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Solidarietà ai lavoratori del SI Cobas di Prato

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Luglio 9, 2019
in Resistenza n.7-8/2019
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A Prato centinaia di aziende, gestite da padroncini di origine cinese che producono per conto delle multinazionali della moda, impiegano operai immigrati con turni di dodici ore al giorno, sette giorni su sette, a chiamata diretta e con salari sotto il livello di sussistenza. Negli ultimi mesi, in tre importanti aziende della filiera (FADA, DL e Gruccia Creation), operai immigrati organizzati dal SI COBAS hanno ingaggiato una lotta per, e in alcuni casi hanno ottenuto, condizioni di lavoro salubri e dignitose. Queste lotte cominciano a espandersi a macchia d’olio. Padroncini, Questore, Prefetto, chi governa la città hanno risposto con le manganellate e fogli di via a due sindacalisti del SI COBAS, Luca Toscano e Sarah Caudiero, perché individui “socialmente pericolosi”. Alla FADA, gli agenti schierati in assetto antisommossa hanno rotto un braccio a un operaio e ridotto altri tre in stato di incoscienza. Alla Gruccia Creation il padrone ha pagato una squadraccia armata di mazze e coltelli che ha mandato all’ospedale un operaio con quattro punti in testa e aggredito un sindacalista, mentre la Polizia, presente, stava immobile a guardare.

Nonostante tutte le regole e leggi reazionarie che vengono messe su carta, la resistenza e le lotte si acuiscono. Gli eventi di questi mesi a Prato lo dimostrano. Il movimento operaio e comunista deve imparare a unire quello che la borghesia imperialista vuole dividere e contrapporre e in questo senso il contributo di ognuna delle componenti del movimento operaio e popolare cittadino ha un ruolo importante sia per favorire l’unità nella mobilitazione (significativo che i lavoratori picchiati dalla squadraccia alla Gruccia Creation siano scesi in piazza affermando “non ce l’abbiamo con i cinesi, ma ce l’abbiamo con i padroni”) sia per intervenire nelle enormi contraddizioni politiche:

– sul sindaco del PD Biffoni, perché dia risposta immediata a chi lo ha votato per arginare lo spettro del fascismo agitato a più riprese nella campagna elettorale, muovendosi concretamente per farlo e non solo a parole: l’attacco alla mobilitazione e organizzazione operaia in corso è il fondamento di quel fascismo da cui ha promesso di difendere Prato. Che inviti gli operai in Comune, che si metta alla testa delle loro mobilitazioni e si esponga in prima persona per proteggerle e per l’attuazione della Costituzione;

– Sul meet up del M5S perché si leghi strettamente e senza riserve a queste mobilitazioni e alle organizzazioni operaie, perché scriva una lettera aperta a Di Maio chiedendo l’intervento immediato del governo e i loro deputati e senatori a presentare un’interrogazione parlamentare sui gravissimi atti di repressione;

– Su Nicola Fratoianni, parlamentare di Sinistra Italiana che ha fatto un’interrogazione parlamentare chiedendo “un’indagine ispettiva presso la Gruccia Creation” e una “verifica” sull’operato delle forze dell’ordine, affinché usi tutti i suoi poteri ispettivi, le relazioni e il suo ruolo per sostenere apertamente gli operai pratesi.

In questo modo bisogna obbligare il governo a “venire a Prato” e ad assumersi le responsabilità dello scellerato Decreto Sicurezza che quando fallisce di fronte alla resistenza operaia, apre le porte e lascia il campo alle squadracce padronali, tollerate e, anzi, impunite.

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