Elezione europee – La nostra campagna elettorale

La relazione tra le elezioni politiche e la formazione del governo nazionale è diversa dalla relazione esistente tra le elezioni europee e la composizione delle istituzioni della UE. Le istituzioni della UE non sono nate dalle elezioni e dal Parlamento Europeo. Sono le istituzioni dell’UE che hanno creato il Parlamento Europeo e le elezioni, al loro servizio. Ancora oggi l’esito delle elezioni europee non si ripercuote immediatamente neanche sulla composizione della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea e tantomeno sulla loro linea d’azione. I caporioni dell’UE lo dicono a chiare lettere: “le elezioni non devono permettere che si cambi la politica economica” (Wolfgang Schäuble, all’epoca ministro delle finanze del governo tedesco, ai tempi della crisi greca del 2015) e, ancora più esplicitamente, “l’Eurogruppo non deve rendere conto ad alcun governo, ad alcun Parlamento, e soprattutto non al Parlamento Europeo” (Pierre Moscovici, commissario europeo agli affari economici e monetari). Basta vedere la parabola della Brexit in Gran Bretagna a tre anni dalla vittoria del no e la fine che hanno fatto i referendum, dove sono stati fatti, sulla costituzione dell’UE!

“Nel 1992, i Danesi hanno votato contro il trattato di Maastricht: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 2001 gli Irlandesi hanno votato contro il trattato di Nizza: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 2005 i Francesi e gli Olandesi hanno votato contro il trattato costituzionale europeo (Tce): gliel’hanno poi imposto con il nome di Trattato di Lisbona. Nel 2008 gli Irlandesi hanno votato contro il trattato di Lisbona: sono stati obbligati a tornare alle urne. Nel 2015, il 61,3% dei Greci ha votato contro il piano di austerità di Bruxelles: gli è stato inflitto lo stesso”
da “Liberali contro populisti”, Le Monde Diplomatique – settembre 2018.

Elezioni europee
La nostra “campagna elettorale” è l’organizzazione e la mobilitazione per la sovranità nazionale:

– contro chiusura e delocalizzazione delle aziende italiane e la loro vendita ai gruppi multinazionali, per mantenerle aperte e in funzione in Italia (attuazione degli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione), per nazionalizzare le aziende come Alitalia, FCA, TIM, ecc. Non c’è sovranità nazionale né benessere popolare né sicurezza personale senza direzione delle autorità italiane e dei lavoratori sulle attività economiche che si svolgono in Italia;

– contro la UE e le sue istituzioni (debito pubblico, patti di stabilità, pareggio di bilancio in Costituzione, assegnazione di quote di produzione in campo agricolo e industriale, ecc.);

– contro la NATO (basi e installazioni militari, partecipazione a missioni di guerra, partecipazione alle sanzioni economiche contro altri paesi, ecc.);

– contro il Vaticano (abolizione dei Patti Lateranensi e dei privilegi della Chiesa Cattolica rispetto alle altre organizzazioni e associazioni religiose).

Nel nostro paese la sovranità nazionale, affermata a chiare lettere dalla Costituzione del 1948, era già stata aggirata con il ruolo di governo occulto di ultima istanza del paese svolto dal Vaticano e con il protettorato USA coperto dalla NATO. L’asservimento è diventato ancora più stringente con la rinuncia dello Stato al potere di creare moneta (Divorzio Tesoro – Banca d’Italia del 1981) culminata nell’inclusione dell’Italia nella UE e nella delega alla BCE del potere di creare moneta.

Operai, lavoratori, disoccupati, giovani: c’è bisogno della mobilitazione di tutti per una nuova liberazione nazionale contro gli occupanti del nostro paese: banchieri, speculatori, capitalisti, potenze straniere (come la NATO), Vaticano. Ognuno può dare e deve dare il suo contributo per costruire e far costruire organizzazioni operaie e popolari, collegarsi con altri organismi e movimenti popolari, portare ovunque arriva la parola d’ordine di “organizzarsi, coordinarsi, ribellarsi, formare un governo di emergenza popolare che metta al centro del suo programma: un lavoro utile e dignitoso per tutti”.

È impossibile instaurare il socialismo senza lottare per la sovranità nazionale! Per l’Italia oggi la lotta per la sovranità nazionale è reale ed efficace solo se combinata con la lotta per instaurare il socialismo! È impossibile trasformare il sistema delle relazioni internazionali in un sistema mondiale di scambio, collaborazione e solidarietà tra i popoli senza sovranità nazionale!

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