lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Cessate il fuoco a Gaza. Una vittoria della Resistenza e un messaggio di riscossa per le masse popolari di tutto il mondo

Teresa Noce by Teresa Noce
Febbraio 1, 2025
in Resistenza n. 2/2025
A A
0
0
SHARES
13
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Il 17 gennaio, dopo giorni di annunci e smentite, è stato firmato l’accordo per un cessate il fuoco di sessanta giorni nella Striscia di Gaza.
L’accordo era sul piatto dal maggio scorso, ma i sionisti d’Israele si erano sempre rifiutati di accettare le condizioni della tregua, definendole “irricevibili”.
In effetti, la tregua è stata firmata senza che i sionisti abbiano raggiunto alcun obiettivo di quelli che avevano dichiarato: non sono riusciti a liberare “gli ostaggi” (anzi diversi sono morti sotto le loro bombe), non sono riusciti a occupare stabilmente e a controllare la Striscia (le azioni della Resistenza non si sono mai interrotte), non sono riusciti a “debellare Hamas” e le altre organizzazioni del fronte della Resistenza, non sono riusciti a piegare il popolo palestinese e non sono riusciti a “cambiare il volto del Medio Oriente” – come dichiarava il boia Netanyahu – neppure con le manovre che hanno esteso la guerra al Libano, alla Siria e all’Iran.

La Resistenza palestinese consegue invece obiettivi importanti. Oltre alla tregua dal massacro perpetrato dai sionisti, ottiene la liberazione di quasi 1.900 palestinesi prigionieri nelle carceri israeliane (fra cui anche bambini sottoposti ad arresto “amministrativo”), obiettivo dichiarato fin dall’inizio, fin dal contrattacco del 7 ottobre 2023. Non solo.
Le celebrazioni che si svolgono nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania per l’accoglienza dei prigionieri palestinesi liberati mostrano la determinazione e la vitalità di un popolo che non è stato domato, tanto che l’esercito sionista di occupazione ha lanciato sulla Striscia di Gaza volantini che intimano alla popolazione, rientrata nel corso dei giorni in un territorio devastato, di evitare scene di giubilo che non sarebbero più tollerate e causerebbero la reazione dell’esercito di occupazione.
Anche il rilascio dei prigionieri israeliani è diventato per la Resistenza palestinese occasione per mostrare alle masse popolari e ai popoli del mondo (non solo agli occupanti) sia la forza e le capacità logistiche, sia la profonda differenza che la distingue dal nemico. Al netto di quelli ammazzati sotto i bombardamenti sionisti, i prigionieri israeliani si mostrano in salute e, molti di loro, sorridenti. I prigionieri palestinesi sono invece visibilmente segnati dalla fame e dalle torture fisiche e psicologiche.
È anche di fronte alla “prova del nove” dello scambio di prigionieri che divampa la crisi politica in Israele.

In polemica con la decisione di firmare l’accordo di cessate il fuoco si è dimesso il ministro per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir – fautore della guerra a oltranza – e il suo partito, Potere Ebraico, è uscito dal governo. Il ministro delle finanze Bezalel Smotrich, capo del partito Sionismo Religioso, ha promesso di dimettersi e uscire dalla maggioranza se la guerra non riprenderà, dopo la prima fase della tregua, con la completa occupazione di Gaza e l’imposizione di un protettorato militare sionista. Questa defezione, sommata a quella di Potere Ebraico, farebbe cadere il governo.
La firma dell’accordo per il cessate il fuoco è quindi una grande vittoria della Resistenza e del popolo palestinese e una grave sconfitta per i sionisti e gli imperialisti Usa ed europei.
Attenzione però: la tregua non è la pace, è una vittoria tattica. Finché esisterà lo Stato illegittimo d’Israele non è possibile nessuna pace: né in Palestina né in Medio Oriente né nel resto del mondo.
Anzi, pur di limitare gli effetti della crisi politica che li attanaglia, i sionisti d’Israele si metteranno alla testa di manovre, complotti e operazioni per far saltare l’accordo o violarlo deliberatamente.
Va in questo senso l’operazione “Muro di ferro”, lanciata in Cisgiordania solo tre giorni dopo l’inizio della tregua a Gaza. Nel momento in cui scriviamo ha già fatto decine di morti, in particolare con un attacco molto duro su Jenin.
In risposta, Hamas ha lanciato un appello alla mobilitazione generale in Cisgiordania, con un comunicato in cui accusa anche l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) di aperto collaborazionismo con i sionisti.

Nell’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, la maggioranza dei prigionieri palestinesi di cui la Resistenza ha richiesto il rilascio sono appartenenti a Fatah, partito che guida l’Anp. È una dimostrazione che la lotta contro la complicità dei vertici dell’Anp con i sionisti non scoraggia il fronte della Resistenza a perseguire la lotta per l’unità nazionale palestinese.

Con il cessate il fuoco non termina dunque la guerra, ma si apre una nuova fase in cui la mobilitazione delle masse popolari nei paesi imperialisti in solidarietà alla Resistenza e al popolo palestinese, contro l’entità sionista e contro la Terza guerra mondiale assumerà un ruolo ancora maggiore di quello che ha avuto in questi quindici mesi.
L’aspetto decisivo di questa fase si riassume nel fatto che le masse popolari dei paesi imperialisti raccolgano il testimone che il popolo palestinese e i popoli del Medio Oriente – dal Libano allo Yemen all’Iraq – hanno gloriosamente portato fin qui e che ci consegnano.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Internazionale
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Tragedia e farsa. L’insediamento di Trump

Next Post

Sul rinnovo dei contratti nazionali

Related Posts

Non sono razzista, ma…
Editoriali

Non sono razzista, ma…

by Teresa Noce
Marzo 6, 2025
1

...

Lotta di classe!
In evidenza

Lotta di classe!

by Teresa Noce
Febbraio 1, 2025
0

...

Conoscere la crisi per costruire l’alternativa

Sovranità e autodeterminazione

Febbraio 1, 2025
Verità e giustizia per Ramy

Dopo l’omicidio di Ramy. Insabbiamenti e rivolte

Febbraio 1, 2025
La Questura di Brescia, fiore all’occhiello del governo Meloni

Fascisti, polizia e mobilitazione popolare. Cosa succede a Brescia?

Febbraio 1, 2025
Coordinamento nazionale No Nato. Si apre una fase nuova

Opporsi al culto della guerra

Febbraio 1, 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d