Il 25 Aprile abbiamo celebrato il 76° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo partecipando a due presidi dove erano presenti anche altre forze politiche e organizzazioni del territorio: uno in Piazza Arnolfo a Colle Val d’Elsa e l’altro alle Logge del Papa a Siena. Di seguito il link al video dei nostri interventi.

Le zone di Siena e della Val d’Elsa sono state in prima fila durante la Resistenza e sappiamo bene che i martiri di Montemaggio, Velio Menchini e tanti altri giovani non hanno combattuto con abnegazione “solo” per liberarci dal nemico nazifascista, ma anche per costruire una società diversa, libera dall’oppressione e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Siamo oggi in piazza non solo per commemorare il loro eroismo, ma per dire che dobbiamo continuare il cammino da loro intrapreso.

La pandemia che subiamo da oltre un anno ha messo in evidenza le lacune del sistema sanitario, produttivo ed economico, facendo esplodere le contraddizioni del sistema capitalista.

A fare le spese di questa crisi sono i lavoratori, gli studenti, i commercianti, le piccole P.IVA, i disoccupati.

Il nostro paese è ancora oggi occupato dagli imperialisti USA e dalla NATO, dagli imperialisti UE che impongono le loro politiche economiche e dal Vaticano.

Le istituzioni sono in mano a Confindustria, ai vari comitati di affari e alle organizzazioni criminali, come le recenti inchieste stanno mettendo in luce anche in Toscana, regione guidata dal PD.
Le divise degli occupanti oggi non sono più quelle dell’esercito nazista, ma la giacca e cravatta degli uomini d’affari della finanza internazionale, delle multinazionali e dei politicanti borghesi.
A sterminare la popolazione non sono più le squadracce fasciste e i plotoni di SS, così come le devastazioni non sono provocate dai bombardamenti e dalle rappresaglie: morte e devastazione sono conseguenze dirette e indirette della legge del profitto a ogni costo, delle privatizzazioni, delle speculazioni, dell’incuria e della devastazione ambientale. Oggi è in corso una guerra di sterminio non dichiarata contro le masse popolari (tutti quelli che per vivere hanno bisogno di lavorare) che provoca morti e feriti.

Se c’è una cosa che la crisi da Covid-19 ha dimostrato è che questo sistema non è compatibile con la tutela degli interessi della maggioranza della popolazione. I paesi che mantengono forme di socialismo, come Cina e Cuba, sono riusciti a debellare il virus, la cura è il socialismo!

Per questo, ancora oggi, l’unica strada positiva è la ribellione alle forze occupanti: chiunque è scontento di come vanno le cose deve organizzarsi in ogni fabbrica, scuola e quartiere per impedire il consolidamento del Governo Draghi, senza aspettare che questo metta in atto “le misure che ci chiede l’UE”, misure di sacrifici, lacrime e sangue per le masse popolari.

Durante la pandemia ci siamo resi conto, anche nella nostra zona, della forza che operai e masse popolari hanno se si organizzano dal basso: lo hanno dimostrato gli operai della Trigano di Poggibonsi, che con gli scioperi di marzo 2020 hanno imposto la chiusura dell’azienda, le brigate Giovani in Solidarietà e Siena Solidale, che da più di un anno sono l’unico punto di riferimento per un sostegno alimentare per decine di famiglie in crisi economica! Queste realtà rappresentano un esempio da seguire: governo e istituzioni hanno fallito, vanno sostituiti con delle istituzioni nate dal basso!

W il 25 Aprile! W i partigiani! Cacciare Draghi, imporre un governo di blocco popolare! Per un nuovo 25 Aprile!

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