Rilanciamo l’intervista rilasciata dall’operaio Alessandro Angeletti (FIOM) dell’AST di Terni dopo il volantinaggio di giovedì 18 luglio davanti allo stabilimento siderurgico. Una squadra di compagni del Partito ha infatti portato agli operai l’invito a partecipare al dibattito del 3 agosto che si svolgerà al Parco di Ricortola (MS) alle 17.00 e dove si parlerà della lotta per la Sovranità Nazionale.

Una battaglia contro la sovranità imposta dall’UE e dalle altre istituzioni del sistema imperialista mondiale (FMI, Banca Mondiale, ecc.) e da loro braccio armato (NATO), è decisiva per fermare il degrado materiale, intellettuale e morale e per impedire la distruzione dell’apparato produttivo e la devastazione dell’ambiente. Solo i lavoratori e le masse popolari organizzati sono in grado di fermare il processo di smantellamento e chiusura delle attività produttive, in particolare quelle di settori produttivi che sono strategici per un paese industrialmente sviluppato come la siderurgia e il trasporto aereo e di contrastare gli spudorati ricatti e le pretese di padroni e speculatori.

Oggi è sempre più evidente che è possibile lottare contro la morte lenta delle aziende e la devastazione dei territori, che quello che serve non sono CIG e sussidi ma un lavoro utile e dignitoso per svolgere attività (produzione di beni e servizi) che servono (e provvedimenti come Decreto Dignità e Reddito di Cittadinanza offrono numerosi appigli in questo senso). Siamo sicuri che è possibile gestire le attività produttive (dall’acciaio alla chimica) in modo pianificato ed ecocompatibile, gestendo la contraddizione fra salvaguardia dell’ambiente e lavoro. Ma solo un governo di emergenza popolare che poggia sulla forza delle masse popolari è in grado di gestire questa contraddizione perché non mette al centro il profitto dei capitalisti ma l’interesse collettivo. Un governo che operi a partire dall’attuazione delle parti progressiste della Costituzione e ristabilisca la sovranità nazionale in ragione degli interessi delle masse popolari. La forza di questo cambiamento sono i lavoratori e le masse popolari organizzate: non è possibile alcun cambiamento significativo senza la partecipazione e la mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari. Un simile governo è l’unica via realistica per uscire dal pantano in cui la borghesia imperialista ci ha portato e proseguire la marcia di avvicinamento all’instaurazione del socialismo.

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