Bergamo, 18 gennaio 2019

La Sezione di Bergamo esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Cooperativa sociale Monterosso che si stanno mobilitando da giorni contro la revoca dell’appalto dei servizi di pulizia, assistenza e cucina presso la casa di cura e riposo don Orione in Bergamo e la sua assegnazione ad altra azienda (coop. Quadrifoglio di Pinerolo, TO). La Cooperativa svolge servizio in questa struttura da almeno 31 anni ed ha rinnovato l’appalto nel corso del 2018 fino al 2023.

Da quanto abbiamo appreso dalle lavoratrici e dai lavoratori in presidio e dal suo presidente, presente anch’egli alla mobilitazione, non esistono nel tempo evidenti contestazioni di disservizi di gravità tale da giustificare simili rotture. Anche sulla stampa locale, evidentemente non contraria agli ambienti ecclesiastici a cui appartiene anche la direzione della casa di cura e riposo, la stessa direzione della don Orione non ha evidenziato situazioni che giustificassero tale decisione. Anzi, l’unica motivazione addotta è stata la necessità di elevare la qualità del servizio da fornire agli utenti della struttura. Sono invece molte le attestazioni di plauso da parte degli utenti e della vecchia direzione per il servizio svolto. I dirigenti della Monterosso hanno denunciato che mai si è aperta una trattativa con la direzione della casa di cura per trattare il problema. Si susseguono varie voci ma essenzialmente non c’è la trasparenza che è necessaria in simili situazioni e circa 200 lavoratrici e lavoratori vengono coinvolti in un cambio appalto che li mette in allerta verso la qualità della nuova azienda in arrivo, che comunque è tenuta ad assorbirli tutti a pari condizioni normative ed economiche.

Abbiamo visto lavoratrici e lavoratori di varie nazionalità impegnati a difendere le loro condizioni di lavoro e di vita; difendono con determinazione la Monterosso in quanto è sostanzialmente cresciuta con loro e ha loro dimostrato di praticare lo spirito cooperativistico nel vero senso del termine.

Noi diciamo loro che la loro battaglia è importante per tutti i lavoratori perché smaschera logiche aziendali che, nella mancanza di trasparenza, poco a che fare hanno in riferimento al servizio verso le persone bisognose di cure e verso i lavoratori che rendono tale servizio.

Riconosciamo nelle dichiarazioni e nei modi del signor Alessio Cappelli, ecclesiastico, attuale dirigente del don Orione, logiche meramente da “Padrone del Vapore”: … il contratto prevede che si può recedere e ce ne siamo avvalsi …. Simili modi sono in contrasto anche con la dignità del lavoro paventata dal governo in carica.

Questa vicenda dimostra che sono i lavoratori ad avere a cuore il progresso sociale e il benessere delle masse popolari tutte: anche per questo si battono. Inoltre, come in altre vicende (recente la Hammond di Varese), anche se operano in aziende apparentemente floride i lavoratori devono organizzarsi per conoscere per tempo ogni aspetto della gestione aziendale per prevenire le mosse dei padroni (che si muovono in genere per tutt’altri fini rispetto al bene comune) e per determinare essi le scelte produttive più idonee per gli interessi delle masse popolari e dei lavoratori inseriti in produzione: cominciando dalla propria azienda e collegandosi poi con i lavoratori delle altre aziende del territorio, fino a governare il paese.

La forza dei lavoratori deriva dalla loro organizzazione e dalla loro crescente capacità di dirigere le aziende e il paese, capacità che trova il suo massimo sviluppo nella società socialista, che come comunisti siamo impegnati a promuovere.

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