Il Ministro dello sviluppo economico Patuanelli ha dichiarato riguardo alla Whirlpool di Napoli: “Non ho festeggiato quando abbiamo costretto l’azienda a retrocedere dalla procedura di cessione del ramo d’azienda: lo farò quando avremo risolto definitivamente il problema dello stabilimento”.
Ha ragione quando dice che non c’è ancora da festeggiare, ma sbaglia quando si prende l’onore di aver fatto retrocedere l’azienda e la responsabilità di risolvere il problema. Non è una questione di buone o cattive intenzioni: l’esperienza ha mostrato chiaramente che al di là delle promesse, delle belle parole verso gli operai e delle intimidazioni nei confronti dell’azienda, il padrone fa quello che gli conviene per fare profitto calpestando leggi e istituzioni. Basti ricordare l’ultimo caso, forse quello più eclatante: l’azienda ha fatto carta straccia degli accordi presi con l’ex ministro Di Maio e le istituzioni non si sono minimamente adoperate ad attuare le sanzioni previste nel Decreto Dignità.
E’ l’ennesima dimostrazione che non sono le istituzioni a risolvere definitivamente il problema ma gli operai e i lavoratori organizzati. E’ stato grazie a loro, alle loro mobilitazioni che a Napoli la Whirlpool ha fatto due passi indietro dalla chiusura. Solo al seguito degli operai si sono accodati sindacati e istituzioni, hanno mobilitato studenti, partiti, associazioni, la parte avanzata della società.
Ma Napoli non è stata l’unica realtà a reagire, anche a Siena il 31 ottobre gli operai, affiancati da cittadini e studenti, hanno ottenuto un grande risultato: si sono infatti presentati in Consiglio comunale di mattina e hanno ottenuto la discussione immediata dell’interrogazione sulla Whirlpool e l’impegno da parte di tutta l’amministrazione comunale (al di là di partiti e colori) a seguire passo passo la vicenda e a sostenere gli accordi dello scorso ottobre. La prima occasione di dimostrare che sono fatti e non chiacchiere è l’incontro al MISE del 27 novembre, dove l’amministrazione comunale di Siena deve intervenire a sostegno della vertenza, mettendo in chiaro che né Siena né Napoli permetteranno che siano toccate le loro fabbriche Whirlpool!
Sebbene il traguardo raggiunto sia importante, non si tratta sicuramente della vittoria definitiva. Le sorti della Whirlpool verranno dettate solo dalla partecipazione attiva degli operai e dei lavoratori, a Siena così come a Napoli, ciascuno a partire dal risultato raggiunto finora. Gli operai napoletani devono aver ben chiaro che l’azienda tornerà all’attacco e cercherà il modo per ottenere quello che conviene, quello che è necessario per fare profitto; gli operai senesi devono controllare e spronare le istituzioni locali -che si sono dette disponibili e solidali- a fare quello che hanno promesso, anticipando così i padroni già pronti a sferrare anche qui il loro colpo.
Solo giocando di anticipo e coordinandosi tra loro, con il resto dei lavoratori e le masse popolari, gli operai e i lavoratori Whirlpool di Napoli e Siena possono vincere e vinceranno questa battaglia. La classe operaia e le masse popolari organizzate e coordinate tra loro, sono la vera alternativa al catastrofico corso delle cose che investe tanto le industrie quanto i servizi (scuole, ospedali…) e l’ambiente; a cento anni dal Biennio Rosso la classe operaia è chiamata a dare battaglia contro la sete di profitto dei padroni, sostenuti dai loro burattini nelle istituzioni: è il momento di invertire la rotta!
Nessuna azienda deve chiudere, a casa vadano multinazionali e politicanti!
10, 100, 1000 consigli di fabbrica che si occupano delle aziende e si legano ai territori nella lotta per impedire lo smantellamento dell’apparato produttivo!
Partito dei CARC – sezione di Siena-Val d’Elsa

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