Congresso CGIL: che i lavoratori prendano parola!

A ottobre cominciano le assemblee di base per il Congresso della CGIL. Il Direttivo Nazionale ne aveva decretato la sospensione in seguito alle dimissioni del governo Draghi a cui i vertici CGIL avevano fatto appello affinché rimanesse in sella per “senso di responsabilità” e per “portare a termine le riforme”.

Le assemblee di base preparatorie del Congresso sono un’ottima occasione per discutere, oltre che dei due documenti congressuali, delle iniziative da adottare SUBITO per alimentare la lotta di classe: per sostenere gli operai Wärtsilä e GKN in lotta contro la chiusura delle aziende, i lavoratori della Sanità in perenne sottorganico e tutti quelli che il “governo dei migliori” ha colpito con sanzioni disciplinari e sospensioni per essersi rifiutati di sottostare alle regole imposte col pretesto del Covid; per rinnovare i CCNL scaduti da anni come quello del settore Vigilanza Privata e quindi difendere i salari dal carovita esploso con la speculazione finanziaria.

Questi sono i temi che i lavoratori iscritti e non (tutti possono partecipare alle assemblee!), i delegati e i funzionari devono trattare per definire la linea sindacale, in un congresso la cui “democraticità” verrà minata dalla recente modifica dello Statuto CGIL. Infatti, la maggioranza, diretta da Maurizio Landini, ha stabilito che possono presentare i documenti congressuali in assemblea solo i delegati e i lavoratori che fanno parte dei vari direttivi, ma questo inevitabilmente taglia fuori decine di migliaia di “semplici” iscritti che, invece, fino a ieri potevano farlo.

A ben poco sono valsi i ricorsi delle opposizioni interne – il reale bersaglio di questa manovra – alla Commissione Nazionale di Garanzia: i lavoratori devono discutere anche di questo nelle assemblee, fuori dai cancelli, in mensa, nelle riunioni territoriali. I tesserati devono rompere con le liturgie congressuali e denunciare questo abuso che fa carta straccia dello spirito e della storia centenaria della CGIL e pretenderne la cancellazione! È doveroso farlo non solo per gli iscritti che si rifanno al documento delle opposizioni Le radici del sindacato, ma anche per tutti i lavoratori che sostengono il documento di maggioranza, ma non accettano una simile porcheria.

Chiamiamo quindi i lavoratori e le lavoratrici iscritti alla CGIL a usare ogni occasione, a cominciare dalle assemblee di base, territoriali e di categoria fino alle manifestazioni di piazza che attraverseranno il paese nei prossimi mesi, per incalzare i propri dirigenti affinché restituiscano libertà di espressione interna a tutti; affinché si dedichino a fomentare l’organizzazione, la mobilitazione e la lotta invece che dedicarsi a regolamenti di conti fra fazioni.

Se la CGIL vuole essere un sindacato che fa davvero gli interessi dei lavoratori deve rompere con la linea di condotta tenuta negli ultimi anni dai suoi vertici: una linea che ha provocato l’emorragia di migliaia di iscritti e ha solo favorito i padroni e gli altri nemici della classe operaia!

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