- Sintesi e adattamento della relazione di Manuela Maj, Responsabile Nazionale del Lavoro operaio e sindacale

La nostra guerra e l’esercito delle organizzazioni operaie e popolari

Abbiamo tenuto il V Congresso a gennaio 2019, da allora a oggi sembra passata una vita. Lenin parlava di mesi che “dal punto di vista dell’apprendimento degli elementi fondamentali della scienza politica (da parte delle masse e dei capi, delle classi e dei partiti) valgono anni di sviluppo ‘pacifico’” (L’estremismo, malattia infantile del comunismo, 1920). Ecco quelli che abbiamo alle spalle sono stati quattro anni che valgono decenni, quattro anni in cui sono “accaduti decenni”. La pandemia da Covid-19 nel 2020-2021, la guerra Usa-Nato per interposta persona in Ucraina dal 2022, l’inflazione dei prezzi dei beni di consumo, dei carburanti e delle tariffe di luce e gas, gli effetti sempre più devastanti dello sconvolgimento climatico, il fallimento dei governi M5S e l’installazione di un governo come quello Meloni. È un bollettino di guerra. È un bollettino della guerra militare che gli imperialisti Usa stanno dispiegando in tutto il mondo per contrastare il declino del loro predominio commerciale, monetario e finanziario. È un bollettino della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista conduce contro le masse popolari, della guerra cioè che, anche nei paesi più ricchi e sviluppati, uccide milioni di persone non sotto i colpi di armi da fuoco, ma sotto i colpi di miseria, sfruttamento, impossibilità di curarsi e malasanità, malattie professionali e incidenti sul lavoro, inquinamento ambientale ed eventi naturali catastrofici prevedibili e contenibili, immigrazione, incidenti stradali, emarginazione, depressione, alcool e droga. Le vittime di questa seconda guerra sono anche più numerose di quelle delle guerre militari: sembrano tanti casi, tanti episodi scollegati uno dall’altro ma, grattando sotto la superficie di quelli che al massimo diventano casi di cronaca sui media di regime, emerge la causa comune. Negli ultimi quattro anni si è estesa però anche un terzo tipo di guerra, quella con cui le masse popolari con alla testa i comunisti la faranno finita sia con le guerre militari degli imperialisti Usa-Nato sia con la guerra di sterminio, perché metteranno fine al capitalismo, instaurando il socialismo. L’aspetto più visibile di quest’ultima guerra è l’ondata di mobilitazioni e proteste dalla Francia alla Germania, Grecia, Israele, Usa, Gran Bretagna, Tunisia (che, insieme all’astensione, salita nelle ultime elezioni oltre il 50%, indica il distacco crescente delle masse popolari dalle autorità, dai partiti e dagli esponenti delle classi dominanti). Ma l’aspetto di prospettiva, anche se meno visibile, è che l’esercito di questa guerra si è rafforzato: si sono formati organismi operai e popolari che operano da nuove autorità pubbliche, cioè da centri di organizzazione, di mobilitazione, di coordinamento e orientamento delle masse popolari, organismi nuovi o già esistenti. Faccio solo alcuni esempi: – la formazione e l’azione delle Brigate di solidarietà durante la pandemia, – l’azione del Collettivo di Fabbrica della Gkn contro le multinazionali “mordi e fuggi” e lo smantellamento dell’apparato produttivo del paese, – l’iniziativa del Calp di Genova contro l’invio di armi e la partecipazione del nostro paese alle guerre Usa-Nato, – i Comitati contro il rigassificatore a Piombino, non per spostarlo da qualche altra parte ma per sviluppare le energie rinnovabili dappertutto, – Ultima Generazione ed Extinction Rebellion che si sono aggiunti a Friday for future e hanno alzato il livello dei metodi di lotta, – il Forum dei Movimenti per l’Acqua che, a fronte della nuova e disastrosa siccità che è dietro l’angolo, ha messo a punto un Piano nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche. È quello che in una tappa dell’Insorgiamo Tour del 2022 (il 19 febbraio a Cosenza), un esponente del CdF Gkn ha sintetizzato dicendo che “abbiamo trovato non dei movimenti di opposizione nel senso classico, ma delle persone che hanno dovuto e sanno spiegarci come riorganizzerebbero delle città (ad esempio nell’assemblea su Bologna), come riorganizzerebbero l’intera rete digitale e la digitalizzazione (ad esempio nel rapporto con i lavoratori Telecom e Tim), come riorganizzerebbero la compagnia di bandiera (nel rapporto con i lavoratori Alitalia e Air Italy), abbiamo trovato quella che abbiamo chiamato classe dirigente”. Questa è la prima fila che ha rafforzato l’esercito della nostra guerra. Dietro di questa c’è una seconda fila composta da migliaia di organismi locali, in molti casi collegati ad associazioni nazionali come Medicina Democratica, Anpi, Codacons, Legambiente e altre, a organizzazioni sindacali, ecc. Sono organismi che non agiscono ancora come nuove autorità pubbliche, ma organizzano e mobilitano per far fronte ai problemi più svariati “Insorgere (organizzarsi e ribellarsi), convergere (coordinarsi), diventare nuova classe dirigente” hanno detto il CdF e gli operai della Gkn quando il 9 luglio 2021 hanno ricevuto la lettera di licenziamento dal fondo speculativo Melrose. Non sono solo parole d’ordine: è una linea d’azione che il CdF della Gkn ha indicato. È una linea d’azione che i comunisti e tutti i progressisti hanno il compito di propagandare da un capo all’altro del paese, è una linea a cui i comunisti e tutti i progressisti hanno il compito di dare gambe per marciare, perché da