All’alba del 21 aprile, la Digos di Napoli ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni di sei militanti e dirigenti del Partito dei CARC — cinque a Napoli, uno a Firenze — con l’ipotesi di reato di associazione con finalità di terrorismo ai sensi dell’art. 270 bis. Tra i perquisiti, tre membri della direzione nazionale del partito e un minorenne.
Non possiamo non notare che episodi come questo si inseriscono in un clima sempre più pesante per chi scende in piazza e si organizza. Un clima che conosciamo bene anche da vicino: le multe comminate a chi ha partecipato alla manifestazione di piazza Tanucci a Firenze, le sanzioni inflitte a USB per le mobilitazioni dell’autunno scorso. Strumenti diversi, penali, amministrativi, economici, che però convergono verso lo stesso obiettivo: alzare il costo della partecipazione politica, scoraggiare chi protesta, isolare chi non si rassegna.
A tutto questo si risponde continuando a organizzarsi, a manifestare, a costruire opposizione sociale.
Ci vediamo nelle piazze!

