RISORGIMENTO SOCIALISTA esprime la sua solidarietà al partito dei CARC. Risorgimento Socialista esprime la propria vicinanza e la piena solidarietà ai compagni del Partito dei CARC, colpiti nelle ultime ore da fermi, perquisizioni e provvedimenti che destano seria preoccupazione sul piano democratico e civile.
Le ipotesi di reato a loro contestate, richiamando l’articolo 270-bis del Codice penale relativo all’associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, ci appaiono del tutto infondate rispetto alla reale natura dell’attività politica e pubblica svolta da anni da quella organizzazione politica . La nostra esperienza di lotta politica , che in diverse occasioni ci ha visto collaborare ad iniziative comuni, pur nella differenza delle rispettive elaborazioni politiche e culturali, ha sempre confermato ai nostri occhi l’estraneità dei compagni del CARC a qualsiasi pratica violenta, o a forme di lotta sociale incompatibili con il dettato costituzionale e con i principi della partecipazione democratica. Il dissenso politico, l’organizzazione sociale, la critica radicale dell’esistente e l’iniziativa popolare non possono essere mai interpretati come una materia oggetto di indagine penale , né assimilati strumentalmente a minacce per l’ordine democratico. Risorgimento Socialista ribadisce una preoccupazione profonda per il clima repressivo e intimidatorio che si va consolidando nel nostro Paese, proprio mentre è in discussione il cosiddetto Decreto Sicurezza, che rischia di colpire lavoratori, studenti, movimenti sociali, organizzazioni politiche e ogni voce critica. Quando si tenta di restringere gli spazi di agibilità democratica, a essere messa in discussione non è soltanto la libertà di una singola forza politica, ma l’insieme dei diritti conquistati dal movimento operaio e antifascista. Per questo riteniamo necessaria una presa di coscienza ampia e immediata da parte di tutte le forze democratiche, popolari e progressiste. Serve una risposta unitaria, solidale e determinata contro ogni deriva autoritaria, contro la criminalizzazione del conflitto sociale e contro l’uso della repressione come strumento di governo.
La prossima ricorrenza del 25 Aprile, patrimonio vivo della nostra storia repubblicana, dovrà rappresentare non solo memoria della Liberazione dal fascismo, ma anche occasione di mobilitazione e riflessione collettiva sulla fase presente, sui pericoli che avanzano, sui venti di guerra che attraversano il mondo e sulla necessità di riaffermare pace, giustizia sociale, libertà democratiche e sovranità popolare.

