Lunedì 7 settembre una delegazione del nostro Partito ha partecipato al presidio che si è tenuto davanti alla Prefettura di Massa Carrara, promosso dagli operai della SANAC di Massa; il presidio è stato svolto in concomitanza con il tavolo istituzionale al quale hanno preso parte rappresentanti dei Lavoratori, sindacati, Prefetto e alcuni parlamentari della zona: Mallegni di FI, Martina Nardi del PD, Riccardo Ricciardi del M5S (andato via dopo un’ora perché doveva portare il bimbo all’asilo…) e Cosimo Ferri di Iv. Quest’ultimo è stato recentemente al centro delle cronache giornalistiche per i maneggi e gli intrallazzi nella magistratura scoppiati con il caso Palamara/CSM, ma noi lo ricordiamo per la condanna comminata a operai massesi che occuparono l’autostrada in difesa dei Nuovi Cantieri Apuani (una delle tante aziende pubbliche del territorio date in pasto alla privatizzazione). Un soggetto che, per questi motivi, secondo noi non ha il minimo titolo per partecipare a simili incontri.

La giornata di mobilitazione fa seguito all’aggravarsi della crisi dell’azienda, che è legata strettamente all’ILVA di Taranto, in quanto SANAC produce mattoni refrattari per gli altiforni delle acciaierie e praticamente fornisce solo questo stabilimento; i pagamenti delle forniture continuano a ritardare perché la multinazionale fa il gioco sporco e tiene appeso lo stabilimento di Massa (e gli altri del gruppo) centellinando i pagamenti, ma chiedendone sempre di nuove: esiste un debito di circa 25 milioni di euro.

Questo dà il pretesto alla direzione di “infierire” con la cassa integrazione (9 settimane da qui a fine novembre, mentre ad agosto si chiedevano gli straordinari..), mentre l’Amministrazione Straordinaria (quindi lo Stato) che ad oggi gestisce SANAC non sta mettendo in campo nessuna strategia per trovare soluzioni alla crisi, ad esempio cercando nuovi clienti. Uno lo hanno anzi trovato gli operai, la Puma refrattari che lavora principalmente con aziende del Nord Est (vi si trova circa il 50% delle acciaierie del paese, quindi un ottimo “bacino” in cui pescare), dimostrando che possono dire ampiamente la loro anche in questo ambito oltre che nella produzione!

Quello descritto è un andazzo che va avanti da oltre 5 anni (quindi non solo con Mittal) con il chiaro intento di sfruttare al massimo la produzione e portare l’azienda, l’ennesima “eccellenza” in quanto unica produttrice di questo materiale, verso la morte lenta; un andazzo a cui gli operai non vogliono più sottostare e giustamente chiedono con forza chiarezza per il loro futuro e quello delle famiglie: cosa ha da dire l’amministrazione comunale di Massa del “prima gli italiani”? La pratica ci mostrerà cosa faranno, insieme a personaggi come il consigliere comunale di FdI Amorese, che durante una delle ultime mobilitazioni di questi operai li  invitò ad occupare la fabbrica…

E’ evidente che il problema di SANAC è legato alla questione della siderurgia in Italia e alla crisi mondiale del settore, che si inseriscono in quella generale di cui vediamo ogni giorno le manifestazioni: crisi che l’emergenza sanitaria del COVID ha scoperchiato e accelerato. Una crisi che non riguarda solo Massa ma, oltre agli altri stabilimenti Sanac, colpisce duramente la ex Lucchini di Piombino, l’ex ILVA di Taranto, la AST di Terni e tante altre acciaierie che risentono della mancanza di un piano nazionale che definisca cosa, dove, quanto e come produrre.

Alcuni operai di queste aziende negli ultimi mesi, su spinta di quelli organizzati nell’associazione Camping CIG di Piombino (LI), hanno avviato un confronto che farà da base alla costruzione di un coordinamento nazionale degli operai del settore siderurgico che, a prescindere dalle tessere, si uniscono per la salvaguardia di uno dei settori produttivi fondamentali per ogni paese che si vuole definire avanzato. Una delle prime iniziative intraprese è stato l’invio di una lettera al ministro Patuanelli del M5S (https://www.carc.it/2020/07/08/dagli-operai-siderurgici-una-lettera-aperta-ai-ministri-speranza-catalfo-patuanelli/), a cui veniva chiesto conto dell’operato del governo Conte 2 rispetto alle problematiche che sono state ampiamente citate sopra e sulle misure di sicurezza per il COVID: stanno ancora aspettando la risposta, ma ovviamente non demordono e continueranno a vedersi e ragionare su come lavorare insieme per invertire questo corso delle cose.

