitare, per servizi sanitari di qualità ed accessibili a tutti, per un lavoro sicuro e dignitoso, contro lo sfruttamento dei territori e dell’ ambiente.
Io ho sempre conosciuto questi militanti. Le cui idee potevano essere condivise o meno. Non ho mai conosciuto dei terroristi.
Ma in questo paese, negli ultimi anni, se sei un militante politico o sindacale “non allineato” diventi pericoloso.
Ma soprattutto diventano pericolose le idee.
L’ assunto che non è questo il migliore dei mondi possibili e che è giusto lottare per trasformarlo si trasforma automaticamente in una accusa di associazione a delinquere piuttosto che di terrorismo.
A loro va la mia piena solidarietà umana e politica.

