Trasmettiamo la lettera di una compagna sulla sua esperienza relativa ai lavori congressuali del P.CARC, iniziati a metà Dicembre e conclusi con il congresso nazionale tenutosi a Firenze il 26 e 27 Gennaio. Invitiamo i membri del P. CARC, i simpatizzati e i collaboratori e tutti coloro che hanno partecipato, a vario titolo, alla campagna congressuale del P. CARC, a fare uso dell’Agenzia Stampa del P. CARC per inviare le proprie riflessioni, sollevare dubbi e perplessità, raccontare la propria esperienza.

Buona lettura.

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Cari compagni della Staffetta rossa,

vi scrivo per condividere la mia esperienza nella costruzione del V Congresso del P.CARC. Come per tutti i compagni che hanno preso parte ai congressi locali e federali, le assemblee congressuali hanno permesso di stendere un bilancio delle esperienze di ciascuno. Per quanto mi riguarda cimentarmi nello studio delle risoluzioni congressuali mi ha permesso di guardare il mio percorso dall’alto, di staccarmene e farlo rivivere nella mia pratica e militanza nella lotta di classe.

Nel mese di dicembre in ciascuna delle sezioni del partito si sono svolti i congressi locali, strutturati in una parte pubblica volta ad approfondire il dibattito intorno ai documenti congressuali: complessivamente questo congresso è servito a discutere della lotta di classe in corso, delle trasformazioni in corso nel sistema politico del nostro paese (caratterizzato dalla breccia aperta dalle masse popolari con le elezioni del 4 marzo, che testimoniato la sfiducia che le masse popolari hanno nei confronti delle Larghe Intese e la voglia di cambiamento), il bilancio dell’attività svolta dal P.CARC negli ultimi tre anni (rafforzamento organizzativo, insegnamenti dal lavoro fatto con le OO e OP ecc) e l’elezione dei nuovi gruppi dirigenti del Partito.

Questo processo si è sviluppato fino al livello nazionale con il Congresso del Partito che si è tenuto a Firenze il 26 e 27 gennaio.

I Congressi sono stati l’occasione per approfondire ed elevare il dibattito circa le principali questioni apertesi a seguito della svolta politica in corso e al ruolo che i comunisti devono assumere in questa fase per rendere sempre più evidente e profondo lo scollamento tra le masse popolari e la classe dominante: per allargare la breccia apertasi nel sistema politico delle Larghe Intese verso la costruzione del Governo di Blocco Popolare.

Sono stati, inoltre, l’occasione per stendere un bilancio della propria militanza, dei passi avanti fatti, ma anche delle resistenze che frenano compagne e compagni nel prendere coscientemente posto nella lotta di classe e via via assumersi anche compiti superiori.

Con questa campagna ho compreso meglio come per i comunisti, che vogliono costruire la rivoluzione socialista nel nostro paese, sia centrale il sostegno e l’intervento nelle organizzazioni operaie e popolari quali basi per la costruzione del Nuovo Potere e fondamento dell’Italia socialista. Per questo, il compito dei comunisti in questa fase è certamente quello di intervenire tra gli operai delle aziende capitaliste e i lavoratori delle aziende pubbliche, individuare e moltiplicare le loro organizzazioni, rafforzarle, orientarle e coordinarle verso la costruzione di un loro governo d’emergenza, che poggi sulla loro mobilitazione e agisca secondo il loro mandato. Questo perché sono i lavoratori a conoscere le proprie aziende e poter mettere in atto una direzione alternativa a quella del padrone. Lo sviluppo di organizzazioni operaie e popolari è il primo passo verso la creazione della rete del nuovo potere per imporre da subito le misure necessarie e concrete di cui la classe operaia ha bisogno.

Fanno scuola in questo senso alcune esperienze tipo che vedono gli operai al primo posto nella lotta per la difesa del proprio posto di lavoro e che si organizzano contro la chiusura della propria azienda mobilitando il resto delle masse popolari, oltre che le varie organizzazioni sindacali e politiche a prescindere dalla bandiera di appartenenza.

Un caso tra tutti quello della battaglia Rational, che nonostante si sia conclusa con la chiusura dell’azienda, ha alimentato il dibattito circa gli insegnamenti dell’esperienza dei 23 operai, che insegna alla classe operaia che bisogna organizzarsi prima che sia troppo tardi e prevenire la morte lenta della propria azienda.

Le assemblee congressuali hanno avuto il pregio di portare a conoscenza di operai di zone diverse del paese le lotte in corso, dalle quali prendere esempio e acquisire fiducia. L’intervento sistematico davanti alle aziende per i comunisti deve diventare una priorità, e ogni protesta o rivendicazione deve diventare una scuola dalla quale far nascere una organizzazione operaia o popolare, o per individuarne una esistente e sostenerne lo sviluppo affinché si accresca e sfrutti ogni lotta per avanzare fino ad avere la forza di agire da nuova autorità pubblica, e contendere la governabilità dei territori alle autorità ufficiali e gli istituti della borghesia.

