L’inflazione è alle stelle, l’Europa chiede sempre più austerità, la recessione è alle porte ed il governo Meloni cosa fa? Aumenta la repressione, nella vana speranza di nascondere i dissenso sotto il tappeto del securitarismo!
All’alba di ieri dei compagni del partito dei Carc, da Napoli a Firenze, hanno subito una perquisizione nella loro abitazione con la ridicola accusa di associazione eversiva, il famigerato 270-bis che ai tempi dei nonni putativi dei nostri governanti servì per incarcerare Gramsci.
Ma, ovviamente, non mancano di usare anche i nuovissimi strumenti repressivi del D.L. Sicurezza 23/2026, comminando alle compagne bolognesi di Labàs multe salatissime per aver espresso il loro dissenso a Lagarde, presidente della Bce. Infatti, il D.L. Sicurezza, mutando le manifestazioni non autorizzate in reato amministrativo, permette al Prefetto l’invio di sanzioni, da €1.000 a €10.000, senza passare da alcun tribunale, rendendo, di fatto, impossibile manifestare nel mondo iper-veloce dei social e del tardo capitalismo.
Tuttavia, questi non sono che gli ultimi attacchi al dissenso di un’ondata di repressione che ha colpito le manifestanti di Piazza Tanucci, i militanti del cso Pedro, le compagne palestinesi e continuerà a montare, a soffocare ogni voce di protesta, ogni movimento popolare che si opponga al fascismo della nostra classe dirigente.
Segnaliamo, dunque, la campagna “€0 signor Prefetto” dei compagni di Labàs ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà a chi sta affrontando la repressione, dettata dalla paura matta di questo governo verso chiunque abbia il coraggio di alzare la testa.
Ci vogliono soli e muti, ci troveranno unite e insorti.
#insorgiamo

