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Elezioni europee, la nostra “campagna elettorale”: organizzarsi e mobilitarsi per la sovranità nazionale

Teresa Noce by Teresa Noce
Maggio 1, 2019
in Resistenza n. 5/2019
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Le elezioni europee che si terranno il 26 maggio avranno di per sé, indipendentemente dall’intervento e dall’azione dei comunisti, due effetti positivi per la nostra lotta:

– alimenteranno il movimento anti UE, quindi allargheranno il distacco delle masse popolari e dai gruppi imperialisti italiani (Agnelli-Elkann, Pirelli, Colaninno, Benetton, ecc.) e dai loro partiti delle Larghe Intese schierati nello stesso campo dell’UE e della BCE, della NATO e del FMI;

– rafforzeranno nel Parlamento Europeo le correnti che (almeno a parole) sono anti UE e questo indebolirà le istituzioni dell’UE, Commissione Europea e Banca Centrale Europea in primis, alimentando una situazione di maggiore ingovernabilità, anche se solo chi è affetto da “cretinismo parlamentare” acuto sostiene che il Parlamento Europeo decide della composizione e della linea della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea.

Per noi comunisti la campagna elettorale è un’occasione per suscitare la mobilitazione delle masse popolari e la lotta per la sovranità nazionale:

– contro chiusura e delocalizzazione delle aziende italiane e la loro vendita ai gruppi multinazionali, per mantenerle aperte e in funzione in Italia (attuazione degli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione), per nazionalizzare le aziende come Alitalia, FCA, TIM, ecc. Non c’è sovranità nazionale né benessere popolare né sicurezza personale senza direzione delle autorità italiane e dei lavoratori sulle attività economiche che si svolgono in Italia;

– contro la UE e le sue istituzioni (debito pubblico, patti di stabilità, pareggio di bilancio in Costituzione, assegnazione di quote di produzione in campo agricolo e industriale, ecc.);

– contro la NATO (basi e installazioni militari, partecipazione a missioni di guerra, partecipazione alle sanzioni economiche contro altri paesi, ecc.);

– contro il Vaticano (abolizione dei Patti Lateranensi e dei privilegi della Chiesa Cattolica rispetto alle altre organizzazioni e associazioni religiose).

Nel nostro paese la sovranità nazionale, affermata a chiare lettere dalla Costituzione del 1948, era già stata aggirata con il ruolo di governo occulto di ultima istanza del paese svolto dal Vaticano e con il protettorato USA coperto dalla NATO. L’asservimento è diventato ancora più stringente con la rinuncia dello Stato al potere di creare moneta (Divorzio Tesoro – Banca d’Italia del 1981) culminata nell’inclusione dell’Italia nella UE e nella delega alla BCE del potere di creare moneta.

C’è bisogno di una nuova liberazione nazionale contro gli occupanti del nostro paese: banchieri, speculatori, capitalisti, potenze straniere (USA e loro breccio armato, la NATO), Vaticano. Ognuno può e deve dare il suo contributo per costruire e far costruire organizzazioni operaie e popolari, collegarsi con altri organismi e movimenti popolari, portare ovunque arriva la parola d’ordine di “organizzarsi, coordinarsi, ribellarsi, costituire il Governo di Blocco Popolare che ha al centro del suo programma un lavoro utile e dignitoso per tutti”.

È impossibile instaurare il socialismo senza lottare per la sovranità nazionale! La lotta per la sovranità nazionale è efficace solo se combinata con la lotta per instaurare il socialismo!

Nel 1992, i Danesi hanno votato contro il trattato di Maastricht: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 2001 gli Irlandesi hanno votato contro il trattato di Nizza: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 2005 i Francesi e gli Olandesi hanno votato contro il trattato costituzionale europeo (Tce): gliel’hanno poi imposto con il nome di Trattato di Lisbona. Nel 2008 gli Irlandesi hanno votato contro il trattato di Lisbona: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 20015, il 61,3% dei Greci ha votato contro il piano di austerità di Bruxelles: gli è stato inflitto lo stesso” da “Liberali contro populisti”, Le Monde Diplomatique – settembre 2018.

******

A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, i gruppi imperialisti dei paesi dell’UE si sono accordati tra loro per costituire loro proprie istituzioni sovrastanti le istituzioni politiche formate nei singoli paesi dopo la II Guerra Mondiale. Queste ultime dovevano cedere alle nuove istituzioni dei gruppi imperialisti la sovranità che in ognuno dei singoli paesi la costituzione (“sovietica” a detta di Silvio Berlusconi e della Loggia P2 di Licio Gelli, “troppo democratica” a detta dei soci del club Bilderberg) assegnava e ufficialmente ancora assegna al popolo. Ovviamente, in queste nuove istituzioni ogni gruppo imperialista conta per il capitale di cui dispone e per le combinazioni che riesce a creare, analogamente a come avviene in ogni associazione e aggregazione “privata” di capitalisti.

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