Quella della siderurgia è una questione strettamente legata al tipo di Governo che deve amministrare il nostro paese. O lo fa un governo, che al di là del “colore” e della composizione è prono agli interessi dei grandi capitalisti italiani e stranieri, delle loro manovre e delle loro pretese (smantellare l’apparato produttivo, delocalizzare, sfruttare territori e lavoratori, devastare e inquinare senza nessuna regola) o lo fa un governo che mette al centro l’interesse collettivo e la sovranità nazionale (non intesa come interesse dei “nostri capitalisti” ma come applicazione concreta delle parti progressiste della Costituzione) e si dà dei mezzi per realizzarli, nazionalizzando i principali settori produttivi e strategici (come la siderurgia appunto), mettendo in campo le più avanzate tecnologie per garantire produzioni compatibili con l’ambiente, dando il via alle “mille opere utili” delle quali i nostri territori e quello di Massa in particolare avrebbero bisogno: altro che TAV e soldi ai capitalisti, come la valanga di euro regalata agli aguzzini Agnelli-Elkann della ex FIAT!.

Un governo di questo tipo può esistere, è quello che noi chiamiamo Governo di Emergenza Popolare, un governo che al di là di come lo si voglia chiamare poggia la sua azione sulle masse popolari organizzate e che sia disposto a darsi i mezzi (che non significa certo portare a buona ragione i caporioni della borghesia imperialista) per attuare tutte quelle misure che oggi servono per rimettere in piedi il nostro paese.

Per realizzare questo tipo di governo è necessario innanzitutto che cresca l’organizzazione e la mobilitazione popolare a partire dagli operai delle grandi aziende, ai lavoratori della scuola, della sanità, ai comitati territoriali in difesa dell’ambiente ecc., un governo che ci farà fare un passo importante in avanti nella costruzione del socialismo in Italia: la soluzione al marasma che ci circonda, il solo che può garantire un lavoro utile e dignitoso ad ognuno e ponga fine alla crisi economica, politica, ambientale e sociale in cui siamo immersi.

Per questo come Partito dei CARC sosteniamo totalmente la mobilitazione degli operai della Sanac di Massa, salutiamo positivamente la costituzione del coordinamento nazionale sulla siderurgia che può e deve essere un mezzo per contribuire alla battaglia in difesa di questa importante azienda della nostra città, una battaglia che appoggeremo senza riserve qualunque sia l’azione che i lavoratori decideranno di intraprendere, che riterranno legittima anche se non legale: blocchi, occupazioni, irruzione nei teatrini della politica sono le benvenute se porteranno al risultato che si propongono.

Infatti, nei prossimi mesi verosimilmente si deciderà il futuro di SANAC. Gli operai possono e devono avere un ruolo decisivo in questa battaglia se faranno valere appieno la loro forza, mettendosi alla testa della lotta, decidendo le forme di lotta da mettere in campo e mettendo in fila sindacati e politicanti di ogni genere, promuovendo la costituzione di un ampio fronte di lotta in coordinamento con altri lavoratori e con la cittadinanza. Anche in questo caso mettiamo da subito a disposizione degli operai Sanac contatti e relazioni, compresi i tanti raccolti durante la recente Festa nazionale della Riscossa Popolare; un fronte solidale costituito dagli operai di altre aziende come l’ex Pignone, gli NCA e SKF, dei lavoratori della sanità come quelli del CUP e del NOA, gli studenti, i commercianti e le partite IVA massacrati anche loro dalla crisi e in cerca di una via di uscita, sia fondamentale per vincere questa battaglia, per imporre un nuovo corso delle cose in fabbrica, a Massa e nel paese.

 

Non sono i padroni ad essere forti, sono gli operai che devono far valere la loro forza!

Avanti operai Sanac, per la difesa del settore siderurgico e lo sviluppo di un coordinamento nazionale degli operai della siderurgia, per imporre dal basso la nuova governabilità delle masse popolari e della classe operaia!

 

La sezione di Massa del P.CARC

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