NO alla criminalizzazione del dissenso: solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione
L’operazione repressiva messa in atto dal Gruppo di Lavoro sul Terrorismo della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di militanti del Partito del Care e che attraversano gli spazi di GalleriArt, è un duro attacco alla libertà di lotta, di organizzazione e di espressione democratica e sociale.
La Magistratura costruisce in maniera faziosa castelli e teoremi accusati non fondati su latti specifici o su reati consumati, ma su “reati di opinione”, applicando la tesi del “reato associativo”, attraverso la riesumazione dell’articolo 270 bis del Codice Penale.
Siamo convinti che questa iniziativa della procura di Napoli vada ascritta al generale clima politico di crescente criminalizzazione delle forme di dissenso politico, sociale e sindacale che – in primis il Governo Meloni – sta determinando nei posti di lavoro, nei territori e nella società.
Una chiara tendenza segnala anche dall’approvazione degli ultimi Decrell Sicurezza, con la conseguente Dindatura autoritaria delle istituzioni e del complesso della vita sociale e política di questo paese e di questa città.
Opporsi decisamente ad operazioni repressive di questo tipo è un compito politico e pratico che assumiamo, anche nelle mobilitazioni dei prossimi giorni, per rafforzare l’indispensabile organizzazione di un’alternativa política e sociale in questo paese.

