Lo scorso 16 febbraio, nel Comune di Bagno a Ripoli, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Venturi hanno depositato una mozione contenente la proposta di “introdurre nella denominazione di ogni singola scuola […] una caratterizzazione che ne indichi l’orientamento insegnato”. La mozione prosegue indicando le descrizioni che dovrebbero essere apposte: “politicamente schierata a sinistra oppure ideologicamente comunista, favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke oppure antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica”.
A pochi giorni dalle vergognose dichiarazioni rilasciate in consiglio comunale a Calenzano della collega “sorella d’Israele” Monica Castro e a poco più di un mese dalla “sparata” dell’(ormai) ex responsabile provinciale di FdI Empoli Isacco Cantini (quello che voleva “sterminare i comunisti anche in Italia”, per intendersi), gli esponenti del partito di Giorgia Meloni non perdono occasione per confermare la loro natura di nostalgici del fascismo. Si tratta di una serie di dichiarazioni e iniziative di un livello talmente infimo che ci sarebbe da ridere, se non si trattasse del partito che attualmente è al governo del paese, se queste uscite di esponenti locali non si inserissero in quadro ben più articolato a livello nazionale.
Un quadro che vede il Governo Meloni in prima linea nel tentativo di imbavagliare docenti e studenti, come dimostrano gli ultimi provvedimenti presi dal Ministro Valditara: la circolare che impone l’obbligo del “contraddittorio” nelle assemblee studentesche, le ispezioni ordinate nelle scuole che hanno ospitato la relatrice speciale ONU Francesca Albanese, e ancora, il silenzio davanti all’iniziativa della giovanile di partito Azione Studentesca, che, anche a Prato, invitava gli studenti a “schedare” i professori di sinistra. La verità è che questi nostalgici del ventennio si accaniscono tanto sulle scuole perché queste sono diventate negli scorsi mesi, con un salto di qualità intorno al movimento del “Blocchiamo tutto”, una fucina di organizzazione e di coordinamento fra studenti e insegnanti. I protagonisti delle scuole di tutto il paese sono stati in grado di mandare un messaggio forte e chiaro: la scuola è antifascista, antisionista, antirazzista, schierata senza se e senza ma dalla parte del popolo palestinese, e questo li terrorizza.
Si rende necessario, d’altronde, fare una specifica rispetto al tipo di antifascismo che serve ed è quello sano e popolare, quello che nasce dal basso dai lavoratori della scuola e dagli studenti, è l’antifascismo militante che ha dato appuntamento per questo pomeriggio alle 14:30 a Firenze in Piazza P. Uccello per un presidio contro Casapound e il suo banchetto “remigrazione”, perché, da sempre, i fascisti si rimettono al proprio posto ricacciandoli nelle fogne. A ben poco serve l’antifascismo padronale e ipocrita del PD, che oggi si indigna e piagnucola nel tentativo di prendere al Governo il posto del polo FdI-Lega delle Larghe Intese, mentre ieri apriva le porte e sdoganava in moltissime città, fra cui Firenze, gruppi neofascisti come Casapound e Forza Nuova.
Raccogliamo l’appello lanciato da Potere al Popolo e USB a partecipare in massa alla seduta del prossimo consiglio comunale di Bagno a Ripoli prevista per martedì 24 febbraio e approfittiamo per rilanciare la querela che, come P.CARC, abbiamo depositato contro due parlamentari di FdI, Sara Kelany e Francesco Filini, che avevano richiesto misure contro il nostro partito accusandolo di propaganda sovversiva, antisemitismo e terrorismo. Vogliamo che la querela sia uno strumento nelle mani di lavoratori, studenti e disoccupati per alimentare l’organizzazione e la lotta contro questi fascisti di merda: ne abbiamo querelati due, ma vogliamo cacciarli tutti!
Serve un governo partigiano, un governo di emergenza popolare, composto da esponenti veramente progressisti e antifascisti, decisi e in grado di applicare la Costituzione del 1948 sulla quale gli ex missini che ci governano sputano ogni giorno.
Federazione Toscana del Partito dei CARC

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