“C’è chi può e chi non può, io può”
Ecco cosa viene da pensare guardando “lo scatolone nero” che svetta sui tetti di Firenze da poco inaugurato. Questa del’ Ex teatro Comunale è un ulteriore conferma che i partiti delle Larghe Intese (a Firenze il Partito Democratico in testa), tanto a livello nazionale quanto a livello regionale e locale, non hanno nessun interesse a risolvere i problemi che attanagliano i lavoratori e le masse popolari della città, ma quanto invece sono propensi a fare interessi di quella cricca di palazzinari e padroni che speculano a Firenze. Adesso è iniziato il carosello dello scaricabarile delle responsabilità dentro la maggioranza, mentre da parte sua l’opposizione alza la voce con fantomatiche richieste ed accuse, come se dell’ennesima speculazione edilizia nel cuore della città fossero venuti a saperlo solo adesso.
La “riqualificazione” iniziò nel 2013, quando la giunta Renzi decise di convertire l’Ex teatro Comunale in struttura residenziale-ricettiva e poi, dopo due aste andate a vuoto, venderlo a Cassa Depositi e Prestiti per 23 milioni di euro, la metà del valore stimato. Nel 2018 venne presentato il progetto di massima e l’allora assessore all’urbanistica Bettarini lo definì “uno straordinario intervento di riqualificazione urbana”. Nel 2018, Cassa Depositi e Prestiti vendette l’immobile alle “Blue Noble” e “Hines”, due società leader nel settore immobiliare e chiaramente nelle residenze di lusso (student hotel), presentando un progetto per la realizzazione di 153 appartamenti di lusso. Suona strano, molto strano, che Comune a Soprintendenza abbiano dato parere positivo in tutte e tre le occasioni in cui il progetto è stato sottoposto ad esame: per il progetto del 2018, per il progetto privato e per la variante. Come ciliegina sulla torta del mostro di Corso Italia, nel marzo scorso Palazzo Vecchio concesse alla società il permesso di utilizzarlo per affitti brevi sulla base dei vecchi accordi, malgrado nel frattempo nel centro storico fosse scattato il blocco ai nuovi Airbnb. E’ evidente che leggi, vincoli, permessi, etc. non valgono per la classe dirigente, per i borghesi della nostra città, ma solo come scusanze e paraventi per non fare gli interventi necessari alle masse popolari di Firenze che in diverse occasioni hanno trovato un muro proprio da questi organi.
Infatti, tutto il malaffare delle giunte che si susseguono a Firenze, si ripercuote sulla vita quotidiana delle masse popolari, perché se i nostri amministratori sono intenti a far ingrassare la propria pancia e quella dei loro amici, è evidente che non hanno nessun interesse a gestire e risolvere i reali problemi che attanagliano i nostri quartieri, che non sono dicerto strutture ricettive per turisti dal grasso portafoglio. Sono anni che il degrado avanza in ogni quartiere di Firenze, Case del Popolo fatte chiudere come al Romito, case popolari abbandonate (quasi sempre per piccoli lavori da fare, usati come scusa) e altre centinaia di immobili sfitti, fabbriche in disuso e in stato di pericolo (basti pensare all’Ex Meccanotessile o alla ex GKN, che solo grazie al controllo del “Collettivo di Fabbrica ex GKN” è pronta a ripartire), ma gli esempi potrebbero continuare e spaziare sulle scuole in cui cascano i controsoffiti, la sanità e le sue infinite liste d’attesa o la sicurezza nei luoghi di lavoro (5 morti al giorno!).
Tanti lavoratori nel vedere questo scempio stanno chiedendo l’abbattimento dello scatolone nero e la costruzione di ben altra struttura. Quale struttura? Quali servizi e attività deve esercitare? Di questo le masse popolari stanno già discutendo in maniera frastagliata nella città. Queste idee devono diventare il fondamento dei progetti della città e per questo promuoviamo la costruzione di “Comitati di quartiere” che devono fiorire come le viole a primavera! Comitati formati da quelle persone che vivono il quartiere, con i commercianti che ci lavorano, con i docenti e gli alunni delle scuole e tutte le realtà che hanno a cuore la propria città.
Non possiamo più aspettare!
Organizzarsi in ogni quartiere in comitati popolari!


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