Grazie al monitoraggio dei lavoratori del porto di Livorno, sabato 18 aprile all’alba attivisti di USB, Potere al Popolo, Gruppo Autonomo Portuali (GAP) e Scuole di Carta hanno tentato di fatto un blocco contro una nave in arrivo da Camp Darby. Il porto di Livorno, con la vicinanza della base USA, è uno snodo strategico per la movimentazione di armi e sempre più un potenziale bersaglio militare, ma la vigilanza dei lavoratori portuali ha messo in moto un importante presidio per impedire il passaggio della nave cercando di impedire l’apertura del ponte girevole. Poco dopo sono arrivati i reparti della celere a rimuovere il presidio.
L’industria bellica è diventata la principale fonte di profitto per il sistema capitalista, per questo le istituzioni usano sempre più la forza contro chi si oppone alla guerra e ai loro traffici di morte. Centinaia di aziende sono convertite alla produzione bellica sotto la minaccia dei tagli dei posti di lavoro per la crisi, per permettere alla borghesia imperialista di perpetrare così i saccheggi alle ultime risorse del pianeta. E’ un’economia di guerra che succhia risorse che dovrebbero essere destinate a scuole, sanità, trasporti, difesa del territorio dalle calamità naturali: ciò che serve veramente alle masse popolari e ai lavoratori, risorse che invece vengono dirottate per la produzione delle armi.
Il governo Meloni, suddito degli USA e della NATO, propaganda la guerra e il suo servilismo come un fatto normale, come unica alternativa per creare posti di lavoro propone di produrre materiale bellico e ha risposto con l’ennesimo decreto Sicurezza a chi, dallo scorso autunno e anche prima, ostacola le manovre del profitto e lotta contro questa spirale che ci sprofonda sempre più nella Terza guerra mondiale.
Massima solidarietà ai lavoratori del porto di Livorno e al GAP, al sindacato USB e agli attivisti che sono stati rimossi dalle forze dell’ordine, come per tutti i multati e denunciati per le occupazioni, i presidi e gli scioperi di settembre e ottobre che si contano a centinaia in Toscana e nel paese: un vasto fronte da unire contro il nemico comune!
Grazie alle mobilitazioni dell’autunno scorso, alla presa di posizione dei lavoratori portuali del CALP di Genova con la parola d’ordine “Blocchiamo tutto”, ha preso forza la parte cosciente delle masse popolari che dice NO alla guerra e al genocidio in Palestina. La classe operaia ha dimostrato anche ai ciechi che esiste e non solo è per il NO al riarmo, ma si mobilita anche per riconvertire le aziende per uso civile: come ha fatto il Collettivo di Fabbrica della ex GKN, dimostrando con il loro piano industriale che si può invertire la marcia verso la guerra imposta dal sistema capitalista. Un sommovimento che nelle prossime settimane siamo pronti a rifare per la partenza verso le coste di Gaza della nuova Flotilla: saremo il loro equipaggio di terra e se torcono loro un capello, hanno già visto cosa sono in grado di fare le masse popolari, la classe operaia e il movimento sindacale del nostro paese!
Cogliamo l’occasione per invitare tutti a partecipare al convegno che si terrà il 24 aprile a Campi Bisenzio (FI) intitolato “Fermare il riarmo – obiezione di coscienza e lotte dei lavoratori contro guerra e genocidio” e promosso dai Ferrovieri contro la guerra, Disarma, Coordinamento fiorentino contro il riarmo, BDS Firenze e Firenze per la Palestina: un’occasione per confrontarsi, coordinarsi e respingere collettivamente al mittente la repressione, per fare altri passi nell’organizzazione e nella lotta per cacciare il governo Meloni.
Commissione Lavoro Operaio e sindacale Toscana – P.CARC


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