Nel 41° anniversario dell’uccisione per mano fascista del compagno Roberto Scialabba,

ANTIFASCISTI SEMPRE
Ieri, oggi, domani

Il 28 febbraio 1978 i fascisti dei NAR assassinavano in piazza Don Bosco il compagno Roberto Scialabba, giovane proletario, militante di Lotta Continua e del movimento antifascista del quadrante romano di Cinecittà. Sono trascorsi più di 40 anni dalla situazione in cui maturavano quei fatti ed oggi l’ascesa della Lega di Salvini al governo del paese spaventa e induce molti all’idea del ritorno del fascismo nel nostro paese. Che un moderno fascismo si sia installato al potere in Italia e che vada travolgendo il resto d’Europa, che “populismo” e “sovranismo” siano l’analogo di ciò che fu il fascismo di Mussolini nella prima metà del ‘900.

Leggi come il decreto sicurezza varato di recente, il razzismo anti-immigrati diffuso ad alta voce e con larga diffusione dalla Lega al governo, la fanfara anti-comunista sul caso Battisti, l’agibilità accordata sempre dalla Lega ai gruppuscoli fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, ecc. spingono molti a giungere a questa conclusione. Sono numerose d’altro canto le iniziative che si sviluppano a Roma e nel paese a contrasto di questa misure e che reclamano l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione del 1948. Tuttavia in questo sommovimento non mancano le iniziative promosse o manipolate dal PD che al governo della città e del paese ha dato prova delle stesse nefandezze attribuite a Salvini. Un partito che oggi prova a risalire la china manipolando il sentimento popolare antifascista ed è l’artefice e il beneficiario principale della narrazione sul fascismo di ritorno nel nostro paese.

In questa situazione per valorizzare le forze sane che emergono, l’antifascismo e l’antirazzismo popolari diffusi nel paese, riteniamo che i comunisti e i sinceri antifascisti devono rispondere ad alcune domande che vogliamo rendere oggetto di discussione e confronto pubblico in questo 41° anniversario dell’uccisione di Roberto. Alcune questioni ineludibili per orientarsi.

A chi si affida oggi la classe dominante per promuovere la mobilitazione reazionaria delle masse popolari? Si affida ai suoi uomini e gruppi di fiducia nei partiti delle larghe intese e usa come ausiliari (spauracchi o mazzieri a seconda dell’occorrenza) i gruppuscoli della destra reazionaria e fascista? Oppure ha bisogno già oggi di affidarsi alla destra reazionaria e fascista per farne l’uso che ne ha fatto nel corso del secolo scorso, metterli alla testa della mobilitazione reazionaria e stabilire così la propria dittatura terroristica sulle masse popolari?

Le politiche reazionarie della Lega sono una prosecuzione delle forme e dei modi con cui i partiti delle larghe intese nell’ultimo quarantennio hanno governato il paese? Oppure sono il sintomo del ritorno di un moderno fascismo in salsa populista e sovranista?

M5S e Lega traggono la loro forza da malcontento e protesta delle masse popolari contro 40 anni di larghe intese? Oppure l’ascesa di M5S e Lega è un’operazione con cui la classe dominante ha posto Di Maio e Salvini alla direzione dell’attuazione del suo programma comune e della mobilitazione reazionaria delle masse?

E’ per confrontare le nostre risposte a queste domande con quelle date da compagni di altre organizzazioni che invitiamo tutti al dibattito che terremo il 28 febbraio, alle 18.30 presso la nostra sede in Via Calpurnio Fiamma 136.

Al termine del dibattito avrà luogo una cena sociale di auto-finanziamento delle attività e delle spese legali del P.CARC .

la sezione di Roma del P.CARC
(per contatti 3462895385 – romapcarc@rocketmail.com )

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