I congressi sono stati anche ambito in cui chiamare tutti i compagni e tutte le compagne ad entrare nella Carovana del (n)PCI, a sostenerne lo sviluppo e rafforzare il P.CARC in linea con la trasformazione che in questo congresso abbiamo sancito, la trasformazione da partito di quadri in partito di quadri e di massa.

Questa trasformazione comprende l’elevazione e il reclutamento di quadri comunisti di tipo nuovo, ovvero capaci di dirigere se stessi e le masse popolari e orientarsi attraverso il sostegno e gli strumenti che il partito mette a disposizione, anche mettendo in campo un processo di disintossicazione da quel meccanismo di diversione dalla realtà elaborato dalla borghesia per distogliere le masse popolari dalla lotta di classe.

Oltre all’elevazione dei quadri, con questo congresso il P.CARC si pone l’obiettivo di aprire a chiunque voglia aderire al progetto di costruzione della rivoluzione socialista ed è disposto a portare il proprio contributo, anche minimo, per esserne parte attiva oltre ad ampliare il radicamento del partito in quelle zone dove per ora il partito non è radicato. Già in questa campagna congressuale, spinti da questo appello e dalla trasformazione in atto, i più volenterosi tra i simpatizzanti e collaboratori del P.CARC hanno deciso di elevare il proprio legame con il Partito dei CARC e la Carovana del (n)PCI.

I congressi sono stati, inoltre, ambito in cui concentrare l’attenzione sull’obiettivo strategico perseguito dalla Carovana del (n)PCI: fare dell’Italia un nuovo paese socialista. I compagni hanno avuto modo di confrontarsi e ragionare su cosa si intenda per socialismo, andando ad analizzare anche le teorie e definizioni di socialismo più diffuse oggi. Discutere di questo ha portato a confermare e rafforzare la consapevolezza che il socialismo è il sistema di relazioni sociali verso il quale la società tende già oggettivamente e che ma può essere costruita solo dalle masse popolari organizzate dirette dal partito comunista.

La costituzione del Governo di Blocco di Popolare quale scuola di comunismo utile a costruire le condizioni necessarie a fare la rivoluzione socialista deve diventare una costante di ogni iniziativa o intervento, tra operai e studenti, tra le masse popolari affinché si organizzino e trovino la fiducia e la spinta necessaria per contrapporre il nuovo potere a quello della borghesia.

Ogni passaggio, di cui vi ho scritto, si lega al vivo delle attività che ho svolto, ad ogni limite riscontrato, ad ogni battaglia che ho affrontato per superarlo, ad ogni nodo ancora aperto. Ognuna delle discussioni affrontate e degli insegnamenti ricavati parla a me e a tutti i compagni, qualunque sia la loro postazione nella lotta di classe, del futuro luminoso che abbiamo da conquistare, fornendoci strumenti utili con cui agire per trasformarci in donne e uomini nuovi, capaci di avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista.

A me, donna delle masse popolari alla ricerca di comprendere come funziona il mondo, il P. CARC ha fornito nuove lenti attraverso le quali vedere ed analizzare il corso delle cose e strumenti adeguati per comprendere che l’unica via per uscire dalla crisi è trovare un posto nella lotta di classe e contribuire all’instaurazione del socialismo.

La linea definita in questo V Congresso infatti ha confermato che la resistenza spontanea delle masse popolari può e deve essere spinta verso la costruzione di una società nuova (il Socialismo) e a tal fine è indispensabile legare questa resistenza spontanea al movimento comunista cosciente e organizzato, ossia la Carovana del (n)PCI.

Le tante esperienze raccontate hanno dimostrato come gli embrioni di organizzazioni operaie e popolari, ma anche di organizzazioni giovanili, man mano che si legano al rinascente movimento comunista e prendono posto nella lotta di classe, si rafforzano e acquistano fiducia per contrastare le misure ad essi sfavorevoli e rilanciare, fino ad agire come nuove autorità pubbliche.

Di fatto ho avuto la sensazione che l’obiettivo di costruire il Governo di Blocco Popolare abbia vissuto durante tutte le assemblee congressuali come un obiettivo sempre più tangibile e concreto, alla portata di chi oggi cerca il proprio posto nella società e si organizza e si mobilita contro il catastrofico corso delle cose.

È questa la direzione verso la quale la classe operaia e le masse popolari devono essere orientate per porre fine al regime di sfruttamento e di oppressione imposto dalla borghesia, per spazzare via il capitalismo e le sue barbarie e fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

Elena B.

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