sé, spontaneamente, non arriva oltre un certo livello e perché è attuandola che arriveremo a vincere la nostra guerra. Dare gambe per marciare a questa linea d’azione vuol dire alcune cose precise: 1. moltiplicare e rafforzare gli organismi operai e popolari, i nuovi soviet: siamo la maggioranza, ma “i numeri pesano sulla bilancia solo quando sono uniti dall’organizzazione e guidati dalla conoscenza” (Karl Marx, Indirizzo inaugurale dell’Associazione internazionale degli operai, 1864); 2. favorirne in ogni modo il coordinamento: il coordinamento permette a ogni organismo di imparare e insegnare agli altri, di sostenersi a vicenda, di mettere in comune conoscenze, esperienze e strumenti di lotta, di rafforzare in ognuno la coscienza della propria importanza, delle proprie possibilità e della propria forza, degli effetti della sua opera per il futuro delle masse popolari, di spuntare le armi della “guerra tra poveri” e del “divide et impera”: pensate, ad esempio, al ruolo che ha avuto, a fronte della diffusa contrapposizione tra “lavoro e ambiente”, il legame instaurato dal CdF Gkn con Friday for future nell’unire la lotta per il lavoro e la lotta per l’ambiente contro il nemico comune, contro i responsabili sia della chiusura di aziende sia del loro uso dannoso per l’ambiente; 3. promuovere l’adozione di metodi di lotta all’altezza della situazione, come stanno facendo i lavoratori e gli studenti in Francia: è legittimo tutto quello che serve alle masse popolari, anche se è illegale, cioè è vietato delle leggi e dalle regole dei criminali che stanno portando il nostro paese allo sfascio; non possiamo combattere solo con gli strumenti che ci consente di usare il nostro nemico, che ci consente di usare gente che o fa leggi e regole a proprio uso e consumo o viola apertamente quanto resta delle leggi a favore dei lavoratori; 4. portare altri organismi operai e popolari ad agire da nuove autorità pubbliche, come il CdF della Gkn, il Calp di Genova, i Comitati di Piombino, ecc. fino a rendere ingestibile il paese alle autorità dei criminali responsabili del disastro in cui siamo. Ma la questione centrale oggi per dare gambe a questa linea d’azione è 5. coalizzare gli organismi operai e popolari intorno all’obiettivo di costituire un loro governo di emergenza. Questa è la questione determinante ai fini della nostra guerra, della guerra per farla finita con le guerre che le classi dominanti conducono contro il popolo del nostro e degli altri paesi del mondo. (…) Compagni, da quando ha ripreso in mano il dominio del mondo, la borghesia imperialista ha fatto del mondo una roba da matti. Pandemia, guerra, cambiamento climatico; ci sono soldi per mandare armi in Ucraina, per il Ponte sullo Stretto, per i servizi al Vaticano, ma non per sistemare gli acquedotti che perdono acqua o far funzionare degnamente gli ospedali pubblici; il governo abolisce il Reddito di Cittadinanza mentre i capitalisti e i fondi speculativi chiudono o delocalizzano le aziende una dopo l’altra; fondi finanziari, banche e singoli speculatori hanno mano di libera di scommettere sulle variazioni dei prezzi delle materie prime e delle derrate alimentari, sulle monete, sui titoli di Stato, sulle azioni (persino sulle future miniere di platino su Giove!), le loro scommesse hanno fatto salire i prezzi e scoppiare l’inflazione, per contenere l’inflazione le banche centrali hanno aumentato i tassi di interesse, l’aumento dei tassi di interessi sta mandando in tilt un certo numero di banche (da Silicon Valley Bank a Credit Suisse) e le autorità centrali le salvano inondandole di nuovi soldi (pubblici, presi dalle tasche dei lavoratori e dei pensionati) con cui banche, fondi di investimento e singoli speculatori possono continuare con le loro scommesse… Se non è roba da matti questa! Il guaio è che i padroni e i loro governi non sono in manicomio: comandano. Finché restiamo nelle loro mani subiamo le conseguenze delle loro azioni. Possiamo indurli a moderarsi in questo o in quello, costringerli a fare ora una cosa ora l’altra. È quello che facciamo con le lotte rivendicative. Possiamo farlo con più forza. Ma in definitiva siamo nelle loro mani. E se noi ci fermiamo lì, loro faranno di peggio. (…) Compagni, viviamo in un periodo in cui si fa la storia. Che ognuno ne sia consapevole e agisca di conseguenza. Non accontentiamoci di moltiplicare e rafforzare mobilitazioni e proteste. Siamo in grado di creare le condizioni perché gli organismi operai e popolari costituiscano un proprio governo d’emergenza, lo impongano alla borghesia e al clero e, a fronte della reazione di borghesia e clero alle misure che con esso gli organismi operai e popolari prenderanno, lo difendano fino a instaurare il socialismo. La nostra opera è difficile, perché la corrente contraria è forte, i nostri limiti sono ancora grandi e facciamo errori. Ma l’importante è imparare e avanzare, imparare a fare facendo, imparare a combattere combattendo, passo dopo passo, fino a vincere.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi

Iscriviti alla newsletter

I più letti

Articoli simili
Correlati

[Pomigliano] La repressione non ferma la solidarietà con gli operai Stellantis!

Mercoledì 19 giugno una delegazione di una decina di...

[Bologna] Lettera ai compagni dello stabilimento IIA di Bologna

Il 3 giugno si è tenuta nel piazzale della...

Lotta contro la povertà assoluta nella Repubblica Popolare Cinese

Pubblichiamo a seguire uno scritto elaborato da una compagna,...