Cacciare Draghi e la cricca che lo sostiene è il primo passo per la ripresa!

Il parlamento si inchina al ricatto della UE e ratifica senza discussioni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del commissario Draghi già prima “concordato” con la Merkel e la Commissione UE. Questo è il primo segnale della supposta che la finanza internazionale sta confezionandoci col governo delle Larghe Intese di Draghi!

I fondi arriveranno solo a certe condizioni e centellinati. Lo Stato italiano deve rispettare alla lettera i diktat UE, altrimenti non becca un quattrino;

I governi (attuale e futuri) sono vincolati al rispetto del Piano. Vuol dire che l’indirizzo contenuto nel documento non può essere cambiato da alcun governo italiano senza il consenso o la precisa indicazione della UE: è un’ulteriore perdita di sovranità nazionale;

Avanzano privatizzazioni, liberalizzazioni e maggiore apertura all’ingresso di agenzie straniere. “Al fine di favorire la rimozione di molte barriere all’entrata dei mercati bisognerà superare alcuni ostacoli regolatori al libero svolgimento di attività economiche. In particolare in materia di servizi idroelettrici, di distribuzione del gas e vendita di energia elettrica o di concessioni autostradali. In materia di servizi pubblici locali, ancora, occorre imporre all’amministrazione una motivazione anticipata e rafforzata che dia conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato” – da Il Fatto Quotidiano, 27 aprile 2021.

Così Draghi e le Larghe Intese mettono ancora di più l’Italia al guinzaglio della UE. Ciò che hanno fatto ai greci nel 2009, oggi lo fanno a noi

Quei fondi sono la carota che sta davanti al ciuccio per farlo marciare verso “le riforme” che interessano agli speculatori e ai banchieri. La promessa dei soldi è propaganda di regime!

Ma la realizzazione di questo piano è comunque un azzardo: i piani della borghesia valgono solo per lei perché senza il consenso – o la rassegnazione delle ampie masse – i loro piani sono carta straccia.

Con il Piano i capitalisti, gli speculatori vorrebbe mettere una pietra tombale sulle pensioni, con l’abrogazione di Quota 100, sull’ex-ILVA, su Alitalia, far partire decine di Grandi Opere speculative, per fare alcuni esempi. Bisogna fare di ognuno di questi terreni ambiti di lotta, rivoli della mobilitazione che ci condurrà verso una Nuova Liberazione nazionale dagli speculatori e dai saccheggiatori che ammorbano il paese.

Per un anno, attraverso la propaganda di regime, hanno cercato di convincerci che i soldi del Recovery Plan sono “necessari per rafforzare la Sanità” e ora scopriamo che i fondi stanziati per Sanità, Ricerca scientifica e medica bastano giusto … per comprare le aspirine per il raffreddore fino al 2025 favorendo invece le cricche della Sanità privata e grandi opere inutili, dannose e speculative. Questo è il significato del tornare a prima della pandemia di cui ciancia la classe dominante: non ha alcuna intenzione di rafforzare la Sanità pubblica, ma guarda solo alle speculazioni e al malaffare, che già prosperano allegramente. Abbiamo visto che le emergenze di ogni tipo sono galline dalle uova d’oro per la banda di sciacalli che governa il paese.

La classe al potere getta il paese nella miseria, nel caos e ci sta ammazzando con il taglio dei servizi pubblici per garantire profitti ai capitalisti

Serve un governo delle masse popolari e dei lavoratori organizzati

Coordiniamo le migliaia di organizzazioni operaie e popolari esistenti che ogni giorno fanno fronte all’incuria, all’incapacità e alla corruzione della classe dominante nel far fronte ai bisogni della popolazione sulla base delle conoscenze e delle capacità raggiunte dal progresso sociale e tecnologico odierno, per prendere in mano il governo del paese!

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