giovedì, Giugno 4, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Italia] Municipi, Comuni e Regioni: per fronte all’emergenza servono Amministrazioni Comunali d’Emergenza!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Giugno 14, 2020
in In breve
A A
0
0
SHARES
10
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Dagli studi di Demoskopika, poi ripresi su vari quotidiani nazionali, emerge come l’emergenza COVID-19 abbia falcidiato i bilanci dei comuni, in particolare rispetto alla mancata riscossione dei tributi (con una contrazione pari al 65% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Si tratta di dati e numeri che mostrano con ancor più chiarezza a quale ruolo i vertici della Repubblica Pontificia abbiano relegato i comuni e le amministrazioni locali: esattori delle tasse e vessatori delle masse popolari. In definitiva i governi centrali hanno scaricato, nel corso degli anni, sulle masse popolari la sopravvivenza dei comuni e delle comunità locali spolpandole con tasse, multe e imposte di vario genere.

Con l’emergenza sanitaria, economica, sociale e politica in corso nel nostro paese e l’ulteriore impulso che ha dato alla resistenza spontanea delle masse popolari, sono divenute più evidenti e si sono approfondite le contraddizioni:

  • tra masse popolari e governo centrale (con le battaglie per l’agibilità politica/sindacale, contro repressione e multe, per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la chiusura delle produzioni non essenziali a continuità di salario, ecc.);

  • tra masse popolari e amministrazioni locali (con sindaci e amministratori presi di mira da presidi, scioperi, ricorsi legali, azioni organizzate e non):

  • tra amministrazioni locali e governo centrale (con le prese di posizione e le iniziative di rottura di vari sindaci e governatori di Regione rispetto alle misure da adottare nell’emergenza).

A queste contraddizioni si aggiungono quelle interne al governo centrale (tra M5S e PD), e il loro riflesso all’interno di giunte e consigli regionali e comunali (anche in vista degli appuntamenti elettorali dell’ autunno) e nel campo delle masse popolari (anche interne alle mobilitazioni con da un lato la costruzione di fronti di classe e patti d’azioni, dall’altro le divisioni generate da guerra tra poveri ed elettoralismo). Ambiti delle masse popolari che si mobilitano per varie questioni quelli per diritto contro quelli delle cooperative legati a USB.

Per le amministrazioni locali, sempre più tra la scure del governo centrale e il martello della resistenza spontanea delle masse popolari, ci sono due vie:

  1. sottostare a leggi, norme e prassi della borghesia imperialista e del suo regime politico, finendo per diventare – apertamente o meno, imbellettandosi con mille parole- sempre più nemici delle masse popolari, dalla cui rabbia, indignazione e organizzazione verranno travolti (questa la fine che faranno Sala e Gallera alla guida della Regione Lombardia);

  2. decidere di passare dalle lamentele ai fatti e portare fino in fondo la battaglia contro il governo centrale e i vertici della Repubblica Pontificia, mettendosi al servizio delle masse popolari attraverso l’attuazione di misure che rompano leggi, norme e prassi con cui la borghesia da una parte spolpa i lavoratori e i precari e dall’altra strangola le amministrazioni locali.

Il ruolo decisivo in questo processo devono assumerlo la classe operaia e le masse popolari prendendo di mira, incalzando, imponendo e affermando con forza le misure che occorre prendere a livello locale e nazionale per fronteggiare l’emergenza in corso. Per riuscire a fare questo occorre che gli operai, i lavoratori e i disoccupati sempre più alimentino lo sviluppo di un sistema di potere alternativo a quello dei padroni, una rete del nuovo potere. Nello sviluppo di questo sistema le amministrazioni comunali sono terreno di conquista, di governo e di schieramento che vanno tramutate, con le buone o con le cattive, in centri di iniziativa e di riscossa.

Le nostre città e le nostre regioni hanno bisogno di Amministrazioni Locali d’Emergenza che da subito inizino a prendere provvedimenti urgenti, anche se provvisori, per quanto riguarda il lavoro, la casa, i servizi pubblici, l’ambiente e che contribuiscano, con il loro operato e le misure che adottano, a sabotare l’azione del governo centrale e ad alimentare l’ingovernabilità a ogni decreto, legge, misura che va contro gli interessi popolari.

Il paese è pieno di soldi, le banche sono piene di soldi, i ricchi sono pieni di soldi e tante cose si fanno anche senza soldi; in più ci sono sprechi, corruzione e lussi di ogni genere (senza contare gli ingenti fondi stanziati a favore dell’Italia per fronteggiare l’emergenza). Bisogna costringere con le buone e con le cattive le autorità, le banche e i ricchi a tirare fuori i soldi necessari a fronteggiare l’emergenza in corso (in cui siamo ancora pienamente immersi a differenza di quanto la borghesia cerca di raccontare) a favore delle masse popolari. L’uscita dall’emergenza che vogliono i padroni è invece fatta di più speculazioni, più ruberie, arraffa arraffa e stragi di vite umane.

Questa rete di potere alternativo e antagonista al potere della borghesia deve mobilitarsi in ogni regione e comune per imporre l’adozione delle misure necessarie a fronteggiare l’emergenza, misure che i presidenti di regione, i sindaci e gli amministratori che hanno a cuore gli interessi delle masse popolari devono attuare e difendere, fondando la propria azione sullo sviluppo del protagonismo e della partecipazione popolare.

