Comunicato di solidarietà alla Whirlpool di Siena

I vertici della Whirlpool hanno confermato la volontà di chiudere lo stabilimento di Napoli il prossimo 31 ottobre, lasciando a casa 400 operai e le loro famiglie, oltre a tutti i lavoratori delle aziende dell’indotto della zona. Il gruppo Whirlpool EMEA da anni sta portando avanti un’opera di smantellamento dei siti produttivi italiani ed europei, trasferendoli in altre parti del mondo per ricavarne maggiori profitti, pagando meno gli operai e dovendo rispettare leggi meno severe in materia di lavoro. Solo negli ultimi 6 anni sono infatti stati chiusi lo stabilimento di Trento (500 addetti e 300 nell’indotto), due stabilimenti in Germania, uno in Svezia ed uno in Francia. Tutto questo pur usufruendo di tutti gli incentivi statali possibili e immaginabili (gli ultimi 17 milioni di euro risalgono a ottobre 2018), fatto promesse e siglato accordi col governo per mantenere la produzione in Italia fino a poche settimane fa.

Se queste sono le premesse non possiamo ignorare l’ipotesi più ovvia: dopo Napoli toccherà a Siena!

I circa 370 dipendenti di Siena (organico estremamente ridotto rispetto solo a pochi anni fa, con operai che adesso lavorano grazie solamente ai contratti di solidarietà e a giorni alterni, in uno stabilimento al 40% delle sue possibilità di produzione) sono giustamente preoccupati e in mobilitazione, hanno messo in campo varie proteste sia a Siena che a Roma insieme ai colleghi napoletani.

Infatti i lavoratori di Napoli con la loro lotta hanno suscitato un vasto movimento di solidarietà che ha coinvolto molte realtà organizzate e non, partiti, associazioni, comitati, amministrazioni comunali. Adesso si tratta di estenderlo e di tradurlo in un’azione di pressione sul governo, ponendogli obiettivi precisi. Se la Whirlpool non ha intenzione di continuare la produzione, lo Stato deve intervenire direttamente, ponendo l’azienda sotto il controllo pubblico, garantendo la piena occupazione e ragionando, con le maestranze e col territorio, sulla prosecuzione delle attività. Le realtà produttive di Napoli, come di Siena e degli altri stabilimenti sono all’avanguardia e i lavoratori sono in grado di assicurare la produzione anche senza la Whirlpool, in una compagnia pubblica italiana.

La soluzione della crisi Whirlpool è possibile, dipende solo dalla volontà politica. Per questo chiediamo a tutti i cittadini, gli abitanti, le istituzioni locali, gli attivisti sociali, i militanti politici, i giornalisti di rispondere e sottoscrivere questo appello di solidarietà verso gli operai Whirlpool, affinché facciano arrivare in alto la loro voce e sostengano con azioni concrete di solidarietà la loro lotta.

Chiediamo di mobilitarsi e organizzarsi sui propri posti di lavoro, di studio e di vita per manifestare vicinanza e solidarietà attiva e operante agli operai in lotta (moltiplicare le iniziative pubbliche, produrre striscioni, creare un movimento di opinione, ecc.) e coordinarsi per portare la vertenza nel cuore della città.

Costruiamo il Comitato cittadino di solidarietà con gli operai Whirlpool!

Nessuna azienda deve essere chiusa, smembrata, ridotta di dimensioni, venduta a gruppi stranieri: se la produzione è inutile va sostituita con altre utili!

Non sono i padroni ad essere forti, è la classe operaia e le masse popolari che devono far valere la propria forza! Facciamola valere, facciamoci valere!

Uniti si vince!

Primi firmatari:

PCI/FGCI Siena

Partito dei CARC Siena Valdelsa

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