Nella serata di ieri (6 ottobre) al Palazzo dei Congressi di Firenze si è tenuto un incontro organizzato da La Nazione con i tre candidati alle prossime elezioni regionali toscane, a cui abbiamo partecipato. Un vero e proprio teatrino, in cui le domande fatte ai candidati ruotavano su argomenti importanti come la Sanità, la sicurezza e la viabilità, problematiche urgenti per le masse popolari su cui la Regione Toscana a traino Partito Democratico e il governo nazionale a traino Fratelli d’Italia hanno già dimostrato ampiamente di non volerle risolvere e anzi, di esserne i principali artefici. Problematiche che rappresentano una vera e propria guerra interna alle masse popolari, fatta di morti sul lavoro come al deposito ENI di Calenzano e al cantiere Esselunga, di carovita alle stelle e lavoro povero e di disastri ambientali continui. Un teatrino fatto di promesse che mai manterranno! La cosa ancor più sgradevole, se ancora la puzza di marcio non si sentisse abbastanza, è che non è stata posta nemmeno una domanda sui temi che hanno animato le piazze del 3 e del 4 ottobre con scioperi e manifestazioni di portata storica, come la terza guerra mondiale promossa dai gruppi imperialisti USA/NATO, UE e sionisti in cui siamo immersi e l’idomita resistenza del popolo palestinese che resiste al genocidio. Niente, questi temi sono stati accuratamente evitati. Nemmeno una parola nè sul genocidio in Palestina nè sul comando Multinational Division South della NATO installato a luglio di quest’anno nel quartiere di Rovezzano a Firenze, che ricordiamo essere stato istallato senza un cenno di opposizione da parte di Regione Toscana e Comune di Firenze, che di fatto sostengono nell’operazione il governo Meloni: un esempio plastico di quelle che chiamiamo le larghe intese.
E’ evidente che i partiti che le compongono, dal PD a Fratelli d’Italia, di questi argomenti non vogliono parlare alle masse popolari: ne temono la giusta rabbia. E’ per questo che ieri sera, assieme ai comitati “Firenze per la Palestina” e “Comitato No Comando NATO né a Firenze né altrove” abbiamo fatto un volantinaggio davanti al Palazzo dei Congressi e siamo entrati per sottoporre delle domande in merito ai candidati. Abbiamo giocato d’attacco spingendo gli organizzatori a sottoporre le nostre domande, ma Agnese Pini (direttrice del quotidiano) e Erika Pontini (capocronista del quotidiano) ci hanno detto che non c’era spazio per la voce dei comitati nonostante sostenessero che il giornalismo “per fortuna” è ancora spazio di democrazia. Ricordiamo che La Nazione vende paginate del suo quotidiano Marco Carrai, console di Israele e sionista dichiarato che da tempo usa questo quotidiano per intossicare con notizie false le menti e i cuori dei lettori. Noi al rifiuto del La Nazione non ci siamo stati e abbiamo contestato gli interventi dei candidati delle Larghe Intese per chiedere delle risposte, altrettanto hanno fatto gli altri comitati!
Il teatrino di questi politicanti in giacca e cravatta che in campagna elettorale riempiono i giornali e i telegiornali di promesse e gareggiano a chi la spara più grossa, deve finire! I partiti delle Larghe Intese devono essere cacciati dalla direzione delle nostre città, della Toscana e del paese e le mobilitazioni dei lavoratori delle ultime settimane dimostrano che siamo su questa strada, che un’alternativa politica sta nascendo dalle strade, nelle piazze, nelle fabbriche in lotta per il Lavoro utile e dignitoso e nelle scuole di tante città italiane. Il passo che dobbiamo compiere è non fermarci e dare uno sbocco politico comune a questo grande sommovimento, non dando tregua alla evidente debolezza e paura della classe dominante. Dobbiamo sedimentare organizzazione per diventare sempre più classe dirigente seguendo l’esempio del CdF GKN, del GAP di Livorno e del CALP di Genova, dei collettivi di studenti; dobbiamo darci i mezzi e l’organizzazione per imporre un amministrazione regionale d’emergenza con alla testa proprio le organizzazioni operaie e popolari che animano e dirigono ormai quotidianamente le mobilitazioni di piazza. Questo è anche il miglior contributo che possiamo dare alla causa palestinese e alla lotta contro i guerrafondai, servono amministrazioni di questo genere che interrompono subito ogni relazione con l’entità sionista e promuovono la cacciata di basi e caserme dai nostri territori. Ne approfittiamo per invitare tutti al corteo di sabato 11 ottobre contro il comando NATO di Firenze, con concentramento alle 14,30 in largo De Gasperi davanti alla sede RAI: un degno modo per arrivare alle elezioni!
Eugenio Giani e Alessandro Tomasi sono dei guerrafondai, organizziamoci per prenderne il posto!
Costruire l’alternativa politica, imporre un’amministrazione regionale d’emergenza!
Sezione di Firenze Rifredi del P.CARC


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