Ha fatto scalpore il gesto, di qualche giorno fa, di una dottoressa ed un’infermiera che hanno buttato nel cestino alcuni farmaci (salviettine ed integratori) della Teva, produttrice di medicinali, come atto di protesta. Come si legge nell’Avviso ai Naviganti 145 del (n)PCI, dove sono elencati i principali Agenti Sionisti nel nostro paese, l’azienda Teva è “specializzata nella produzione e distribuzione di gran parte dei medicinali cosiddetti generici in Italia e nel mondo”. Teva è la più grande azienda commerciale e industriale del mercato israeliano per patrimonio netto, utile netto, reddito operativo e valore di mercato e da tempo è al centro di una campagna di boicottaggio promossa da BDS Italia proprio per tale complicità. A seguito della pubblicazione del video sui social, la ASL Toscana Sud Est, in una nota, ha annunciato “di essersi già attivata per ricostruire l’accaduto e si riserva di intraprendere ogni azione utile a tutela della propria immagine e del personale che, ogni giorno, opera con impegno, dedizione e correttezza. La Asl Tse sottolinea inoltre che le riprese effettuate all’interno di un ambiente aziendale non sono state in alcun modo autorizzate né condivise. Le persone riprese nel video sono un medico di medicina generale e un’infermiera dipendente di una cooperativa”. In realtà, questi accertamenti sono solo repressione di un gesto legittimo e giusto!
Come mai l’ASL Toscana Sud Est è stata così celere nel mettere a tacere il gesto di solidarietà di un medico di base e di un’infermiera contro un genocidio che ha fatto (e continua a fare) decine di migliaia di vittime fra cui anche medici, dottori ed infermieri, mentre tarda nella messa in sicurezza degli Ospedali? È sotto gli occhi di tutti il fatto che all’ospedale San Donato di Arezzo, è bastato un acquazzone più forte del normale per allagare un reparto. Proprio in questi giorni è stato reso noto che le nuove sale operatorie, inaugurate il 26 maggio, ad oggi non solo non sono ancora in funzione, ma la sala frigoriferi di nuovissima costruzione si è guastata a causa del nubifragio, provocando lo slittamento dell’apertura delle sale. E queste sono solo alcune delle tante altre criticità. Non sono questi i veri problemi di cui dovrebbe accertarsi ľASL Toscana Sud Est? Il gesto delle due operatrici è un’opposizione chiara sia al genocidio in corso, sia agli interessi di una azienda complice dello sterminio continuo di palestinesi. A Gaza lo Stato illegittimo d’Israele ha bombardato ogni ospedale ed continuamente sono uccisi operatori sanitari. Teva è sostenitrice e complice di tutto ciò!
Le parole davanti a ciò che sta succedendo in Palestina, con la complicità del Governo Meloni e di agenti sionisti come Marco Carrai, sono inutili: serve passare ai fatti. Lottare contro il genocidio vuol dire anche boicottare TEVA. Proprio in Toscana esistono esempi virtuosi di boicottaggio. Nel comune di Sesto Fiorentino, ad esempio, il sindaco Lorenzo Falchi ha vietato la vendita di prodotti Teva. In piccolo è possibile boicottare: 1. chiedendo ai farmacisti di non vendere prodotti dell’azienda 2. Non vendendo farmaci della Teva 3. Non prescrivendo quei farmaci 4. diffondendo la compagna di BDS Italia“Teva? No grazie!”. Il Partito dei CARC invita a farlo.
Solidarietà alle operatrici della Casa della Salute di Pratovecchio-Stia: la loro azione è giusta e va ripetuta!
Boicottare In ogni modo e con ogni mezzo i sostenitori del genocidio!
Partito dei CARC – Arezzo



