Nelle scorse settimane, dopo le nuove restrizioni imposte dai vari DPCM, è ripartita la brigata di solidarietà della casa del popolo “Il Campino” di via Caccini, attiva anche a primavera in occasione delle prime chiusure. Ci sono già più di cinquanta volontari che raccolgono, comprano e distribuiscono alimenti a circa trenta famiglie a settimana. È un’attività che ha ridato vita alla casa del popolo dopo i provvedimenti del governo che hanno vietato qualsiasi attività di aggregazione e organizzazione delle masse popolari: centri commerciali, messe e fabbriche aperti, ma le case del popolo no!

Come Partito dei CARC ci siamo mossi fin da subito per riattivare la raccolta alimentare assieme ai ragazzi e le ragazze del “Campino”,  di Potere al Popolo e dei Rude Boyz, con tanti e tante altre persone che si sono avvicinate grazie al passaparola e ai volantinaggi, riuscendo a costruire un’organizzazione popolare che dal basso sta concretamente aiutando le famiglie in difficoltà. Il contrario delle belle parole di governo e istituzioni, che a parte qualche sterile aiuto come buoni spesa che si esauriscono nel giro di qualche giorno (e per ottenerli servono due lauree per compilare le domande: a tal proposito, la brigata sta stendendo un vademecum) ha abbandonato le famiglie a se stesse. La crisi sanitaria è la goccia che sta facendo traboccare il vaso già pieno della crisi del sistema capitalista, alimentata dai tagli dei settori pubblici dello Stato a cominciare dalla Sanità e i trasporti pubblici locali, dalle delocalizzazioni di intere filiere produttive essenziali al nostro paese (vedi le mascherine e i reagenti per i tamponi per fare due esempi).

Questa organizzazione popolare non si vuole sostituire all’amministrazione comunale o regionale, ma bensì costruire dal basso un’organizzazione di volontari che coinvolga le famiglie e le masse popolari per andare assieme a riprenderci quei diritti che la classe dominante, immersa nella sua crisi, sta tagliando giorno dopo giorno. Con la partecipazione e il protagonismo vogliamo riaffermare con forza che il Lavoro è un diritto, come lo sono la casa e la salute! Il tracollo economico di una città impostata sul turismo ha accentuato pesantemente una situazione già difficile e vediamo ogni giorno le conseguenze di ciò: per questo ci siamo attivati con la Brigata, per questo proseguiremo l’attività al netto del cambio di colori della regione perchè anche se l’emergenza sanitaria finisse, quelle economica, ambientale e sociale sono agli inizi!

Per arrivare a questi risultati, dobbiamo unirci sul territorio fiorentino con le altre organizzazioni di sostegno alimentare e non solo, per imporre alle amministrazioni di fare gli interessi delle masse popolari e non più quelli di affaristi e speculatori, i principali responsabili di questa situazione: e se non lo fanno, dobbiamo creare le condizioni per sostituirle con altre che siano adeguate!

Oggi infatti non basta più limitarsi a rivendicare e quanto promosso al Campino (ma anche in svariate altre città del paese) conferma che le masse popolari devono prendere in mano il proprio destino senza aspettare che si muova chi non può (e anche non vuole) farlo; devono mobilitarsi insieme ai lavoratori, ai giovani, agli elementi avanzati della società per metter mano a questi disastri e ragionare assieme sul futuro della società, costituendo organizzazioni operaie e popolari in ogni quartiere e in ogni città, in ogni azienda, scuola e fabbrica!

Dobbiamo costruire un futuro, a Rifredi e nel paese, imponendo nostre amministrazioni di emergenza a ogni livello che facciano realmente i nostri interessi, da Comuni che erogano ulteriori fondi per le famiglie in difficoltà togliendo tasse come IMU e bolli vari e bloccando opere inutili come il raddoppio dell’aeroporto di Peretola o l’ennesima tranvia, alla Regione che assume tutto il personale sanitario necessario,  impedisce la chiusura delle aziende come sta succedendo in questi giorni alla Bekaert di Figline, riapre gli ospedali chiusi come i Fraticini e il sanatorio Banti, fino a imporre un governo centrale – noi lo chiamiamo Governo di Blocco Popolare – che metta mano complessivamente alla situazione: attraverso la sospensione a tempo indeterminato degli sfratti (a Firenze già prima ne erano in ballo 130 al mese), stoppando le valanghe di soldi a fondo perduto per multinazionali come FCA e Mittal che li usano per le loro sporche manovre, tanto per indicare alcuni passi concreti, urgenti e necessari.

Le brigate di solidarietà, assieme alle organizzazioni operaie e popolari legandosi al movimento comunista che rinasce, possono farlo!

Costruire la rete del nuovo potere formato da organizzazioni popolari e operaie, è l’unico futuro possibile per le masse popolari, per coloro che ogni mattina per vivere devono andare a lavorare!

Costruire amministrazioni locali e regionali di emergenza, costruire il Governo di Blocco Popolare e avanzare verso il socialismo!

La sezione “Elio Chianesi” di Firenze Rifredi del P.CARC

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