Ci giunge notizia che nella giornata di martedì 21 Aprile, sono state effettuate perquisizioni e fermi, sia a Napoli che a Firenze, nei confronti di alcuni compagni appartenenti al P.Carc.
Le accuse contestate fanno riferimento ad una presunta attività di propaganda a scopi di terrorismo.
Poiché conosciamo bene compagne e compagni fiorentini avendo condiviso con loro iniziative e partecipato a manifestazioni, in primis per la Palestina, consideriamo queste accuse inverosimili e pretestuose.
Valutiamo inoltre questo episodio come l’ennesimo di una lunga serie che mostra chiaramente un meccanismo intimidatorio e unicamente finalizzato a criminalizzare e colpire il dissenso nei confronti delle politiche governative.
Da tempo ormai si assiste ad una pericolosa deriva antidemocratica che usa come strumento la decretazione d’urgenza in materia di sicurezza, siamo arrivati proprio in questi giorni al quinto provvedimento in meno di quattro anni e già questo smentisce ogni necessità dello strumento emergenziale.
La questione centrale è che invece si cerca di restringere gli spazi di libertà e democrazia garantiti dall’articolo 21 della Costituzione intervenendo per via penale o amministrativa.
Lo abbiamo visto in occasione di manifestazioni e scioperi sindacali, contro associazioni ambientaliste, ai danni di ONG che si prodigano per il soccorso in mare ai migranti, nei confronti di chi si oppone al genocidio del popolo palestinese compiuto dallo stato israeliano.
Anche pochi giorni orsono, sono state comminate stratosferiche sanzioni pecuniarie ai cittadini del Comitato di Piazza Tanucci a Firenze che hanno avuto l’unica colpa (noi diciamo invece il merito) di aver manifestato pacificamente contro la vergognosa provocazione costituita dall’apertura di una sede di un partito neofascista nel loro quartiere.
Riteniamo pertanto che sia necessario esprimere anche nell’attuale circostanza la massima solidarietà a chi è stato colpito da questi provvedimenti e ribadire ancora una volta che la difesa del dettato costituzionale democrazia è la priorità assoluta per noi e per chi si riconosce nella democrazia nata dalla Resistenza.

