Le elezioni amministrative del 26 maggio scorso hanno visto riconfermare a Dario Nardella (PD) il mandato di sindaco di Firenze, il quale si è ricandidato a capo della coalizione che ha visto insieme il PD, +Europa e le liste Sinistra Civica, Firenze + Verde, Avanti Firenze e Lista Nardella Sindaco, ottenendo poco più del 57% dei voti validi. Ma, benché i “vincitori” strombazzino ai quattro venti la loro “vittoria”, hanno ben poco da gioire.

Anzitutto, Nardella ha raccolto il 57% delle preferenze tra i voti validi. Ciò significa che, sull’intero corpo elettorale e considerato il tasso d’astensione al 33,4% nella nostra città, egli di fatto amministra quest’ultima con solo il 26,5% dei consensi. Già questo dato, di per sé, evidenzia l’instabilità del suo secondo mandato, assai più marcata di quella del primo. Nardella, inoltre, deve far fronte ad una maggioranza assai litigiosa ed eterogenea all’interno del suo stesso partito (diviso tra le correnti renziane, zingarettiane, calendiane, civatiane ecc.) ed ai paletti che le stesse istituzioni pongono ai suoi progetti relativi alle “grandi opere” inutili e dannose che vuole imporre a Firenze: ieri l’inceneritore, oggi l’aeroporto, domani molto probabilmente la tranvia. Progetti tutti accomunati dalla corruzione che ne ha segnato l’ideazione e l’avvio, tra tangenti, mazzette, appalti, ingegneri, architetti ed assessori conniventi che sacrificano la vita ed il lavoro dei fiorentini in nome del profitto, di nessuna utilità ma altamente inquinanti e devastanti per l’ambiente, l’urbanistica ed il territorio cittadini. L’alternativa a questo stato di cose è il coordinamento tra le organizzazioni operaie e popolari che già operano nella nostra città (dalle Mamme No Inceneritore ai comitati No Aeroporto) affinché agiscano di fatto da nuove autorità pubbliche e prendano le misure necessarie al risanamento dei territori, costringendo giunta e amministrazione a rincorrerle per non perdere seguito. Serve che si costituiscano in un Governo di emergenza popolare imponendosi dal basso e intraprendendo un’opera di realizzazione di “piccole opere utili e necessarie” a partire dal potenziamento del trasporto pubblico, dalla ripubblicizzazione dell’acqua, dalla salvaguardia degli alberi di Piazza della Vittoria…tutti esempi concreti delle vie percorribili per migliorare la vivibilità e la viabilità di Firenze, che mettano al centro l’interesse delle masse popolari e non degli speculatori e degli affaristi alla Carrai.

Il Partito dei CARC sostiene tutti coloro che, individualmente e collettivamente, vogliono mettersi su questa strada!

Divisi non siamo niente, tutti uniti si vincerà!

La sezione di Firenze Rifredi del P.CARC

Firenze, 23 luglio 2019

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