Questo è quanto stanno facendo le masse popolari in Lombardia nella battaglia per il commissariamento popolare della giunta Fontana-Gallera, a Napoli per incalzare l’amministrazione De Magistris a passare dalle dichiarazioni e lamentele ai fatti, così come avviene in altri comuni e regioni. Quello che ogni amministrazione locale può fare, e con ogni mezzo e forma di lotta deve essere portata a fare, è prendere posizione pubblica, emettere ordinanze e delibere, mobilitarsi e mobiliare le masse popolari appoggiando tutte le iniziative di lotta in corso per:

1. ristrutturare il servizio sanitario nazionale dandogli la struttura e le dimensioni che l’esperienza ha dimostrato essere necessarie (implementare la medicina territoriale, l’assistenza domiciliare, riaprire gli ospedali chiusi, ecc.);

2. allestire le strutture e i servizi necessari per le persone costrette all’isolamento nelle forme più dignitose e sicure di cui siamo capaci;

3. destinare e attrezzare ad abitazione edifici esistenti per la popolazione mobilitata a gestire l’emergenza sanitaria (è la volta che si risolve la crisi delle abitazioni nelle periferie e nelle città e che si migliorano le abitazioni in tutto il paese);

4. mettere a punto le strutture sanitarie per le terapie intensive, producendo quanto necessario a questo e al loro funzionamento, e farle funzionare;

5. produrre in quantità sufficiente apparecchiature, dispositivi di protezione individuale, materiali e strumenti per diagnosi e operazioni di sanificazione, le migliori medicine antivirali che già si conoscono;

6. produrre tutti i beni e servizi immediatamente necessari per la vita in quantità sufficiente per distribuirli a tutta la popolazione italiana e per le relazioni con i paesi che accettano di avere con l’Italia relazioni di scambio, collaborazione o solidarietà;

7. produrre e distribuire gli altri beni e servizi nella misura necessaria alla popolazione italiana e alle relazioni con gli altri paesi che accettano di avere con l’Italia relazioni di scambio, collaborazione o solidarietà;

8. regolare la vita e l’attività delle aziende capitaliste in conformità a questo programma espropriando (senza indennizzo) i proprietari che non si prestano a eseguirlo, bloccare il pagamento degli interessi sul debito pubblico e il rinnovo dei titoli che vengono a scadenza, regolare il sistema bancario e finanziario in coerenza con l’attuazione di questo programma;

9. riattivare e mettere in cooperazione le aziende dei produttori autonomi in modo che ogni lavoratore abbia un ruolo sociale e possa condurre una vita dignitosa, impossibile in un’azienda che dipende da un singolo individuo (malattia, maternità, riposo, attività politiche e culturali, ecc.);

10. riaprire scuole e università e riaprire tutte le altre strutture necessarie alla vita sociale per tutta la popolazione non costretta all’isolamento (ristrutturando gli edifici, adeguando e bonificando i locali),

11. mobilitare senza limiti finanziari tutte le risorse disponibili (laboratori, centri di ricerca, aziende farmaceutiche, centri universitari) per la ricerca di medicinali e vaccini e la loro produzione, collaborando senza riserve con tutte le analoghe affidabili strutture di altri paesi;

12. chiudere subito con la partecipazione di truppe italiane alle “imprese umanitarie” della NATO, invitare le truppe NATO e comunque straniere a lasciare libere le basi e destinare queste agli usi sopra indicati;

13. regolare le relazioni dell’Italia con le istituzioni dell’UE e analoghe in conformità con questo programma, mettendo in circolazione tutto il denaro necessario alla sua attuazione;

14. mobilitare Esercito, Forze dell’Ordine e amministrazione pubblica per l’attuazione di questo programma;

15. assegnare un lavoro dignitoso a ogni adulto atto al lavoro.

Il centro della questione non è chiedersi cosa si potrebbe o sarebbe bello fare, né tantomeno chiedersi cosa è necessario che un’istituzione superiore o inferiore faccia. Il punto è promuovere l’azione necessaria affinché l’emergenza in corso non sia l’ennesimo ambito di scorrerie, traffici e speculazioni della classe dominante ma l’ambito in cui costruire le condizioni per un Governo di Emergenza Popolare per tutto il paese. Quel governo fondato sulla rete di organizzazioni operaie e popolari e composto da quegli esponenti del mondo politico, sindacale e culturale che godono della loro fiducia e che già da ora, nel fuoco di questa emergenza, stanno selezionando. Ogni municipio, comune o regione può assumere il ruolo di avamposto di questa lotta e contribuire allo sviluppo di questa battaglia.

Rilanciamo un documento elaborato dal Partito dei CARC nel 2017 in cui si offrono approfondimenti e spunti utili a questa battaglia, il documento è “Quattro punti per le Amministrazioni Locali d’Emergenza”. Buona lettura.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Italia] Combattere o soccombere. Trasformare l’emergenza in un’occasione di riscossa

Next Post

[Napoli] Alle intimidazioni, arresti, fermi e denunce bisogna rispondere compatti: Pietro, Diego, Fabiano liberi subito!

Related Posts

[Massa Carrara] Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione! Rispondiamo in maniera unitaria con la solidarietà e con la lotta!
In breve

Per un bilancio degli scioperi di maggio e l’unità sindacale

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 3, 2026
0

...

Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026
Federazione Campania

Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 3, 2026
0

...

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Giugno 1, 2026
2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione

2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione

Maggio 29, 2026
Dal dibattito “Fermare la Terza guerra mondiale. Che fare?” – Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Dal dibattito “Fermare la Terza guerra mondiale. Che fare?” – Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Maggio 28, 2026
A 52 anni dalla strage di Piazza della Loggia e il carattere eversivo della borghesia (da ieri a oggi…)

A 52 anni dalla strage di Piazza della Loggia e il carattere eversivo della borghesia (da ieri a oggi…)

Maggio 29, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d